Il gran teatro di Trieste: tra il jazz degli Angloamericani, l'illusione del TLT e i selfie con D'Annunzio

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C'è un'ironia sottile — e diciamolo pure, del tutto meravigliosa — nella storia moderna di Trieste. Da una parte c’è chi guarda a certe nostalgie e pensa subito: "Ma ci state prendendo in giro?" . Dall’altra, invece, c’è chi avverte una sorta di grande, sublime tormento amletico, un richiamo disperato a quell’età dell'oro che va dal giugno del '45 all'ottobre del '54. La Trieste della Reggenza angloamericana! Quel momento incredibile in cui arrivano gli alleati e portano la cioccolata, le sigarette americane, il jazz, lo sport e, naturalmente, uno sballo assolutamente sfrenato. Il tutto, s'intende, prima che la città venisse restituita all'Italia. E lì nasce il mito del TLT, il Territorio Libero di Trieste! Che a un certo punto, nei primi anni Duemila, vive una resurrezione prodigiosa: cortei di migliaia di persone, un entusiasmo travolgente. L’Eldorado adriatico! Poi però — com’è tipico delle cose umane e soprattutto della politica locale — co...

15 mila firme per chiedere la sacrosanta interruzione delle relazioni diplomatiche tra Italia ed Egitto

Due anni or sono che i rapporti tra Italia ed Egitto si sono normalizzati, dopo una tempesta diplomatica, anche se qualcuno dall'Egitto manovrava dietro le quinte cercando di mantenere i rapporti in equilibrio e saldi tra i due Paesi, invocando la millenaria amicizia tra Italia ed Egitto. Una tempesta scatenata come reazione alle calunnie e menzogne di una delle più temibili dittature di questo secolo con cui il sistema Italia fa affari e punta ai sei miliardi di interscambio commerciale. Record. E' colpa dell'Egitto e solo dell'Egitto se si chiede con 15 mila firme il richiamo dell'Ambasciatore italiano.
Ha fallito l'ambasciatore italiano, il compito sulla verità per Giulio, è invece riuscito perfettamente in quello di saldare i rapporti tra i due Paesi. Giulio è stato ammazzato in Egitto, dal sistema di potere egiziano o complice dello stesso. Ad oggi non ci sono altre strade da percorrere, perchè il muro egiziano alzato è invalicabile e l'unico modo per arginarlo o superarlo è l'isolamento ed il non considerarlo più come amico. Come si può considerare amico un Paese dove è stato ammazzato un tuo giovane cittadino senza che questo muova un solo dito per verità e giustizia? Certo, se il tuo amico non la chiede realmente e seriamente e non si attiva concretamente ma si pone solo con fumosi bla bla bla di stile, perchè mai dovrebbe venirti incontro l'Egitto che certamente è tutto tranne che campione di democrazia? Più il tempo passa, e più comunque gli interrogativi che sorgono e possono sorgere, incrementano in una vicenda dove andrà fatta piena luce e prima o poi questa luce verrà fatta, è solo questione di tempo.

mb

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