I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

Immagine
C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Quei fratelli partigiani ronchesi caduti durante la guerra di liberazione


231 caduti nella seconda guerra mondiale sono stati i ronchesi, di cui 147 partigiani. E tra questi si registrano diverse storie tragiche, come quella di tanti fratelli partigiani che persero la vita durante la guerra di liberazione, furono tante, troppe, le famiglie distrutte, spezzate, in un contesto dove ci furono anche dei fratelli fascisti che ebbero la stessa sorte, ma qui voglio ricordare principalmente i partigiani o fratelli deportati. Nel caso di Ronchi, come voglio sottolineare con questa ricerca, che ha come principale fonte l'elenco dei caduti e dispersi dell'Istituto Friulano per la storia del Movimento di Liberazione, si contano circa una decina di famiglie che hanno visto fratelli perdere la vita nella guerra di liberazione, sul campo di battaglia, o nei campi di concentramento.  
Borina Antonio e Borina Gino, figli di Pasquale Borina e Bearzot Lucia, nati entrambi a Visco.Antonio il 7 febbraio 1929, Gino, il 23 agosto del 1927.  L'uno manovale, l'altro operaio. Si aggregheranno alla formazione partigiana della Brigata Garibaldi, Trieste, entrambi moriranno nello stesso mese. A marzo del 1944 a distanza di 9 giorni. Antonio il 19 marzo a Voisizza, Gino, invece risulterà essere disperso nella zona di Aidussina. Morirono in giovanissima età. Antonio aveva da poco compiuto 15 anni! Gino, solo 17. Anche questa è stata la Resistenza. Non sono stati gli unici fratelli ronchesi a cadere nella guerra di liberazione. Candotto Lorenzo e Candotto Massimo, figli di Domenico Candotto e Turolo Maria. Nati entrambi a Porpetto e residente a Ronchi. Lorenzo era del 1924, Massimo del 1913. Il primo meccanico, il secondo, carpentiere. Lorenzo fece parte dei GAP friulani, brigata Montina. Perse la vita a Ranziano, ucciso da forze belogardiste. Era l'otto marzo del 1945.Altri due mesi e avrebbe conosciuto la liberazione di questo territorio. Massimo, invece si aggregò alla Brigata Proletaria. Perse la vita il 15 settembre del '43 fu tra i primi caduti della Resistenza nel nostro territorio. Venne ucciso a Merna. Dei Candotto si ricorda che anche il loro papà perse la vita, deportato a Dachau, in Germania, vicino Monaco, dove finì anche l'altro figlio nel giorno del suo diciottesimo compleanno, Mario. Sopravvissuto e nostra storia memoria vivente. La mamma, Turolo Maria, morì, invece, ad Auschwitz. Una storia agghiacciante questa dei Candotto. Anche questa è stata la guerra di liberazione. Faragona Francesco e Faragona Stanislao. Figli di Francesco Faragona e Rosmann Giovanna. Francesco era classe 1928, celibe, nato e residente a Ronchi, era uno studente. Non ha potuto finire gli studi, perchè decise di arruolarsi seguendo i proprio ideali tra le fila dei partigiani. Era giovanissimo, come tanti altri partigiani. Morirà nel gennaio del 1945 nel campo di sterminio di Buchenwald. Stanislao, anche lui studente come il fratello, anche lui partigiano, nella Brigata Garibaldi Trieste, morirà nello stesso mese del fratello Francesco, a San Pier d'Isonzo, ma nel 1944. La storia dei fratelli Fischanger è emblematica di quel periodo. Oscarre e Romolo, figli di Angelo e Bevilacqua Maria, di Ronchi. Oscarre era un sottocapo radiotelegrafista della X MAS, reparto RSI, tra i fascisti, risulterà disperso nel maggio del '45, il fratello Romolo, invece, era partigiano. Classe 1925. Nome di battaglia Corsaro, con la Garibaldi Trieste,  e verrà fucilato da quelli che erano gli alleati dei fascisti, i cetnici, nel marzo del 1945. 
Fontanot Armido e Fontanot Licio. Figli di Giovanni e Marega Regina. Armido, classe 1900, noto come Spartaco, della Brigata Garibaldi Trieste, verrà ucciso da forze fasciste nel giugno del '44, il fratello Licio, classe 1912, nome di battaglia, Bruno, dell'Intendenza Montes, verrà ucciso nella tremenda caserma Piave di Palmanova nell'agosto del '44, quella dei Fontanot è una storia incredibile, che interessò tutta la famiglia in prima fila nell'antifascismo, oltre ad Armido e Licio, si ricordano Vinicio Fontanot, Giovanni Fontanot, Giacomo Fontanot, Giuseppe Fontanot, Giacomo Fontanot (nipote di Giacomo e figlio di Giuseppe), il cugino di Nerina Fontanot, Elsa Fontanot, Ribella Fontanot, Spartaco Romano, cugino di Vinicio, Lisa, moglie di Armido, e Giovanna moglie di Vinicio, anch'esse attive militanti comuniste. Miniussi Angelo e Miniussi Corrado, figli di Miniussi Pio e Saranz Maria. Nati a Fogliano, ma residente a Ronchi. Il primo classe 1914, il secondo classe 1921. Angelo era un commerciante,partigiano tra le fila della Montes, verrà deportato da Ronchi a Dachau dove morirà il 21 marzo del 1945. Corrado, invece, era autiere, e verrà fucilato a Bolzano da forze naziste, il giorno dopo l'armistizio dell'otto settembre del '43. Altre storie di fratelli che ebbero direzioni diverse, si ricorda quella di Novati Aldo e Novati Bruno. Figli di Novati Antonio e Furlan Angelina. Aldo, classe 1924, noto come " Spaccatutto"faceva parte dei GAP Friuli, verrà ucciso nel febbraio del '45, mentre Bruno, era un fuochista della Marina Militare, morirà il 9 settembre del '43 con il tragico affondamento della corazzata Roma. Pitton Amilcare e Pitton Antero. Figli di Pitton Arturo e Pistrin Maria. Nati in provincia di Udine, Amilcare, classe 1925, neanche ventenne, verrà ucciso vicino Novo Mesto nell'autunno del '44. Faceva parte della storia Brigata Fratelli Fontanot. Suo fratello, Antero, invece, era artigliere reggimento motorizzato. Perse la vita in Russia nel '42, durante la tremenda campagna di Russia.  
Serafin Ida e Serafin Orlando. Come riporta la fonte citata in premessa, Ida, classe 1926, era una casalinga.Nubile, verrà deportata ad Auschwitz dove conoscerà la morte. Orlando, classe, 1921, era partigiano, della Brigata Garibaldi, verrà ucciso anche lui in un campo a Schwörstadt. Ida,sempre in base alla fonte citata, dovrebbe essere deceduta nell'agosto del '44, Orlando, solo un mese più tardi. Tomasin Bruno e Tomasin Ugo. Bruno, classe 1912, figlio di Giuseppe e Dosolina, era un bracciante, coniugato. Partigiano, con la Brigata Garibaldi, morirà a Dachau, il 4 febbraio del '45. Ugo, classe 1926, era invece con i GAP del Friuli. Nome di battaglia Giaco. Morirà il mese prima del fratello, nel campo di concentramento di Buchenwald.Tomasin Giuseppe e Tomasin e Tomasin Valdi. Figli di Guglielmo e Cecchin Giuditta. Giuseppe era un meccanico, classe 1921, marinaio, corpo italiano di liberazione, morirà a Salerno nel maggio del '45. Valdi, classe 1928, partigiano con la Montes, perderà la vita tre giorni prima di Giuseppe. Il 9 maggio del '45 nel campo di sterminio di Dachau.

