Il cartello che sbiadisce e la memoria che resiste grazie allo spomenik jugoslavo che ricorda le vittime del campo di concentramento di Gonars

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La Jugoslavia ha avuto un modo di ricordare le sue vittime, i suoi caduti, con dei monumenti straordinari, visionari, futuristici, ed uno di questi si trova nel cimitero di Gonars, il memoriale che ricorda gli internati e le vittime slovene e croate per mano fascista in quel campo di concentramento di Gonars di cui oggi non esiste più alcuna traccia, mentre quello di Visco sopravvive, grazie alle iniziative di pochi. All'entrata del cimitero di Gonars vi sono tre cartelli. Uno sloveno ed uno croato che ricordano i loro caduti, avrebbero potuto farne uno condiviso, invece, così non è, non è mica più la Jugoslavia. Su quello sloveno si leggerà "ossario degli sloveni internati e altre vittime della II guerra mondiale" su quello croato "ossario dei croati e degli altri internati e vittime della II guerra mondiale". Non hanno neanche scritto la stessa cosa.    A fianco ad essi, invece, vi è il pannello storico che ricorda cosa fu quel campo di concentramento, oltre 5...

Dal dannunzianesimo all'assalto al Narodni dom, altro che dott. Jekyll e Mister Hyde

La realtà supera l'immaginazione, e l'immaginazione di Stevenson è stata superata, alla grande, a Trieste. Altro che Dottor Henry Jekyll e il suo alter ego, Mister Edward Hyde. Quanto sta succedendo in queste ore è un qualcosa che va ben oltre. Cioè, da un lato si celebra il dannuzianesimo fiumano, si celebra l'occupazione della città di Fiume, mitizzandola, esaltandola, analizzandola solo da una versione, quella di comodo, con destri e fascisti che negano il carattere fascista di D'Annunzio, diventando quasi comunisti, con alcuni sinistri che diventano quasi anarchici, e anarchici e comunisti che ne denunciano il carattere, invece, fascista. D'Annunzio non era fascista, ma neanche antifascista, il "duce divino" come si faceva chiamare il "Vate" avrebbe voluto fare dopo quella su Fiume, la marcia su Roma. Si fece fregare dal suo "compagno d'armi" come lo definiva, Mussolini. E' certamente stato il cultore del peggior nazionalismo reazionario italiano, si è inventato il concetto della vittoria mutilata per conquistare una città straniera che in base a delle convinzioni irredentistiche doveva appartenere all'Italia. Questo è il quanto. Il resto, è solo un contorno ininfluente, irrilevante, quello che si celebra è l'anniversario dell'impresa di Fiume, è stato scritto, cosa che avviene in modo vergognoso da anni anche su quel monumento eretto a Monfalcone al confine con Ronchi dei Legionari, il cui nome, in modo altrettanto vergognoso è un chiaro omaggio fascista all'occupazione della città di Fiume. Andrebbe eliminato quel dei legionari, come andrebbero bandite celebrazioni a quel monumento eretto negli anni '60. Non sono iniziative che rendono onore alla Repubblica italiana nata dalla Costituzione né all'Europa unita nella diversità, e totalmente irrispettose verso i Paesi confinanti, e gli "slavi".
Il Sindaco della Città di Fiume ha detto chiaramente che "le iniziative che festeggiano l’occupazione delle terre degli altri, sono in opposizione con la politica europea, che, come una delle proprie basi, ha l’antifascismo. Siccome si tratta di una situazione molto seria, nel caso si continui con le attività per la realizzazione di una di queste iniziative assolutamente inaccettabili, aspetto la reazione del governo croato". Qui si rischia un caso diplomatico forse senza precedenti nella storia recente. 
Ma ci si continua a comportare come se Fiume fosse cosa nostra. E nel cortocircuito tutto triestino, il giorno dopo la celebrazione del dannunzianesimo cosa si commemora? La conseguenza del nazionalismo. L'assalto nazionalista al Narodni dom di Trieste, che vide coinvolto uno dei legionari più famosi, Giunta,  avvenuto il 13 luglio del 1920, avverrà la stessa cosa a Pola e sei anni dopo si replicherà nel giorno della vittoria, a Gorizia. Usurpando il nome dell'Italia, per compiere un gesto vile e vigliacco.

Altro che dott. Jekyll e Mister Hyde, a Trieste, sulle questioni storiche, si va ben oltre.


mb

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