I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

A Fiume si sceglie la nuova bandiera. Ritorna quella storica dell'Impero con il motto "Indeficienter"





A Fiume si fa sul serio. Si recupera lo spirito del suo autonomismo, che ha segnato la ricchezza di Rijeka, e lo si fa anche attraverso il simbolo della bandiera della città. Quella che dovrà essere esposta nelle occasioni ufficiali, anche se non sarà la bandiera ufficiale della città di Rijeka, che continuerà a rimanere con lo sfondo blu e l'aquila a due teste. Ma la bandiera che verrà esposta nelle occasioni ufficiali probabilmente sarà quella con la corona imperiale austriaca e croata e il motto "indeficienter". Sul sito della città croata, che lancia il sondaggio per scegliere la nuova bandiera, si ricostruisce la storia della bandiera della città di Fiume. Ed è una storia interessante, lunga che parte dal 1813 ad oggi. Il 14 luglio 2016, il consiglio comunale della città di Fiume aveva deciso all'unanimità di ripristinare l'aspetto della bandiera della città istituita nel 1870. Il 7 giugno 2018 lo Stato centrale respingeva la richiesta della città di Fiume.
Il tribunale amministrativo di Fiume annullava questa decisione del ministero e nei ripetuti procedimenti il ​​ministero richiedeva alla città di Fiume una sorta di compromesso. Per questo motivo si è deciso di proporre al Consiglio comunale di intervenire non sulla bandiera ufficiale della città di Rijeka, ma su quella cerimoniale.Insomma, un compromesso reputato accettabile, dove si riesce a far entrare dalla finestra ciò che non si era riusciti a far passare dalla porta principale.
Vi immaginate una cosa del genere a Trieste? Di ripristinare la bandiera vigente sotto l'Impero? Con l'aquila a due teste, l'alabarda dorata e a strisce orizzontali bianche e rosse?

mb

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