Il gran teatro di Trieste: tra il jazz degli Angloamericani, l'illusione del TLT e i selfie con D'Annunzio

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C'è un'ironia sottile — e diciamolo pure, del tutto meravigliosa — nella storia moderna di Trieste. Da una parte c’è chi guarda a certe nostalgie e pensa subito: "Ma ci state prendendo in giro?" . Dall’altra, invece, c’è chi avverte una sorta di grande, sublime tormento amletico, un richiamo disperato a quell’età dell'oro che va dal giugno del '45 all'ottobre del '54. La Trieste della Reggenza angloamericana! Quel momento incredibile in cui arrivano gli alleati e portano la cioccolata, le sigarette americane, il jazz, lo sport e, naturalmente, uno sballo assolutamente sfrenato. Il tutto, s'intende, prima che la città venisse restituita all'Italia. E lì nasce il mito del TLT, il Territorio Libero di Trieste! Che a un certo punto, nei primi anni Duemila, vive una resurrezione prodigiosa: cortei di migliaia di persone, un entusiasmo travolgente. L’Eldorado adriatico! Poi però — com’è tipico delle cose umane e soprattutto della politica locale — co...

Porre a Rijeka una targa plurilingue che condanni la marcia su Fiume e la tirannia di D'Annunzio


In Italia c'è chi in modo ostinato continua a considerare Fiume una città "nostra", senza fare il conte con l'oste. Le celebrazioni da Trieste a Pescara, in corso per il centenario della scellerata marcia di occupazione della città, non fanno altro che onorare un fatto storico che andrebbe solo condannato, visto che si tratta di celebrare l'occupazione di terre altrui. 
Rijeka, è una città proiettata verso l'Europa,  nel 2020 sarà capitale europea della cultura, città dal profilo internazionale. Città dove potrebbero visto il centenario della diabolica marcia su Fiume e visto il suo essere capitale della cultura europea, realizzare una targa dalla grande valenza storica e politica. Una targa Plurilingue. Una targa con la quale denunciare la malvagità di quella marcia di occupazione del 12 settembre del 1919, che anticipò la marcia fascista su Roma e che terminò in modo sciagurato, con una sessantina di vittime. Dove per la prima volta nella storia del '900 si spararono tra loro soldati italiani in terra straniera. Una targa che condanni la tirannia di D'Annunzio. Una marcia che avviò i primi processi di italianizzazione forzata, antislava, che fece patire la fame ed enormi sofferenze alla città e che fungerà da scivolo verso il fascismo per la città croata, uccidendo l'autonomia plurisecolare di Fiume. Una targa da porre in un punto centrale e simbolico di Fiume, in occasione di questo centenario che va solo condannato e non celebrato e che sta portando in Italia pericolosamente le lancette del tempo indietro di cent'anni.

mb

nella foto il palazzo del governo di Fiume occupato da D'Annunzio e preso a cannonate dal marina militare italiana per scacciarlo dalla città durante il Natale di sangue.

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