Aquileia: il porto dell'Impero e l'ombra del Ventennio

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  Quando si cammina tra le rovine di Aquileia, non si sta passeggiando in una cittadina qualsiasi: si sta attraversando quella che era, a tutti gli effetti, la seconda città dell'Impero!  Una metropoli pazzesca. Però, oggi, per cogliere questa immensità ci vuole un grandissimo sforzo di immaginazione. Le pietre sopravvissute al tempo sono lì che vorrebbero disperatamente raccontarci una storia straordinaria, ma noi, spesso, facciamo fatica ad ascoltarla.  Perché c'è un problema. E il problema è che se vogliamo davvero capire e valorizzare Aquileia, dobbiamo liberarci di un ingombro non da poco: dobbiamo avere il coraggio di andare oltre la visione che ci ha lasciato in eredità il fascismo e svecchiare, modernizzare il sito.  Prendiamo la fantomatica "via sacra". Voi andate lungo il porto fluviale, che all'epoca dei romani doveva essere un luogo vivacissimo, un viavai frenetico, un posto pieno di rumori, di mercanti, di facchini che imprecavano e caricavano merci.....

La presa in giro italiana con l'Egitto. Dare un colpo al cerchio e uno alla botte

Ma veramente c'è qualcuno che crede possibile che questa dittatura egiziana che da quattro anni e mezzo prende in giro una nazione intera sull'omicidio di stato di Giulio, possa ora cambiare rotta? Ora che la commessa della vergogna sta andando in porto? E per quale diamine di ragione dovrebbe mai farlo? E poi sinceramente non si capisce il perchè l'Italia da un lato debba armare una malefica dittatura che annienta i diritti umani e liquida come minaccia per la sicurezza nazionale o terrorista tutto ciò che la può ostacolare anche minimamente, e dall'altro debba pretendere che quella dittatura possa consegnare mandanti ed esecutori dell'omicidio di stato di Giulio. Non c'è alcun nesso logico in tutto ciò. Nessuno.  E' una cosa priva di senso. Stiamo assistendo all'ennesima presa in giro italiana più che egiziana. Perchè gli egiziani sappiamo bene come si sono comportati e da costoro non ci si aspetta più nulla, se non ulteriori prese in giro, ma il problema è l'Italia. Armare una dittatura come quella egiziana è un qualcosa di sconcertante. Eppure non viene messo in discussione, salvo le solite voci contrarie che non sono in grado di bloccare questa operazione, perchè semplicemente non si hanno gli strumenti per farlo. Insomma, un colpo al cerchio ed uno alla botte, dalla parte egiziana se la ridono, e noi qui a fare la parte dei fessi. Le cose sono due. O ci credono veramente a quello che fanno, e allora vien da dire, in che mani siamo, oppure mentono sapendo di mentire.
mb




















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