Restaurata la tomba della famiglia Fontanot e il Monumento Ossario Partigiano

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Quando parliamo di certe vicende, c’è un dettaglio che spesso ci sfugge. Noi vediamo una pietra tombale, magari consumata dal tempo, e ci sembra soltanto un pezzo di marmo abbandonato nell'erba. E invece no! Dietro quella pietra c’è una storia immane, una di quelle storie che ti stringono la gola. Prendete i Fontanot. A Ronchi, e non solo qui, questo nome vuol dire qualcosa di enorme. Durante la Seconda guerra mondiale questa famiglia viene travolta da una tragedia tremenda, di quelle che la Resistenza ha preteso da chi ha scelto di non stare a guardare. Giovanni, finisce deportato a Dachau. Amido, che fa il commissario nella Brigata Garibaldi Trieste, cade al fronte nel '44. Licio — un ragazzo, gappista — si toglie la vita in carcere pur di non parlare sotto le torture dei fascisti.  Uno solo sopravvive a quell'inferno: Vinicio, comandante nei GAP e poi di un battaglione della Brigata Proletaria. Una storia talmente titanica che a Metlika, con cui sia...

La rimozione dello striscione di Giulio dal palazzo della Regione.Un torto a Giulio, un favore a chi nega verità e giustizia



Per rimanere in termini calcistici, visto che l'occasione è stata data dagli Europei Under 21 di Calcio, con le bandierine esposte in ogni palazzo istituzionale di Trieste, la rimozione dello striscione con il quale si chiede la verità per Giulio, è un bell'assist al dittatore egiziano Al Sisi. Che se la starà ridendo in questo momento. In quel Paese dove hanno ammazzato Giulio, negato verità e giustizia. E quello striscione a questo serviva. A ricordare che verità e giustizia per Giulio, non c'è. Uno striscione che ha dato fastidio, nell'ottobre del 2016 venne rimosso dal palazzo del Municipio di Trieste, e nell'immediatezza rispose la governatrice della Regione esponendolo. Dopo tre anni, viene tirato via. Uno schiaffo che non viene dato a chi ci crede in quello striscione, ma alla famiglia di Giulio prima di tutto. Che vive in questa regione, che è di questa regione. Giulio era friulano, era cittadino di questa regione, pur essendo cittadino del mondo. Dopo 40 mesi di insulti, offese, denigrazioni, tutto ci si poteva aspettare, tranne che l'ammaina striscione da parte della Regione di Giulio. Certo, si sapeva che era cambiato il colore politico, ma si confidava nel buon senso, perchè il percorso di verità e giustizia non ha colore politico, interessa tutti, e tutte. Se ogni volta che lo striscione era a rischio si alzava l'attenzione, la denuncia, non era sicuramente per strumentalizzare la questione per motivi politici.Sostenere ciò è una cosa inaccettabile. Semplicemente era un gesto di attenzione, perchè quel vuoto era un vuoto che non doveva esserci, e si pretendeva la massima attenzione, perchè la partita in ballo è enorme. Non stiamo parlando di noccioline, ma dell'Egitto, una potenza mondiale, una dittatura legittimata dalla principali democrazie occidentali. Aver rimosso quello striscione è un torto che si fa a Giulio,nella regione di Giulio, alla famiglia di Giulio, alla causa della verità e giustizia è un favore che si fa a chi nega verità e giustizia per Giulio.  Sarebbe importante che a questo punto, come risposta, tutti i Comuni della regione del Friuli Venezia Giulia esponessero già da domani lo striscione per la verità per Giulio.
mb

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