Migliaia i comuni che hanno visto il proprio nome cambiato dal fascismo

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  Come tutti i regimi di ogni epoca anche il fascismo come è ben noto ha voluto il proprio marchio, il suo segno, che resiste ai tempi, nei nomi dei luoghi. Oltre ad aver sradicato identità secolari famigliari con l'italianizzazione dei cognomi e anche dei nomi delle persone, fenomeno cruento avvenuto soprattutto nelle regioni del confine, si è scatenato con una inventiva con pochi precedenti anche nella trasformazione dei nomi dei luoghi, con la toponomastica ed odonomastica. Migliaia i comuni e le località che videro i propri nomi essere stravolti, tramite il processo di italianizzazione con lo scopo di romanizzare la località, di annientarne le origini identitarie considerate come non italianissime o con lo scopo di celebrarne l'atto politico funzionale allo spirito e causa fascista. Di casi se ne registrano a bizzeffe. Da Monteleone di Calabria, diventata Vibo Valentia, a Ronchi di Monfalcone, diventata Ronchi dei Legionari per celebrare l'atto eversivo della presa di...

Incredibile ma vero. L'Abruzzo lancia gemellaggio con la Repubblica di Croazia per l'occupazione di Fiume

Diciamolo pure, sul centenario dell'occupazione di Fiume sta succedendo di tutto. Gli opposti non solo si attraggono ma si fondono per dare luogo ad un qualcosa che neanche la mente letteraria più diabolica forse riuscirebbe a partorire. Dove hai fascisti che negano il carattere fascista della marcia di Fiume pur di riabilitarla, vendendosi l'anima all'anarchia, destri che diventano quasi comunisti ricordando, la fake news che Lenin riconobbe il carattere rivoluzionario di quella roba militarista, e comunisti e anarchici che ne denunciano invece e correttamente il carattere nazionalista, eversivo e militarista e fascista. Ma il paradosso lo si raggiunge in Abruzzo. Cioè si celebra l'occupazione di una città straniera, Fiume, avvenuta con un atto eversivo, antislavo, che anticipò i processi di italianizzazione forzata, e cosa di propone? Il gemellaggio con la Repubblica di Croazia.  Non è uno scherzo. Con la Legge 16 luglio n° 20 del 2019 La Regione Abruzzo, in attuazione dell'articolo 8 dello Statuto regionale, "intende valorizzare l'apporto di un illustre abruzzese quale Gabriele D'Annunzio all'evoluzione storica, sociale e culturale della Repubblica in occasione dell'impresa di Fiume del 12 settembre 1919". All'articolo 2 si legge: "Per le finalita' di cui all'articolo 1, la Regione organizza un evento celebrativo da tenere nel mese di settembre 2019 nella citta' di Pescara e nei luoghi dannunziani delle quattro province in occasione del centenario dell'impresa di Fiume guidata dal poeta abruzzese Gabriele D'Annunzio.  Per le medesime finalita', la Regione favorisce iniziative di gemellaggio con la Repubblica di Croazia."  Ovviamente si stanziano un bel pò di soldini pubblici per questa celebrazione. Una vera inezia rispetto a quello che succede dalle parti di Trieste, ma pur di cifre importanti si parla, 150mila euro per la "Celebrazione del centenario di D'Annunzio e la citta' di Fiume". 
Forse agli abruzzesi è sfuggito che nel 2017 l'Ambasciata della Repubblica di Croazia ha preso una posizione netta di contrarietà a queste celebrazioni. Oppure forse è sfuggita la durissima presa di posizione del Sindaco della città di Fiume sulle celebrazioni in atto a Trieste sull'occupazione di Fiume, reputando D'Annunzio come un "tiranno".

mb

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