Verde, bianco, rosso e a stelle e strisce: l'incredibile parabola del nazionalismo italiano con l'ostentazione del tricolore ovunque

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Ora, pensate per un momento a quello che sta succedendo sotto i nostri occhi. Se persino sul Silos di Monfalcone, un edificio industriale, un pezzo di storia del lavoro — hanno piazzato due tricolori mastodontici, visibili a chilometri di distanza... beh, di cosa ci stupiamo più? Siamo di fronte a quella che, storicamente parlando, è una clamorosa, inequivocabile ostentazione della bandiera nazionale!  E la cosa straordinaria, se ci pensate, è che noi italiani con questa bandiera abbiamo sempre avuto un rapporto, come dire... complicato . Non  è come negli Stati Uniti o in Francia! In Italia non c'è mai stata quella viscerale, profonda simpatia popolare per il vessillo. Perché siamo più regionalisti, perchè l'Italia è composita, complessa, senza dimenticare il passato che sicuramente ha lasciato il segno. E badate bene, è un paradosso incredibile: stiamo parlando della bandiera della Costituzione, la bandiera nata dalle lotte del Risorgimento e poi rifondata dalla Resistenza! ...

Capodistria ed il ritorno dei vecchi nomi. Ma c'è già il caso di Biagio Giuliani o Biagio Zulian?



Citato come uno dei tanti eroi veneti dimenticati. A Venezia esiste una lapide che così recita

 


 Alla memoria

del capitano BIAGIO ZULIAN

da Capodistria

che il XXIV giugno del MDCXLV

durante la guerra di Candia

piuttosto che rendere al turco

il forte di San Todero presso la Canea

diede fuoco alle polveri

seppellendo sotto le rovine

sè i compagni e i nemici

superbo esempio

 di fedeltà al dovere e alla patria

fino al sacrificio



In uno dei siti che tratta degli eroi veneti dimenticati così si parla di Biagio Zulian:


Nel 1645 Venezia si trovava nuovamente ad affrontare da sola l’avanzata turca nel Mediterraneo orientale che investiva ora l’isola di Creta (Candia). L’ insufficiente organizzazioni per il rifornimento e la difesa dell’isola, permise ai turchi la conquista dell’isola fortezza di San Teodoro, caposaldo strategico. Non potendo resistere alle forze nemiche superiori sia di numero che in potenza di fuoco, il comandante veneziano del forte il capodistriano Biagio Zulian in un estremo atto di sacrificio, portò con sé nei sotterranei dove erano custodite le munizioni la moglie ed i figli ed appiccò il fuoco alle polveri trasformando il forte in una gigantesca bomba che travolse i suoi pochi uomini rimasti ed i nemici già penetrati nel forte.

A Capodistria, stanno ritornando, finalmente, nel rispetto dell'identità plurale della città istriana, i vecchi nomi dei luoghi. Non senza polemiche. Eclatante fu il caso di piazza Duomo posta sotto piazza Tito, la targa venne rimossa in un primo tempo nel giro di poche ore come atto di protesta anche se mai rivendicato. Tra i vecchi nomi che ritornano vi è quello del capitano Biagio Zulian. Solo che nella targa viene tradotto nella sua forma italianizzata in Biagio Giuliani come si può vedere nell'immagine tratta da TV Capodistria.

Allora quello che ci si chiede è siamo certi che il nome corretto sia Biagio Giuliani? E non Biagio Zulian come lo ricordano i veneti ed a Venezia in una propria lapide? C'è anche un testo di Giovanni Quarantotti che cita il capitano capodistriano semplicemente come Biagio Zulian. 


E se non bastasse a Venezia una via del lido riporta proprio il nome di Biagio Zulian.


mb

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