Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio e il caso dell'intitolazione delle vie nell'attesa dell'accertamento della giustizia

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Memoria, giustizia e toponomastica: il caso Giulio Regeni a dieci anni dalla scomparsa Il decennale del sequestro e dell'omicidio di Stato di Giulio Regeni rappresenta un tragico spartiacque temporale. Dieci anni costituiscono un tempo sufficientemente lungo per storicizzare un evento, ma dolorosamente insufficiente a lenire una ferita ancora aperta. Nonostante un contesto geopolitico globale sempre più frammentato e complesso, il percorso giudiziario si trova oggi a un punto di svolta: l'evidenza dei fatti emersi finora sfida apertamente i tentativi di insabbiamento e la retorica della post-verità. Il nodo politico e giudiziario Sotto il profilo analitico, i funzionari egiziani imputati nel processo non vanno considerati come elementi isolati, bensì come l'espressione strutturale degli apparati di sicurezza della dittatura di Al-Sisi. In quest'ottica, l'attesa sentenza italiana assume un duplice valore: Penale: accertare le responsabilità individuali dei soggetti ...

Fiume, la città dove maturò la marcia su Roma. La marcia raccontata dall'Istituto Luce



Una delle prime conquiste della politica fascista, questo è il sunto con l'Istituto Luce celebra e racconta la marcia su Fiume anche se sotto il fascismo era nota come la marcia di Ronchi. La marcia su Fiume raccontata dall'Istituto Luce in un primo video dove si rappresenta quell'atto di cui ricorre quest'anno il centenario, durato quindici mesi, dove "maturò la marcia su Roma e per la prima volta furono sperimentati rituali collettivi come le adunate coreograiche e i dialoghi tra il capo e la folla, la famosa frase del poeta: "La vittoria mutilata".
Un secondo filmato  senza audio, è incentrato su D'Annunzio, con alcune immagini interessanti e anche comiche per alcuni aspetti dell'epoca, su Fiume, ed un terzo filmato    che riguarda l'adunata a piazza dell'Esedra a Roma per il X anniversario della marcia di Ronchi.
 
 
Filmati da vedere, storicamente interessanti, e lasciano intendere la continuità assoluta che vi è stata tra la marcia su Fiume ed il fascismo,  e dire ciò non significa essere vittime della propaganda fascista, ma semplicemente riconoscere la storia per ciò che è stata, poi se qualcuno si diverte a ribaltarla, è libero pure di credere nelle più belle favole di questo mondo, a tal proposito si deve ricordare che D'Annunzio nel 1920 prese la tessera dei fasci di combattimento. 

mb

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