Il gran teatro di Trieste: tra il jazz degli Angloamericani, l'illusione del TLT e i selfie con D'Annunzio

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C'è un'ironia sottile — e diciamolo pure, del tutto meravigliosa — nella storia moderna di Trieste. Da una parte c’è chi guarda a certe nostalgie e pensa subito: "Ma ci state prendendo in giro?" . Dall’altra, invece, c’è chi avverte una sorta di grande, sublime tormento amletico, un richiamo disperato a quell’età dell'oro che va dal giugno del '45 all'ottobre del '54. La Trieste della Reggenza angloamericana! Quel momento incredibile in cui arrivano gli alleati e portano la cioccolata, le sigarette americane, il jazz, lo sport e, naturalmente, uno sballo assolutamente sfrenato. Il tutto, s'intende, prima che la città venisse restituita all'Italia. E lì nasce il mito del TLT, il Territorio Libero di Trieste! Che a un certo punto, nei primi anni Duemila, vive una resurrezione prodigiosa: cortei di migliaia di persone, un entusiasmo travolgente. L’Eldorado adriatico! Poi però — com’è tipico delle cose umane e soprattutto della politica locale — co...

Iniziano a mobilitarsi anche gli egiziani in Europa per chiedere le dimissioni di Al Sisi


In Egitto la reazione delle autorità non si è fatta attendere. Decine di arresti, contro quelle manifestazioni spontanee di piazza, nate dopo la rivelazione dei segreti di Mohamed Ali. Si chiede di scendere in piazza tutti i venerdì, ma c'è chi già vuole scendere in piazza anche i martedì, per iniziare a costruire quella rivolta che dovrebbe portare a un milione di persone in piazza per rovesciare la dittatura di Al Sisi. Non ci saranno mezzi termini su questa vicenda.
O la repressione sarà brutale, perchè il regime possa blindare ancora di più la sua dittatura, oppure si aprirà un periodo di caos che effettivamente può portare alla caduta di Al Sisi, cosa auspicata da tanti, specialmente da chi vuole una società con diritti, libertà e rispetto dei diritti umani. Intanto, mentre c'è chi cerca di negare o minimizzare quello che sta accadendo in Egitto, perchè probabilmente teme che la propria amichetta dittatura possa crollare come un castello di sabbia, iniziano ad arrivare segnali di solidarietà con la scritta Sisi Out, che si sta diffondendo in tutto l'Egitto, dalla rete, ai più tradizionali volantini e manifesti, anche nelle città europee, come a Berlino, ad esempio. Comunque finirà questa storia, una cosa è certa, indietro non si potrà più tornare e questa dittatura è destinata a crollare.

mb

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