Aquileia: il porto dell'Impero e l'ombra del Ventennio

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  Quando si cammina tra le rovine di Aquileia, non si sta passeggiando in una cittadina qualsiasi: si sta attraversando quella che era, a tutti gli effetti, la seconda città dell'Impero!  Una metropoli pazzesca. Però, oggi, per cogliere questa immensità ci vuole un grandissimo sforzo di immaginazione. Le pietre sopravvissute al tempo sono lì che vorrebbero disperatamente raccontarci una storia straordinaria, ma noi, spesso, facciamo fatica ad ascoltarla.  Perché c'è un problema. E il problema è che se vogliamo davvero capire e valorizzare Aquileia, dobbiamo liberarci di un ingombro non da poco: dobbiamo avere il coraggio di andare oltre la visione che ci ha lasciato in eredità il fascismo e svecchiare, modernizzare il sito.  Prendiamo la fantomatica "via sacra". Voi andate lungo il porto fluviale, che all'epoca dei romani doveva essere un luogo vivacissimo, un viavai frenetico, un posto pieno di rumori, di mercanti, di facchini che imprecavano e caricavano merci.....

15 mila firme per chiedere la sacrosanta interruzione delle relazioni diplomatiche tra Italia ed Egitto

Due anni or sono che i rapporti tra Italia ed Egitto si sono normalizzati, dopo una tempesta diplomatica, anche se qualcuno dall'Egitto manovrava dietro le quinte cercando di mantenere i rapporti in equilibrio e saldi tra i due Paesi, invocando la millenaria amicizia tra Italia ed Egitto. Una tempesta scatenata come reazione alle calunnie e menzogne di una delle più temibili dittature di questo secolo con cui il sistema Italia fa affari e punta ai sei miliardi di interscambio commerciale. Record. E' colpa dell'Egitto e solo dell'Egitto se si chiede con 15 mila firme il richiamo dell'Ambasciatore italiano.
Ha fallito l'ambasciatore italiano, il compito sulla verità per Giulio, è invece riuscito perfettamente in quello di saldare i rapporti tra i due Paesi. Giulio è stato ammazzato in Egitto, dal sistema di potere egiziano o complice dello stesso. Ad oggi non ci sono altre strade da percorrere, perchè il muro egiziano alzato è invalicabile e l'unico modo per arginarlo o superarlo è l'isolamento ed il non considerarlo più come amico. Come si può considerare amico un Paese dove è stato ammazzato un tuo giovane cittadino senza che questo muova un solo dito per verità e giustizia? Certo, se il tuo amico non la chiede realmente e seriamente e non si attiva concretamente ma si pone solo con fumosi bla bla bla di stile, perchè mai dovrebbe venirti incontro l'Egitto che certamente è tutto tranne che campione di democrazia? Più il tempo passa, e più comunque gli interrogativi che sorgono e possono sorgere, incrementano in una vicenda dove andrà fatta piena luce e prima o poi questa luce verrà fatta, è solo questione di tempo.

mb

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