Il maestro carnico Bertoli ed i grandi del '900 nel cuore di Tolmezzo dove l'arte si fa strada

Immagine
Quando parliamo di un uomo come Bertoli – nato a Illegio nel '33 – dobbiamo prima di tutto immaginarci cosa significava nascere in Carnia in quegli anni. Significa che la manovalanza, il lavoro duro, la fatica vera, tu la conosci fin da ragazzino, la tocchi con mano. Eppure, questo signore poi si occupa di design, fa il marketing pubblicitario... Ma la cosa straordinaria è un'altra: Bertoli è quel classico tipo di artista autodidatta con un talento talmente puro, talmente innato, che tu ti rendi conto che merita assolutamente di essere riscoperto, esplorato, capito fino in fondo. La prima vera svolta, la prima personale, arriva a Tolmezzo verso la fine degli anni Settanta, dopo le esposizioni alla galleria del Girasole di Udine. E oggi, la grande mostra di Palazzo Frisacco, sempre a Tolmezzo, è davvero il coronamento perfetto di una vita intera. Perché li vedete, i suoi quadri: dalle nature morte a questa pittura figurativa che è, in sostanza, una fotografia del quotidiano. È l...

Quella voglia di normalità nelle città prese d'assalto in un FVG che va a quota 40 mila contagiati


C'è voglia di normalità. Non doveva essere un liberi tutti, ma cosa significa il non liberi tutti? Non siamo agli arresti domiciliari, e quando le Autorità ti dicono che in giro ci puoi andare, in giro ci vai. Così ad Udine ad esempio. Presa d'assalto in un sabato di metà dicembre. File ai negozi, parcheggi introvabili, centro strapieno, bar pieni. Vedi passeggiare le forze dell'ordine che entrano nei locali invitando a rispettare le distanze, le regole. Le regole. Il FVG è passato dall'estremo nel dichiarare lo stato d'emergenza senza che ci fosse un solo caso accertato di covid, al comportarsi in un modo inaccettabile per una regione che va oramai diritta a quota 40 mila contagi, con le strutture sanitarie sotto pressione, con carenza di medici di base, con il tracciamento praticamente impossibile da effettuare in modo compiuto.  Ordinanze a dir poco discutibili per una regione che non si sa per quale grazia divina non è zona rossa, e neanche arancione. Sembra che l'emergenza non sia emergenza. Ora è il momento dello shopping. Poi magari piangeremo, cosa? Lacrime di coccodrillo. Non si sa più cosa pensare, i cittadini  in qualsiasi modo si comporteranno tanto verranno criticati. Ma la colpa non è dei cittadini o dei soliti irresponsabili di turno. Immancabili, ci sono e ci saranno sempre. Non saranno quei quattro negazionisti da quattro soldi il problema nella diffusione dell'epidemia. Oramai la mascherina la indossano tutti. Diventata meglio di un vaccino per ora, quello che non c'è, quello che è temuto da milioni di italiani perchè non ci si fida più di nessuno. Ecco, il punto è la fiducia. Quale il grado di fiducia verso chi al governo nazionale e  locale? Ne abbiamo viste di cotte e di crude, ma  guardando quello che accade in casa nostra, in FVG la situazione è ai limiti dell'assurdo visto quello che è accaduto in questi mesi. Sembrava un pomeriggio di ordinaria vita, se non fosse stato per le mascherine, non avresti mai detto di essere in pieno stato di pandemia. E in tutto ciò si sta pensando ad aprire anche tutte le scuole a gennaio. Perfetto.

mb

Commenti

Post popolari in questo blog

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?