Restaurata la tomba della famiglia Fontanot e il Monumento Ossario Partigiano

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Quando parliamo di certe vicende, c’è un dettaglio che spesso ci sfugge. Noi vediamo una pietra tombale, magari consumata dal tempo, e ci sembra soltanto un pezzo di marmo abbandonato nell'erba. E invece no! Dietro quella pietra c’è una storia immane, una di quelle storie che ti stringono la gola. Prendete i Fontanot. A Ronchi, e non solo qui, questo nome vuol dire qualcosa di enorme. Durante la Seconda guerra mondiale questa famiglia viene travolta da una tragedia tremenda, di quelle che la Resistenza ha preteso da chi ha scelto di non stare a guardare. Giovanni, finisce deportato a Dachau. Amido, che fa il commissario nella Brigata Garibaldi Trieste, cade al fronte nel '44. Licio — un ragazzo, gappista — si toglie la vita in carcere pur di non parlare sotto le torture dei fascisti.  Uno solo sopravvive a quell'inferno: Vinicio, comandante nei GAP e poi di un battaglione della Brigata Proletaria. Una storia talmente titanica che a Metlika, con cui sia...

La presa in giro italiana con l'Egitto. Dare un colpo al cerchio e uno alla botte

Ma veramente c'è qualcuno che crede possibile che questa dittatura egiziana che da quattro anni e mezzo prende in giro una nazione intera sull'omicidio di stato di Giulio, possa ora cambiare rotta? Ora che la commessa della vergogna sta andando in porto? E per quale diamine di ragione dovrebbe mai farlo? E poi sinceramente non si capisce il perchè l'Italia da un lato debba armare una malefica dittatura che annienta i diritti umani e liquida come minaccia per la sicurezza nazionale o terrorista tutto ciò che la può ostacolare anche minimamente, e dall'altro debba pretendere che quella dittatura possa consegnare mandanti ed esecutori dell'omicidio di stato di Giulio. Non c'è alcun nesso logico in tutto ciò. Nessuno.  E' una cosa priva di senso. Stiamo assistendo all'ennesima presa in giro italiana più che egiziana. Perchè gli egiziani sappiamo bene come si sono comportati e da costoro non ci si aspetta più nulla, se non ulteriori prese in giro, ma il problema è l'Italia. Armare una dittatura come quella egiziana è un qualcosa di sconcertante. Eppure non viene messo in discussione, salvo le solite voci contrarie che non sono in grado di bloccare questa operazione, perchè semplicemente non si hanno gli strumenti per farlo. Insomma, un colpo al cerchio ed uno alla botte, dalla parte egiziana se la ridono, e noi qui a fare la parte dei fessi. Le cose sono due. O ci credono veramente a quello che fanno, e allora vien da dire, in che mani siamo, oppure mentono sapendo di mentire.
mb




















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