Il cartello che sbiadisce e la memoria che resiste grazie allo spomenik jugoslavo che ricorda le vittime del campo di concentramento di Gonars

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La Jugoslavia ha avuto un modo di ricordare le sue vittime, i suoi caduti, con dei monumenti straordinari, visionari, futuristici, ed uno di questi si trova nel cimitero di Gonars, il memoriale che ricorda gli internati e le vittime slovene e croate per mano fascista in quel campo di concentramento di Gonars di cui oggi non esiste più alcuna traccia, mentre quello di Visco sopravvive, grazie alle iniziative di pochi. All'entrata del cimitero di Gonars vi sono tre cartelli. Uno sloveno ed uno croato che ricordano i loro caduti, avrebbero potuto farne uno condiviso, invece, così non è, non è mica più la Jugoslavia. Su quello sloveno si leggerà "ossario degli sloveni internati e altre vittime della II guerra mondiale" su quello croato "ossario dei croati e degli altri internati e vittime della II guerra mondiale". Non hanno neanche scritto la stessa cosa.    A fianco ad essi, invece, vi è il pannello storico che ricorda cosa fu quel campo di concentramento, oltre 5...

Quella lettera di una studentessa di Fiumicello sulla rimozione dello striscione verità per Giulio

Sul Piccolo, fin dall'inizio dalla parte della verità per Giulio, è stata pubblicata una lettera di una studentessa di Fiumicello, Sofia D'Urso. Una lettera con la quale si denuncia la vergogna della rimozione dello striscione verità per Giulio Regeni dal palazzo della Regione FVG di Trieste. Nella regione di Giulio. C'è chi ha intanto esposto manifesti con scritto verità per tutti, come se la verità per Giulio avesse tolto qualcosa alle altre cause? Non è un privilegio lo striscione verità per Giulio, è un simbolo, deciso, autonomamente, per avviare una battaglia potente, difficile contro una delle dittature più temibili di questo secolo e legittimata dalle più importanti democrazie occidentali. Di questo stiamo parlando. Di infamie e calunnie se ne sono sentite fin troppe, quanto devono sorbirsene ancora i famigliari di Giulio non lo so, a volte forse al popolo serve vedere per capire di cosa stiamo parlando. Non bastano le parole, le ricostruzioni, i fatti. Il volto che abbiamo tutti impresso di Giulio è quello di un ragazzo sorridente. Ma non è così che è stato visto in Egitto al momento del riconoscimento da parte della sua famiglia. Riconosciuto solo dalla punta del naso. Disse sua mamma. Lo ricordate? Certe parole non si possono dimenticare. 
La lettera di Sofia è tanto semplice quanto profonda. Scrive con forza di dissociarsi dall'atto della rimozione dello striscione desiderando "di far sentire la mia voce perché non voglio, non posso rimanere silente di fronte a tale barbarie e continuare a nascondere il mio rancore e l'indignazione. Esporre un manifesto, a mio avviso, non significa gettare nell'agone politico la morte di un ragazzo, ma è simbolo di vicinanza umana, di comunione di interessi e pensieri, di unione dell'intero Paese per un obiettivo comune, che supera, o meglio, che dovrebbe superare ogni confine, ogni limite politico-economico, soprattutto se entrano in gioco i valori supremi dell'Umanità, per i quali, nel corso della Storia, molteplici vite innocenti sono state immolate: Pace, Verità, Giustizia.Historia magistra vitae."Una studentessa che ha colto bene come i giovani, i tantissimi giovani che senza batter ciglio fin dall'inizio hanno capito da che parti schierarsi, quella della verità per Giulio, il senso dell'esposizione dello striscione. 


"Lo striscione giallo non è una mera immagine di circostanza tale da meritare una così cruda damnatio memoriae una volta esaurito il suo compito a distanza di qualche anno dall'accaduto, ma è diventato simulacro della nostra battaglia, simbolo del nostro popolo, un popolo unito e determinato, un popolo fiero che difende i propri ideali, che non si arrende di fronte agli ostacoli, che persevera nelle proprie idee, e ritengo che il gesto di toglierlo sia uno schiaffo morale a noi Friulani, vicini umanamente alla sofferenza della famiglia di Giulio, agli Italiani, interessati alla vittoria collettiva del "Noi", a tutti noi giovani, certo, forse astrattamente idealisti, ma convinti di poter dare il nostro, seppur piccolo, contributo al futuro della nostra Patria."
Ogni giorno scolaresche, giovani, e meno giovani, a modo loro, si avvicinano, anche se son passati più di 40 mesi, alla causa verità per Giulio. Con Fiumicello sempre più paese dei diritti. Un laboratorio in movimento. Ne hanno capito la valenza, la portata di questa causa.. Perchè non si ripeta mai più. Lo striscione verità per Giulio, che tanto fastidio reca, probabilmente anche a qualche affarista in Egitto e nei Paesi Arabi, non è fine a se stesso, non toglie niente alle altre cause, ma è un plus, per quel mondo più rispettoso dei diritti umani che tutti dovremmo pretendere. Ma a quanto pare non è così per tutti. Sarà il tempo e la storia a giudicare e  forse non avrà alcuna pietà.
mb

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