Il cartello che sbiadisce e la memoria che resiste grazie allo spomenik jugoslavo che ricorda le vittime del campo di concentramento di Gonars

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La Jugoslavia ha avuto un modo di ricordare le sue vittime, i suoi caduti, con dei monumenti straordinari, visionari, futuristici, ed uno di questi si trova nel cimitero di Gonars, il memoriale che ricorda gli internati e le vittime slovene e croate per mano fascista in quel campo di concentramento di Gonars di cui oggi non esiste più alcuna traccia, mentre quello di Visco sopravvive, grazie alle iniziative di pochi. All'entrata del cimitero di Gonars vi sono tre cartelli. Uno sloveno ed uno croato che ricordano i loro caduti, avrebbero potuto farne uno condiviso, invece, così non è, non è mica più la Jugoslavia. Su quello sloveno si leggerà "ossario degli sloveni internati e altre vittime della II guerra mondiale" su quello croato "ossario dei croati e degli altri internati e vittime della II guerra mondiale". Non hanno neanche scritto la stessa cosa.    A fianco ad essi, invece, vi è il pannello storico che ricorda cosa fu quel campo di concentramento, oltre 5...

Senza la diplomazia non è possibile fare affari con l'Egitto, ma con la diplomazia non c'è verità e giustizia per Giulio


Continua il business italiano in Egitto, nonostante l'esistenza della dittatura egiziana. Ma come è noto i soldi non guardano in faccia a nessuno. Democrazia o dittatura sono la stessa cosa per il business. Non esiste etica, non esiste morale almeno fino a quando non sia lo Stato a moralizzare l'economia e il mercato. Così non è stato certamente nei confronti  della dittatura egiziana. L'Egitto nel 2019 è stato il terzo Paese africano con cui l'Italia ha avuto più esportazioni e il quarto per importazioni. L'interscambio commerciale con l'Italia ha avuto il suo boom nel 2018, dopo il 2013, l'anno più importante nell'interscambio commerciale tra i due Paesi. Ed è stato l'anno in cui in Egitto si è insediata la dittatura egiziana con il colpo di stato che farà fuori Morsi. Quello che si è capito che è la diplomazia è fondamentale per mantenere vivi e vegeti i rapporti economici. Sia dietro le quinte che davanti alle telecamere. Senza rapporti diplomatici il business non si fa. Ma con la diplomazia però non si riesce ad ottenere una cosa fondamentale per la dignità del nostro Paese, per la famiglia di Giulio. Verità e giustizia per Giulio. Non siamo stati come Paese in grado di salvarlo. Abbiamo fallito in modo clamoroso. Nessuno si è assunto le proprie responsabilità. Niente. Tanti gli interrogativi nelle ore in cui Giulio era nelle mani dello stato egiziano. L'Italia deve una sola cosa alla famiglia di Giulio. Che sia fatta verità e giustizia per Giulio. Ma l'Italia sta facendo tutto quanto è nelle sue possibilità? No. Non lo sta facendo. Le Istituzioni vanno ognuna per la propria strada, tra chi sospende le relazioni diplomatiche, tra chi invece le stringe in modo ancora più vigoroso e neanche più chiedendo di Giulio. Come se fosse una questione superata dal tempo. Quattro anni di insulti sono anche troppi. Quello che abbiamo capito è che la diplomazia è essenziale per consentire gli affari, ma non lo è per conseguire la verità e giustizia per Giulio. Parlano i fatti. L'Italia, o almeno chi la rappresenta, ha scelto da che parte stare. Da quella degli affari. Se così non fosse, l'Egitto sarebbe già stato dichiarato insicuro e l'ambasciatore sarebbe stato richiamato per consultazioni da un pezzo.

mb

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