Bologna l'icona della street art del "nord est"

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Nessun miglior luogo di Bologna vi poteva essere per ospitare la mostra dell'artista anonimo più famoso dell'Universo mondo, Banksy, che con il suo ingegno clandestino è riuscito a compiere ciò che l'arte deve saper osare, far discutere e diventare protagonista ritagliandosi uno spazio nel vuoto cosmico culturale e intellettuale di una società spietata priva di ideologia e retta solo dal dogma assoluto del capitalismo, di cui Banksy ha saputo cogliere i suoi aspetti più controversi sbattendoteli in faccia con le sue opere sparse in ogni angolo di questa società. Dalla Palestina, a Venezia, passando da quella Bristol che ha conosciuto la più importante repressione dell'arte di strada che il mondo della street art abbia mai vissuto nel corso della sua opera. Bologna è una città in profonda metamorfosi, assediata come tutte le città di noialtri dal turismo, si omologa con le prime proteste comprensibili di cittadini che da Trieste a Bologna alzano la testa per dire no ad u...

Oltre 50mila firme contro la rimozione dello striscione Verità per Giulio dal palazzo della Regione FVG

Quota 50 mila firme è stata superata. Il prossimo obiettivo è quota 75 mila firme, per arrivare probabilmente a 100 mila firme per quella che sta diventando una delle petizioni più firmate di sempre e che vede protagonista Trieste, il nostro capoluogo regionale, ritornata ad essere protagonista nel dibattito nazionale sicuramente non per un gesto che ha fatto scuola. Dal palazzo della Regione del FVG, proprio nel momento più delicato e importante nella durissima lotta contro la dittatura criminale egiziana, è stato tolto un simbolo fondamentale. Lo striscione giallo, per la Verità per Giulio. Si è parlato di fantomatiche strumentalizzazioni.  Poi non si è capito neanche quali fossero queste strumentalizzazioni. Per ogni striscione tolto, in Italia ne vengono esposti altri cento. Quello striscione non toglie niente a nessuno, non è un meno, ma un plus per la ricerca per la verità, per un ragazzo friulano massacrato da un regime criminale con il quale in modo indecente si continuano a fare affari, a tessere rapporti di amicizia e diplomatici. Da quando l'ambasciatore è stato rispedito in Egitto è stata avviata la normalizzazione dei rapporti tra Italia ed Egitto, non c'è stato mezzo passo in avanti nella verità per Giulio in quel Paese. E in modo altrettanto agghiacciante l'Egitto continua a non essere dichiarato come insicuro. E la commissione d'inchiesta votata in Italia sul caso di Giulio, di cui a distanza di quasi tre mesi dall'approvazione se ne attende ancora la messa in moto, è una commissione che non deve avere colore partitico, come non ha colore partitico lo striscione per Giulio Regeni, e chi pensa il contrario, pensa male. Togliere lo striscione per Giulio non significa fare sicuramente un dispetto alla dittatura criminale egiziana. Nessuno si augura di vederlo esposto altri 20anni quello striscione perchè ciò significherebbe solo una cosa, aver fallito la verità e la giustizia per Giulio e per tutti i Giulio e le Giulia d'Egitto, perchè quello striscione ricorda ad una società sempre più cattiva che ancora verità e giustizia non è stata compiuta per un ragazzo friulano,cittadino del mondo, che amava il popolo egiziano, ucciso da un regime feroce, e in modo feroce, nel ventunesimo secolo,come facevano i nazisti,durante un dottorato di ricerca.
mb

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