La caduta del leghismo inizierà da Monfalcone,città con 82 nazionalità.Il prima gli italiani un clamoroso bluff



La Caporetto della Sinistra, potrà essere la riscossa di una nuova sinistra. La caduta di Monfalcone, che per la prima volta nella storia della Repubblica è finita nelle mani dell'estrema destra, ha avuto delle cause ben note. Non si deve mai dimenticare che c'è stata una grandissima astensione. La metà dell'elettorato non si è recato al voto. Il Sindaco leghista venne eletto al turno di ballottaggio che si svolse tra la candidata Anna Maria Cisint con i suoi 5.256 voti (49,53%) che è risultata essere la prima davanti all'uscente Silvia Altran, che ha ottenuto 3.612 voti (34,04%).  Gli elettori totali furono 10.932, pari al 51,39%. E al turno di ballottaggio la leghista vinse con  6.642, il 62% di chi si recò a votare, ma nel ballottaggio si realizzò addirittura un calo di votanti rispetto al primo turno. La metà dell'elettorato a Monfalcone non ha votato. L'elettorato attivo è di  21.271 cittadini. 
Anticipando quel dato che poi si replicherà alle regionali, dove per la prima volta metà dell'elettorato non si recherà alle urne, con il leghismo che dopo aver preso Monfalcone, prese la Regione e poi l'Italia.

Alla situazione nazionale sicuramente va aggiunta quella locale. Di errori ve ne sono stati, il più grave, che ha fatto traboccare il vaso della sopportazione, è stato il tradimento della questione morale sull'amianto, a Monfalcone. Accettare alcune migliaia di euro per ritirarsi da parte civile nei processi dove il Comune con merito si era costituito. Fatto a cui non si è riusciti a rimediare neanche successivamente. Ma non è per questo motivo che a Monfalcone la sinistra perse le elezioni. Ci sono stati vari elementi, concatenanti tra di loro. Il primo è il non essere riusciti ad arrestare il modus operandi della Fincantieri. La destra populista ha costruito gran parte della propria propaganda su questo fatto, ma ad oggi ha dimostrato che Monfalcone è succube della Fincantieri, che è la Fincantieri a decidere vita e morte e miracoli della città. 
Il clima sociale e politico è avvelenato come non mai in questi tre anni. Verrà ricordato questo governo cittadino per le sue ordinanze, l'ossessione esasperata per la sicurezza, per i suoi divieti, per le sue campagne ideologiche di destra, per le inferriate di piazzetta Montes, per i fiori di Marina Julia, le strade asfaltate, e la pulizia della città e le telecamere, o per il festival della pizza.

Sicuramente il prossimo governo di sinistra che arriverà dovrà tener conto che strade asfaltate, marciapiedi a norma, cura del verde e spiaggia rilanciata, sono piccolezze che nell'insieme fanno la differenza e che andranno garantite. Alla fine dei conti i cittadini queste cose sono quelle che guardano, ma non sarà solo con le strade asfaltate, Marina Julia dignitosa, e fiori nelle aiuole che si vincono le elezioni. Il cambiamento a Monfalcone c'è stato, è innegabile, ma è stato politicamente negativo.  Il clima che si respira in città è incattivito. Non è questa la storia di Monfalcone.

Una città multietnica, che deve valorizzare il suo pluralismo, ad esempio rendendo via Sant'Ambrogio un luogo non solo dove vedere market di bengalesi tutti uguali, ma magari, mantenendo la sua peculiarità asiatica, che nessuna ordinanza potrà spazzare via, con attività plurime con i vari sapori e prodotti d'Oriente. Favorendo l'integrazione nelle scuole con il tempo potenziato, con classi di studenti a numero ridotto, facendo capire alle famiglie dei bambini stranieri quanto sia importante il tempo potenziato rispetto solo a quello normale. Quanto sia importante conoscere l'italiano per integrarsi in Italia. Una città dove si possano rompere i muri di chiusura, dove le 82 nazionalità presenti possano convivere in armonia e non con dei muri.  Sono 6.500 circa gli stranieri residenti a Monfalcone su un totale di 28.500 abitanti. Questa è la fisionomia di Monfalcone che nessuno potrà ribaltare. Il prima gli italiani è stato un clamoroso bluff che ha incattivito l'ambiente sociale. E la questione lavoro continua ad essere un problema enorme.

Con la Fincantieri non la si risolve da Monfalcone la questione, questo è evidente, ha fallito la sinistra, come ha fallito la destra, ma quello che Monfalcone dovrà fare è pretendere ciò che si può pretendere e soprattutto deve diventare una città che deve iniziare a ritagliarsi uno spazio dimensionale autonomo e indipendente dalla Fincantieri, staccandosi dalla visione del secolo scorso della città. Se un giorno i cantieri navali chiuderanno, il monfalconese crollerà totalmente. E fino a quando non chiuderanno, si continuerà ad essere condizionati del sistema dei cantieri navali. Da qui, da una nuova visione di Monfalcone, indipendente da Fincantieri, che possa essere fonte di nuove opportunità di lavoro,come il turismo storico, agganciarsi a Trieste, passando dalle radici di Monfalcone, che sono d'integrazione, di solidarietà, di pluralismo e non di cattivismo, senza dimenticare strade asfaltate, aiuole  fiorite e Marina Julia in stile Miami Beach, che cadrà il leghismo.
mb

Commenti