Europa ed Egitto: Storia di un Amore Sincero e dei suoi 7,4 Miliardi di ragioni che fanno il torto ai diritti umani

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Dal lontano 2013, il caro Egitto ha un "faraone" nuovo di zecca. Prima un comodo e sempre verde colpo di Stato militare, poi una serie di "rigorosissime" ed "imparziali" elezioni farsa, e il gioco è fatto: il trono è assicurato. Nel frattempo, sul fronte dei diritti umani e della libertà di stampa... rullo di tamburi ... non è cambiato assolutamente un beneamato nulla. Ma ehi, a chi vuoi che importi se Giulio Regeni è stato torturato e ammazzato da un regime canaglia? Di sicuro non alla cara e nobile Unione Europea, a cui di tutta questa storia non è mai fregato un fico secco. Certo, la diplomazia europea ci ha regalato momenti d'altissimo teatro: Le storiche Risoluzioni UE: utilissime per pulirsi la coscienza, stampate su carta meravigliosa, perfetta come carta straccia o per fare le barchette. I Valori Etici: comodamente riposti in soffitta per far spazio al vero motore del mondo: i quattrini . La svolta del 2024: Abbracci, Sorrisi e Bonifici Perch...

E' boom di richieste d'asilo in Italia di egiziani in fuga dalla dittatura

Dal 2013, da quando Al Sisi ha preso il potere con il colpo di stato rovesciando l'unico Presidente democraticamente eletto nella storia d'Egitto, Morsi, morto recentemente a causa del regime carcerario incompatibile con il suo stato di salute, sono quasi 5000 gli egiziani in fuga in Italia dall'Egitto. Cioè come se tutti gli italiani, sono circa 5/6 mila, presenti in Egitto fossero praticamente scappati via. E questo 2019 rischia di registrare un boom. Si è partiti con un più 128% rispetto a dicembre 2018, con 57 domande nel mese di gennaio per arrivare ad un totale, in base agli ultimi dati fermi a giugno 2019, con 301 domande, nel 2018 erano 674, nel 2017 829, 776 nel 2016, 589 nel 2015, 659 nel 2014, 907 nel 2013, per un totale di  4735 di richieste d'asilo. I richiedenti asilo sono coloro che, lasciato il proprio paese d’origine e avendo inoltrato una richiesta di asilo, sono in attesa di una decisione da parte della commissione riguardo al riconoscimento di una forma di protezione. E nonostante ciò si continua a considerare l'Egitto come un Paese amico, si continua a non dichiararlo insicuro e si continuano a mantenere relazioni diplomatiche come se nulla fosse, nonostante sia ben nota la brutalità della dittatura verso le opposizioni, verso gli attivisti dei diritti umani, verso chi osa mettere in discussione il potere del dittatore. Per non parlare di quello che è successo a Giulio.

mb

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