Verde, bianco, rosso e a stelle e strisce: l'incredibile parabola del nazionalismo italiano con l'ostentazione del tricolore ovunque

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Ora, pensate per un momento a quello che sta succedendo sotto i nostri occhi. Se persino sul Silos di Monfalcone, un edificio industriale, un pezzo di storia del lavoro — hanno piazzato due tricolori mastodontici, visibili a chilometri di distanza... beh, di cosa ci stupiamo più? Siamo di fronte a quella che, storicamente parlando, è una clamorosa, inequivocabile ostentazione della bandiera nazionale!  E la cosa straordinaria, se ci pensate, è che noi italiani con questa bandiera abbiamo sempre avuto un rapporto, come dire... complicato . Non  è come negli Stati Uniti o in Francia! In Italia non c'è mai stata quella viscerale, profonda simpatia popolare per il vessillo. Perché siamo più regionalisti, perchè l'Italia è composita, complessa, senza dimenticare il passato che sicuramente ha lasciato il segno. E badate bene, è un paradosso incredibile: stiamo parlando della bandiera della Costituzione, la bandiera nata dalle lotte del Risorgimento e poi rifondata dalla Resistenza! ...

Stiamo intasando il golfo di Trieste di grandi navi. Quanto è sostenibile a livello ambientale?



Il golfo di Trieste è una meravigliosa insenatura dell'Alto Adriatico che unisce in un colpo solo tre Stati, Italia, Slovenia e Croazia, da Grado, a punta Salvore. Tre sono i porti principali e importanti che dominano questo golfo, Trieste, Capodistria e Monfalcone. Un golfo dove c'è la riserva naturale dell'isola della Cona e di Miraramare, e nel mezzo vi passano decine di navi grandi, piccole, dalle grandi navi mercantili alle grandi navi da crociera. 

 


L'inquinamento è assolutamente assicurato, diversi studi, soprattutto per quanto riguarda le navi da crociera hanno ben evidenziato quanto siano problematiche a livello ambientale, centinaia di navi da crociera inquinano quanto l'intero parco macchine di tutta l'Europa.  Le stanno respingendo da Venezia, perchè Venezia deve essere protetta, tutelata. Ma quei giganti però nel golfo di Trieste ci possono stare. E chi lo ha deciso? Possono invadere le rive triestine, conquistare i moli della città giuliana, come anche a Capodistria ed ora Monfalcone, dove si è detto che ritornano a casa visto che qui nascono. In tutto ciò, i cambiamenti climatici ci stanno sbattendo in faccia una durissima realtà. Determinati dall'uomo, dall'inquinamento. Ci sono studi di sostenibilità ambientale nel golfo di Trieste per il traffico delle grandi navi?


 

Fino a quando sarà sostenibile tutto ciò e quanto lo è? Va cercato il giusto equilibrio per preservare un golfo stupendo che possa consentire il giusto esercizio dell'attività portuale con quello della sostenibilità ambientale ma si ha la sensazione che le logiche prevalenti siano invece sbilanciate solo sull'incremento dell'attività delle grandi navi nel golfo di Trieste.

mb


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