I simboli della guerra in Ucraina, da Marina Julia al Carso isontino

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  C’è una vecchia verità che noi storici conosciamo fin troppo bene, e cioè che le guerre si sa sempre come e quando cominciano, ma non si sa mai, mai, come andranno a finire . È la tragica, quasi grottesca banalità del disastro, che di umano non ha niente perchè le guerre, tutte le guerre, sono semplicemente l'apice della disumanità.  Oggi, di fronte a quello che sta accadendo in Ucraina, l’opinione pubblica si è spaccata – com’è sempre accaduto nella storia – in due grandi scuole di pensiero.  Da un lato c’è la narrazione di chi vi dice: "No, badate, questa è un’operazione speciale, un atto preventivo necessario per anticipare le mosse della NATO" .  Dall’altro lato , invece, c’è chi constata una realtà molto più classica, e vi dice: "Ma quale operazione speciale! Queste sono le canoniche, vecchie mire espansionistiche di un impero in declino" . Un impero decadente che lancia il suo ultimo, feroce ruggito. Ad un prezzo elevatissimo.  Spaventoso.  Pagato ...

Silvia Romano è mai stata una priorità? Alcuni perchè su questo caso che attendono una risposta

Il 20 novembre 2018 Silvia Romano è stata rapita a Chakama, in Kenya. Un caso che in Italia ha avuto reazioni opposte, da un lato l'immediata attivazione per esprimere solidarietà e richiesta di liberazione, dall'altra, speculazioni politiche a partire da chi in modo ignobile ha detto che in sostanza se l'è andata a cercare. 9 mesi con pochissime notizie, è una dei setti italiani scomparsi nel mondo. Si dice che le autorità investigative stanno facendo del loro meglio. Non dovrebbe che essere così, d'altronde. Ma 9 mesi sono tanti, troppi. La famiglia ha chiesto il silenzio. "Silenzio e pace, speranza e forza". Si legge sull'ANSA del 21 novembre 2018. Ma il silenzio chiesto dalla famiglia è quello che interessa l'aspetto delle relazioni sociali della famiglia che da 9 mesi a questa parte sta vivendo un tremendo incubo a cui si augura a nessuno di vivere e a cui va manifestata tutta la nostra solidarietà e vicinanza. Poi c'è l'altro aspetto, che è quello che riguarda il faro dell'attenzione mediatica. Che se non è spento è lampeggiante o tenue su questa vicenda come su altre. Si dice perchè richiesto dalle autorità. E' giusta questa strategia? La stampa dovrebbe essere indipendente e libera e fare il proprio lavoro, deve parlare di questo caso, 9 mesi sono troppi. E quello che ci si domanda se la liberazione di Silvia Romano è mai stata una priorità in questo Paese. Intanto ha fatto discutere il fatto che ieri sia partito il processo verso uno degli esecutori materiali del suo rapimento ma senza la presenza di alcuna rappresentanza diplomatica italiana.  Gli interrogativi sono troppi, e le risposte, almeno quelle pubbliche, sono pressoché ai minimi termini. Perchè è stata rapita? Da chi? Come si sono mosse le autorità italiane appena appreso del rapimento? Quale il rapporto di collaborazione tra italiani e kenyoti? Dove si trova Silvia? C'è stato realmente una cessione tra bande criminali? Perchè? In che modo è avvenuta la cessione? Quali sono state le mosse degli investigatori in questi nove mesi? Quali i risultati ottenuti? E' mai stato richiesto un riscatto? A chi? Da chi? In base a quale elemento si può sostenere che Silvia sia ancora viva? Cosa che tutti noi ci auguriamo.
mb

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