Monfalcone, la toponomastica racconta l'identità politica di una città da sempre moderata ma nelle scuole prevale l'intitolazione militare

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  Se si vanno a guardare dal 1948 ad oggi le volontà democratiche del popolo monfalconese alle urne, si sono affermati ben otto sindaci democristiani, cinque sindaci socialisti sino al 1993, tre sindaci seppur con mandati rinnovati di centrosinistra,  dal 1993 al 2016 e dal 2016 amministra la destra radicale. Una città fondamentalmente di spirito centrista, moderato, moderazione che la si intravede anche nella storia della toponomastica e odonomastica cittadina. Perchè a volte i nomi dei luoghi, delle vie, delle strade e delle piazze, parlano meglio di qualsiasi altro atto e gesto politico. Fotografano ciò che è stato ma che non è detto che continuerà ad essere, perchè oggi riuscire a cambiare i nomi delle vie, nel bene o nel male, dipende dai punti di vista, è decisamente più complicato rispetto al passato che rischia pertanto di essere indelebile e rappresentare un mondo, una società che non esiste più con tutte le contraddizioni del caso. Su circa 300 vie esis...

Europee, nonostante tutto, l'Italia con l'affluenza più bassa dal '79


Nonostante una campagna martellante, una sfida quasi epica, cruciale, di vita o di morte, tra Europa e nazionalismo, l'Italia, ancora una volta, si conferma non campione in termini di partecipazione al voto. Un Paese dove l'astensione è sempre più importante e dove la sfiducia nel sistema democratico è sempre più importante. E' emerso in generale che ben oltre il 50% degli aventi diritto al voto dell’UE ha partecipato alle elezioni europee,  ciò è stato reputato come la più grande affluenza mai registrata negli ultimi 20 anni e il primo aumento della partecipazione dalle prime elezioni dirette del 1979.
I numeri segnano una crescita nei 21 paesi, con tassi pari anche a dieci punti percentuali in sette stati membri. La crescita più alta si è avuta in Polonia, dove la partecipazione è passata dal 23% al 45%. L’Italia è leggermente in controtendenza, con un lieve calo della partecipazione, ma resta comunque uno degli otto paesi in cui più cittadini si recano alle urne. Ma tra i grandi Paesi è quella che ha avuto una delle affluenza più basse.  Nel 1979 l'Italia aveva una partecipazione al voto dell'85%, poi nel 1984 dell'82,47%, nel 1989 dell'81%, nel '94 del 73,60%, nel '99 del 69,76%, nel 2004 del 71,72%,nel 2009 del 66,47%, nel 2014 del 57,22% nel 2019 del 54,50%. 
Senza dimenticare che noi siamo tra i fondatori dell'Europa. Qualcosa ciò vorrà pur dire.

mb

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