Il caso non figlio del caso Mario Schifano: quando l'incomprensibile diventa arte

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    Signore e signori, qui dobbiamo intenderci su un punto fondamentale: che cos'è, alla fine, un artista? È uno che ha fatto l'accademia? Uno che sa fare il chiaroscuro come si deve? Beh, se pensate questo, Mario Schifano vi avrebbe fatto saltare sulla sedia. Quest'uomo non aveva finito le scuole. Zero. Titoli di studio? Nessuno. Eppure, quest'uomo si metteva davanti alla tela e sprigionava una potenza di fuoco impressionante. Una produzione industriale, febbrile, quasi disumana: in una sola giornata era capace di sfornare centinaia di opere. Ma capite cosa significa? Centinaia! Erano sfuriate di colore puro, pennellate sfrenate, un’orgia di blu, di verdi, di gialli. Sperimentazioni continue che lasciarono a bocca aperta persino i mostri sacri d'oltreoceano. Pensate che un certo Andy Warhol  arrivò a dire, con quella sua aria sorniona: «Se non fossi Andy Warhol, vorrei essere Mario Schifano.» Ora, i critici più severi – e ce n'erano eccome – dicevano, storcendo...

La presa in giro italiana con l'Egitto. Dare un colpo al cerchio e uno alla botte

Ma veramente c'è qualcuno che crede possibile che questa dittatura egiziana che da quattro anni e mezzo prende in giro una nazione intera sull'omicidio di stato di Giulio, possa ora cambiare rotta? Ora che la commessa della vergogna sta andando in porto? E per quale diamine di ragione dovrebbe mai farlo? E poi sinceramente non si capisce il perchè l'Italia da un lato debba armare una malefica dittatura che annienta i diritti umani e liquida come minaccia per la sicurezza nazionale o terrorista tutto ciò che la può ostacolare anche minimamente, e dall'altro debba pretendere che quella dittatura possa consegnare mandanti ed esecutori dell'omicidio di stato di Giulio. Non c'è alcun nesso logico in tutto ciò. Nessuno.  E' una cosa priva di senso. Stiamo assistendo all'ennesima presa in giro italiana più che egiziana. Perchè gli egiziani sappiamo bene come si sono comportati e da costoro non ci si aspetta più nulla, se non ulteriori prese in giro, ma il problema è l'Italia. Armare una dittatura come quella egiziana è un qualcosa di sconcertante. Eppure non viene messo in discussione, salvo le solite voci contrarie che non sono in grado di bloccare questa operazione, perchè semplicemente non si hanno gli strumenti per farlo. Insomma, un colpo al cerchio ed uno alla botte, dalla parte egiziana se la ridono, e noi qui a fare la parte dei fessi. Le cose sono due. O ci credono veramente a quello che fanno, e allora vien da dire, in che mani siamo, oppure mentono sapendo di mentire.
mb




















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