Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio e il caso dell'intitolazione delle vie nell'attesa dell'accertamento della giustizia

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Memoria, giustizia e toponomastica: il caso Giulio Regeni a dieci anni dalla scomparsa Il decennale del sequestro e dell'omicidio di Stato di Giulio Regeni rappresenta un tragico spartiacque temporale. Dieci anni costituiscono un tempo sufficientemente lungo per storicizzare un evento, ma dolorosamente insufficiente a lenire una ferita ancora aperta. Nonostante un contesto geopolitico globale sempre più frammentato e complesso, il percorso giudiziario si trova oggi a un punto di svolta: l'evidenza dei fatti emersi finora sfida apertamente i tentativi di insabbiamento e la retorica della post-verità. Il nodo politico e giudiziario Sotto il profilo analitico, i funzionari egiziani imputati nel processo non vanno considerati come elementi isolati, bensì come l'espressione strutturale degli apparati di sicurezza della dittatura di Al-Sisi. In quest'ottica, l'attesa sentenza italiana assume un duplice valore: Penale: accertare le responsabilità individuali dei soggetti ...

E' boom di richieste d'asilo in Italia di egiziani in fuga dalla dittatura

Dal 2013, da quando Al Sisi ha preso il potere con il colpo di stato rovesciando l'unico Presidente democraticamente eletto nella storia d'Egitto, Morsi, morto recentemente a causa del regime carcerario incompatibile con il suo stato di salute, sono quasi 5000 gli egiziani in fuga in Italia dall'Egitto. Cioè come se tutti gli italiani, sono circa 5/6 mila, presenti in Egitto fossero praticamente scappati via. E questo 2019 rischia di registrare un boom. Si è partiti con un più 128% rispetto a dicembre 2018, con 57 domande nel mese di gennaio per arrivare ad un totale, in base agli ultimi dati fermi a giugno 2019, con 301 domande, nel 2018 erano 674, nel 2017 829, 776 nel 2016, 589 nel 2015, 659 nel 2014, 907 nel 2013, per un totale di  4735 di richieste d'asilo. I richiedenti asilo sono coloro che, lasciato il proprio paese d’origine e avendo inoltrato una richiesta di asilo, sono in attesa di una decisione da parte della commissione riguardo al riconoscimento di una forma di protezione. E nonostante ciò si continua a considerare l'Egitto come un Paese amico, si continua a non dichiararlo insicuro e si continuano a mantenere relazioni diplomatiche come se nulla fosse, nonostante sia ben nota la brutalità della dittatura verso le opposizioni, verso gli attivisti dei diritti umani, verso chi osa mettere in discussione il potere del dittatore. Per non parlare di quello che è successo a Giulio.

mb

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