Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

Renaissance Dam, la diga made in Italy, realizzata in Etiopia che crea alta tensione con l'Egitto

Nel marzo del 2015 venne stipulato l'accordo di cooperazione,
a Khartoum, tra Egitto, Etiopia e Sudan sul progetto Grand Ethiopian Renaissance Dam, diga che risultava essere già in costruzione. I problemi nascevano e continuano ad esserci ancora oggi più che mai da parte egiziana che lamentavano  e lamentano rischi di approvvigionamento idrico da parte dell'Etiopia riducendo la portata del Nilo. L'Etiopia, in cui sorge il Nilo Azzurro, che si unisce al Nilo Bianco  ha da parte sua sempre assicurato che la portata del fiume sarebbe stata ridotta. Il progetto della diga è made in Italy. I lavori dovrebbero essere ultimati definitivamente nel 2022. Realizzata dal gruppo Salini Impregilo che nel 2020 è diventato Webuild SPA. I suoi progetti internazionali includono la Grand Ethiopian Renaissance Dam, il Gerald Desmond Bridge in California, l'espansione del Canale di Panama, la centrale idroelettrica Snowy 2.0 in Australia e lo stadio Al Bayt 2022 World Cup in Qatar. In Italia è noto per la ricostruzione del porto di Genova. Per capire l'importanza che ha questa diga a livello internazionale basta pensare che nelle telefonate con Trump, Al Sisi, tratta spesso la questione della diga. Insomma, una diga made in Italy a conferma che gli interessi italiani in quell'area sono enormi. E ciò lascia capire perchè l'Italia con l'Egitto non è in grado di interrompere i rapporti diplomatici e continua ad essere succube della dittatura egiziana.
E questa diga che in un primo momento pare andasse bene agli egiziani ora vede mutare il contesto nell'ambito anche della conflittualità con la Turchia. L'intreccio tra la questione libica e quella etiope è evidente. Quella che è destinata ad essere la diga più grande d'Africa, la Grand Ethiopian Renaissance Dam, ed il valore del progetto è di 3,37 miliardi di Euro, roba sicuramente non spicciola, rischia di essere anche un qualcosa che può determinare conflittualità enormi di difficile gestione. L'Egitto rischia una guerra in Libia, ed in Etiopia, ma al momento si limita solo a mostrare i muscoli ed a ringhiare, d'altronde avendo uno degli eserciti più potenti del mondo può certamente permetterselo. La controversia riguarda sempre la solita questione, in particolar modo il volume annuale di scarichi idrici in caso di prolungata siccità. L'Etiopia, come rende noto la stampa araba, ritiene che la questione dovrebbe essere limitata ai soli capi di stato, mentre l'Egitto e il Sudan vogliono che la questione sia risolta con l'arbitrato internazionale.
mb




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