I simboli della guerra in Ucraina, da Marina Julia al Carso isontino

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  C’è una vecchia verità che noi storici conosciamo fin troppo bene, e cioè che le guerre si sa sempre come e quando cominciano, ma non si sa mai, mai, come andranno a finire . È la tragica, quasi grottesca banalità del disastro, che di umano non ha niente perchè le guerre, tutte le guerre, sono semplicemente l'apice della disumanità.  Oggi, di fronte a quello che sta accadendo in Ucraina, l’opinione pubblica si è spaccata – com’è sempre accaduto nella storia – in due grandi scuole di pensiero.  Da un lato c’è la narrazione di chi vi dice: "No, badate, questa è un’operazione speciale, un atto preventivo necessario per anticipare le mosse della NATO" .  Dall’altro lato , invece, c’è chi constata una realtà molto più classica, e vi dice: "Ma quale operazione speciale! Queste sono le canoniche, vecchie mire espansionistiche di un impero in declino" . Un impero decadente che lancia il suo ultimo, feroce ruggito. Ad un prezzo elevatissimo.  Spaventoso.  Pagato ...

Il Confine Orientale va verso la chiusura? Dai muri alla sospensione di Schengen

Quella del confine orientale è zona con migliaia di passaggi quotidiani tra Italia, Slovenia e Croazia, per variegate ragioni. Certo, la Croazia ancora non è nello spazio Schengen, ma Italia e Slovenia lo sono. E il rischio che si possa ritornare al ripristino dei vecchi confini, c'è. Si rischia l'estate del ritorno. Ritorno delle vecchie barriere? Del vecchio, alt, ha qualcosa da dichiarare? Ritorneranno i vecchi pass? Una roba del genere sarebbe catastrofica, per tutti. Per un territorio che oramai si è abituato a mescolarsi, alla condivisione, a far parte della casa comune dell'Europa unita. Ed il tutto mentre migliaia di italiani e sloveni vivono anche il pendolarismo verso le rispettive due nazioni. Un passo indietro clamoroso anche se in armonia con quel nazionalismo dannunziano che ritorna con forza. E perchè? Per il leggero incremento di arrivo di migranti verso la mini rotta balcanica? Se tutta l'attenzione dei media si è focalizzata sulla questione porti, effettivamente a livello nazionale si è un pò dimenticata questa zona d'Italia, dove ad ondate si registrano arrivi consistenti o spiccioli. Ma non c'è nessuna emergenza. Non siamo ai numeri storici di quando c'era la rotta balcanica che comunque ha sfiorato la nostra regione, non l'ha mai interessata pienamente come accadeva per altre nazioni. Una regione dove una percentuale irrisoria di migranti, per come gestita la situazione, con una incidenza rispetto alla popolazione residente, da 0, è bastata per pretendere la fortezza FVG. Ed ecco le urla della politica che vuole probabilmente la morte dell'Europa senza confini e frontiere interne. Dalle barriere, che in modo ridicolo già erano state poste con fili spinati taglienti made in Polonia tra Slovenia e Croazia alla più impattante sospensione dell'area Schenghen. Già adottata a dire il vero da altre realtà europee. Dalla militarizzazione del territorio, alla videosorveglianza, palliativi che non condurranno da nessuna parte se non a riportare il Paese cent'anni indietro. La politica dei muri non è mai stata una soluzione nella storia dell'umanità, ma un problema nel problema. Certo, che poi fare questi annunci in piena stagione estiva, è un meraviglioso capolavoro politico vista che gran parte di questa fetta territoriale vive soprattutto di turismo stagionale.

mb

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