Il "frullato storico" e le piazze forni: il caso di Monfalcone

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  Rifletteteci bene, signori. Che gioia impagabile passeggiare oggi per i centri delle nostre città e imbattersi in quegli spazi che sfidano brillantemente ogni logica umana. Prendiamo un capolavoro assoluto, una vetta inarrivabile dell'urbanistica contemporanea che vi lascerà letteralmente senza fiato (e senza ombra, ovviamente): Monfalcone . Facciamo un salto nel passato. Ai tempi dell'Impero Asburgico, quegli sprovveduti avevano la bizzarra abitudine di inserire degli alberi nelle loro "Piazze Grandi". Ad esempio ciò succedeva a Trieste. Ve lo immaginate? Il verde integrato nella veduta urbana! Per fortuna, nel corso del Novecento, i nostri urbanisti hanno rinsavito. Abbiamo coraggiosamente estirpato quell'inutile natura per regalarci magnifiche, sterminate spianate di cemento o di marmo. Perché rinunciare al brivido di passeggiare in un forno a cielo aperto  nelle nostre estati tropicali? Ma torniamo a Monfalcone, il vero gioiello della corona. Lì hanno fatto ...

Poco più di 20 milioni di cittadini controllati in Italia durante l'emergenza coronavirus


Dati senza precedenti nella storia della Repubblica che lasciano intendere la portata capillare del controllo del territorio che c'è stata nel Paese e che comunque, seppur in modo più flessibile rispetto al lockdown, è ancora in corso e deve spingere alla riflessione. Viene da chiedersi se la stessa cosa sia accaduta anche negli altri Paesi "democratici", a parte la Cina, il cui modello non dovrebbe essere quello di riferimento per un sistema democratico e civile a cui si aspirerebbe almeno negli intenti.

mb

 

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