Zamar Giuseppe e Zamar Leonardo. Figli di Zamar Giuseppe e Valdemarin Maria. Entrambi deceduti nel campo di sterminio. Giuseppe, era un civile, classe 1906, morirà a Natzweiler,Leonardo, partigiano della Brigata Garibaldi, a Dachau. Entrambi moriranno nel 1945 a poche settimane dalla liberazione. Zampa Fiorello e Zampa Oreste. Partigiani, il primo con la Trieste, il secondo con la Fontanot. Fiorello era del 1913,verrà ucciso da forze naziste a Montespino, nel luglio del '44, Oreste, perderà la vita nel campo di sterminio di Dachau, il giorno dopo la liberazione d'Italia, il 26 aprile del '45.

mb

Commenti

  1. Signor Marco Barone,
    tutto quello che lei scrive sui fratelli Serafin Orlando e Ida è palesemente FALSO. Ida non morì nell'agosto del '44 ad Auschwitz. E il fratello Orlando non morì nel campo di sterminio da lei inventato. Ma non si rende conto che Lei sta facendo un bel servizio ai negazionisti? Lei sta regalando materiale a chi dice che Auschwitz è tutta un'invenzione. Si veda il mio libro "Ida nel sogno della ragione" edito da ISTRESCO (Istituto Storia della Resistenza) tutto dedicato a Ida, Orlando, e i due genitori (anch'essi deportati). Lo trova in internet ed anche nella biblioteca di Ronchi. Si legga le testimonianze e soprattutto i documenti autenticati degli archivi di Auschwitz, Ravensbruck, ecc.ecc.! Sono tutti allegati! E guardi la foto di Ida in copertina. Le pare una casalinga? La invito a tagliare al più presto la pagina “Fratelli partigiani ronchesi caduti durante la guerra di liberazione” prima che nasca lo scandalo! Un consiglio: non scherzi sui morti dei campi di sterminio! Pier Vittorio Pucci

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quanto scritto in questo articolo ha come fonte l'elenco dei caduti e dispersi dell'Istituto Friulano per la storia del Movimento di Liberazione.

      Elimina
  2. Vedo con piacere che, a seguito del mio intervento, Lei ha modificato l'articolo, tagliando almeno "campo di sterminio di Schwrstadt" creato dalla Sua fantasia e ignoranza storica. Anche i ragazzini delle Medie, infatti, sanno che i campi di sterminio erano soltanto Auschwitz I e II, Belzec, Majdanek, Sobibor, Treblinka e Chlemno. A Schwrstadt, piccolo paese sul Reno sul confine con la Svizzera (nelle cui acque morì il povero Orlando durante un tentativo di fuga), non c'erano né campi di sterminio, né KZ e neppure Stalag, Oflag, o Ob.Kdo. Restano tuttavia nel suo articolo ancorché modificato errori storici e imprecisioni dovute ad un acritico copia-incolla di informazioni datate, vecchie di quasi un secolo, raccolte su voci più o meno affidabili e non sottoposte a verifica documetale. Il fatto che quelle informazioni siano conservate (ed è bene che vi restino intatte) nell'archivio del Mov. di Liberazione non autorizza a considerarle verità assoluta. Regola che Lei dovrebbe ben conoscere. Visto che la vicenda dei fratelli Ida e Orlando Le interessa, perché non si chiede come mai non solo il partigiano Orlando ma tutta la famiglia fu deportata? Provi. Ne scoprirà delle belle!
    Pier Vittorio Pucci
    (PS: Ida morì durante una marcia della morte dopo il suo intenamento nel campo di lavoro coatto di Salzgitter).

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?