L'Incipit del Mito: Scarabocchio o Genio? Il caso Cy Twombly

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Prendete un nome qualunque, squisitamente borghese:  Edwin Parker, Jr. Poi dimenticatelo, perché la storia dell'arte ha preferito battezzarlo Cy Twombly . Inizia così la parabola di uno dei protagonisti più divisivi, sfrontati e assoluti del contemporaneo. Un uomo capace di spaccare in due il tempio della critica con un colpo di pastello. Da un lato, il coro dei profani indignati, pronti a giurare che un'opera del genere «saprebbe farla anche un bambino della scuola dell'infanzia» ; dall’altro, l'aristocrazia dell'intelletto che, per usare le parole di un nume tutelare come Mario Schifano , esigeva di «aprire la mente» per sintonizzarsi sui canali del nuovo che allora irrompeva tra i vicoli e i palazzi della Capitale. Il risultato? Capolavori assoluti. Incompresi dalla massa, certo, ma chiarissimi all'olfatto finissimo dei mercanti d’arte. Sia chiaro, Twombly non è nato dal nulla e non ha dipinto nel vuoto. Se il talento era puro istinto, il posizionamento soc...

Il Confine Orientale va verso la chiusura? Dai muri alla sospensione di Schengen

Quella del confine orientale è zona con migliaia di passaggi quotidiani tra Italia, Slovenia e Croazia, per variegate ragioni. Certo, la Croazia ancora non è nello spazio Schengen, ma Italia e Slovenia lo sono. E il rischio che si possa ritornare al ripristino dei vecchi confini, c'è. Si rischia l'estate del ritorno. Ritorno delle vecchie barriere? Del vecchio, alt, ha qualcosa da dichiarare? Ritorneranno i vecchi pass? Una roba del genere sarebbe catastrofica, per tutti. Per un territorio che oramai si è abituato a mescolarsi, alla condivisione, a far parte della casa comune dell'Europa unita. Ed il tutto mentre migliaia di italiani e sloveni vivono anche il pendolarismo verso le rispettive due nazioni. Un passo indietro clamoroso anche se in armonia con quel nazionalismo dannunziano che ritorna con forza. E perchè? Per il leggero incremento di arrivo di migranti verso la mini rotta balcanica? Se tutta l'attenzione dei media si è focalizzata sulla questione porti, effettivamente a livello nazionale si è un pò dimenticata questa zona d'Italia, dove ad ondate si registrano arrivi consistenti o spiccioli. Ma non c'è nessuna emergenza. Non siamo ai numeri storici di quando c'era la rotta balcanica che comunque ha sfiorato la nostra regione, non l'ha mai interessata pienamente come accadeva per altre nazioni. Una regione dove una percentuale irrisoria di migranti, per come gestita la situazione, con una incidenza rispetto alla popolazione residente, da 0, è bastata per pretendere la fortezza FVG. Ed ecco le urla della politica che vuole probabilmente la morte dell'Europa senza confini e frontiere interne. Dalle barriere, che in modo ridicolo già erano state poste con fili spinati taglienti made in Polonia tra Slovenia e Croazia alla più impattante sospensione dell'area Schenghen. Già adottata a dire il vero da altre realtà europee. Dalla militarizzazione del territorio, alla videosorveglianza, palliativi che non condurranno da nessuna parte se non a riportare il Paese cent'anni indietro. La politica dei muri non è mai stata una soluzione nella storia dell'umanità, ma un problema nel problema. Certo, che poi fare questi annunci in piena stagione estiva, è un meraviglioso capolavoro politico vista che gran parte di questa fetta territoriale vive soprattutto di turismo stagionale.

mb

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