Il grande colosso di Monfalcone è destinato a sparire

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  A soli centocinquanta metri d’altezza, quella ciminiera appare quasi ridotta se paragonata ai mostri d’acciaio e cemento da duecentocinquanta metri che solitamente feriscono i nostri cieli. Una misura contratta che fu, in un passato felicemente archiviato, fonte di dissapori ed un prezzo pagato sull'altare di uno sviluppo che non guardava in faccia a nessuno. Oggi, però, quel manufatto non è più soltanto il residuo di un’era industriale: è una spina dorsale della memoria collettiva, un reperto di vera e propria  archeologia dell'anima.  Eppure, si preferisce la metaforicamente la ruspa alla tutela. Con una furia iconoclasta degna della distruzione del Colosso di Roma, quell'imponente profilo si avvia ad essere cancellato dalla terra e dallo sguardo, destinato a sopravvivere solo nella memoria nostalgica di chi — da Trieste alle alture del Carso — vedeva in quella torre il punto fermo con cui riconoscere l'orizzonte di Monfalcone. La storia recente dell'Italia offr...

Se la Slovenia si può permettere di chiudere i confini come e quando vuole



Questa volta niente massi, niente blocchi  di pietra o barricate di cemento. Ma un segnale nel mezzo della strada, qualche transenna e qualche volta della polizia a controllare l' uscita dal Paese, cosa che qualche volta in questo periodo ha fatto anche l'Italia, come ai vecchi tempi, quelli che si pensavano superati come hanno fatto notare gli amici di Radio Capodistria. La Slovenia ricorre ad un lockdown di una decina di giorni, di cui non se ne comprende l'utilità, ma sicuramente noi dall'Italia siamo gli ultimi a poter dare lezioni sul punto a partire dal FVG che è una delle regioni più disastrate in tema di coronarivus in proporzione alla popolazione, per mortalità e contagi e soprattutto per i provvedimenti qui adottati. La Slovenia chiude i confini ed i valichi minori. Per la seconda volta. Nella mattina del 29 marzo in modo diffuso si barrica. A modo suo. Ma in tanti casi questi valichi sono penetrabili, diverse le testimonianze di chi se ne frega di questi fantomatici blocchi. Il problema si pone soprattutto per una zona transfrontaliera con migliaia di lavoratori che ogni giorno di qua e di là si mescolano. Si continua a ragionare come se si fosse nel '900 mentre si celebra Gorizia e Nova Gorica come capitale europea della cultura, la Slovenia si barrica come vuole. Certo, è uno Stato sovrano, avrà rispettato le regole e quant'altro. Però, se si comporta così senza condivisione con la vicina Italia e con il confinante FVG è perchè se lo può permettere, perchè l'Italia ed il FVG sono politicamente deboli. Sì, è vero, è stato fatto anche dall'Austria e lo fanno altri Paesi. L'Italia non ha ancora chiuso i confini. E ancora ogni notte si sogna un provvedimento del genere. Insomma, ancora una volta ognuno va per la sua strada, fa quello che vuole, come vuole, alla faccia della condivisione dell'unica casa europea che sta dando il peggio di sè ma non tutto nasce dal nulla .

mb

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