Il grande colosso di Monfalcone è destinato a sparire

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  A soli centocinquanta metri d’altezza, quella ciminiera appare quasi ridotta se paragonata ai mostri d’acciaio e cemento da duecentocinquanta metri che solitamente feriscono i nostri cieli. Una misura contratta che fu, in un passato felicemente archiviato, fonte di dissapori ed un prezzo pagato sull'altare di uno sviluppo che non guardava in faccia a nessuno. Oggi, però, quel manufatto non è più soltanto il residuo di un’era industriale: è una spina dorsale della memoria collettiva, un reperto di vera e propria  archeologia dell'anima.  Eppure, si preferisce la metaforicamente la ruspa alla tutela. Con una furia iconoclasta degna della distruzione del Colosso di Roma, quell'imponente profilo si avvia ad essere cancellato dalla terra e dallo sguardo, destinato a sopravvivere solo nella memoria nostalgica di chi — da Trieste alle alture del Carso — vedeva in quella torre il punto fermo con cui riconoscere l'orizzonte di Monfalcone. La storia recente dell'Italia offr...

Quella voglia di normalità nelle città prese d'assalto in un FVG che va a quota 40 mila contagiati


C'è voglia di normalità. Non doveva essere un liberi tutti, ma cosa significa il non liberi tutti? Non siamo agli arresti domiciliari, e quando le Autorità ti dicono che in giro ci puoi andare, in giro ci vai. Così ad Udine ad esempio. Presa d'assalto in un sabato di metà dicembre. File ai negozi, parcheggi introvabili, centro strapieno, bar pieni. Vedi passeggiare le forze dell'ordine che entrano nei locali invitando a rispettare le distanze, le regole. Le regole. Il FVG è passato dall'estremo nel dichiarare lo stato d'emergenza senza che ci fosse un solo caso accertato di covid, al comportarsi in un modo inaccettabile per una regione che va oramai diritta a quota 40 mila contagi, con le strutture sanitarie sotto pressione, con carenza di medici di base, con il tracciamento praticamente impossibile da effettuare in modo compiuto.  Ordinanze a dir poco discutibili per una regione che non si sa per quale grazia divina non è zona rossa, e neanche arancione. Sembra che l'emergenza non sia emergenza. Ora è il momento dello shopping. Poi magari piangeremo, cosa? Lacrime di coccodrillo. Non si sa più cosa pensare, i cittadini  in qualsiasi modo si comporteranno tanto verranno criticati. Ma la colpa non è dei cittadini o dei soliti irresponsabili di turno. Immancabili, ci sono e ci saranno sempre. Non saranno quei quattro negazionisti da quattro soldi il problema nella diffusione dell'epidemia. Oramai la mascherina la indossano tutti. Diventata meglio di un vaccino per ora, quello che non c'è, quello che è temuto da milioni di italiani perchè non ci si fida più di nessuno. Ecco, il punto è la fiducia. Quale il grado di fiducia verso chi al governo nazionale e  locale? Ne abbiamo viste di cotte e di crude, ma  guardando quello che accade in casa nostra, in FVG la situazione è ai limiti dell'assurdo visto quello che è accaduto in questi mesi. Sembrava un pomeriggio di ordinaria vita, se non fosse stato per le mascherine, non avresti mai detto di essere in pieno stato di pandemia. E in tutto ciò si sta pensando ad aprire anche tutte le scuole a gennaio. Perfetto.

mb

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