La ciminiera di Monfalcone va salvaguardata non demolita

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In Italia spesso si preferisce inseguire la via della tabula rasa, dell'annientamento, del vuoto, per dare spazio al nuovo che sormonta e travolge tutto ciò che è stato nel bene e nel male. Ci sono manufatti che hanno segnato la vita e la quotidianità di una comunità. Ci sono manufatti architettonici che caratterizzano i luoghi ed uno di questi è indiscutibilmente la ciminiera di Monfalcone di cui si apprende che nel 2027 avverrà la sua demolizione. Qui non è chiaramente in discussione la riconversione della centrale attuale ma di ciò che esteticamente, simbolicamente, rappresenta quel manufatto enorme di circa 150 metri circa realizzato nel secolo scorso e che andrebbe preservato piuttosto che spazzato via. Quel manufatto potrebbe essere considerato come ciminiera storica industriale, elemento tipico del paesaggio industriale monfalconese. Perchè non valutarne la sua valorizzazione a livello conservativo, anche come elemento storico di riflessione di come i processi ...

In ogni scuola uno striscione per la Verità per Giulio Regeni



Il futuro sono i giovani, e che futuro vogliamo consegnare alle nostre future generazioni, se non siamo in grado, dopo 40 mesi di atrocità, di prese in giro, di vigliaccherie a più livelli, di far giustizia e verità sul caso di Giulio? Un ragazzo massacrato per la sua attività di ricercatore? Uno studente? Cosa vogliamo insegnare agli studenti delle nostre scuole? Tutto quello che si insegna, rischia di annullarsi senza che questa verità e giustizia abbia seguito. Che tipo di messaggio vogliamo trasmettere? In Italia sono tante le scuole che hanno aderito al percorso per la verità per Giulio. Sono sempre di più quelle che espongono gli striscioni. Uno striscione che ci si augura non debba essere esposto per vent'anni o più perchè significa che verità e giustizia non sarà cosa fatta. Fiumicello diventa sempre di più paese dei diritti, un punto di riferimento importante per le nuove generazioni, ogni scuola d'Italia dovrebbe esporre lo striscione per Giulio, come ogni Università, ogni luogo dove si studia, dove si fa ricerca. Poteva accadere a chiunque quello che è capitato a Giulio. E' successo a lui. Trattato come un egiziano, ammazzato come in Egitto ammazzano gli egiziani che vengono percepiti ostili alla dittatura. Ma Giulio era lì per studiare, per fare il suo lavoro di ricercatore. Era un cittadino italiano, europeo, si sentiva cittadino del mondo, andando oltre ogni confine e frontiera. Incrementano gli spazi dedicati a Giulio, da sale della cultura, a biblioteche, a giardini, e tanto altro arriverà, ma esporre lo striscione per Giulio è un tassello essenziale. Se non lo facciamo noi per primi, Italia, che tra le altre cose siamo un partner commerciale vitale per l'Egitto, chi deve farlo? Chi deve darlo l'esempio, se non noi per primi? Se non siamo in grado di fare tutto quello che si deve fare per ottenere verità e giustizia? I giovani devono capire cosa è successo, devono capire in che mondo viviamo, devono capire come funziona la nostra società, capire per cambiarla, perchè certe miserabili situazioni, certe atrocità non abbiano più spazio, luogo, tempo.

mb

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