Verde, bianco, rosso e a stelle e strisce: l'incredibile parabola del nazionalismo italiano con l'ostentazione del tricolore ovunque

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Ora, pensate per un momento a quello che sta succedendo sotto i nostri occhi. Se persino sul Silos di Monfalcone, un edificio industriale, un pezzo di storia del lavoro — hanno piazzato due tricolori mastodontici, visibili a chilometri di distanza... beh, di cosa ci stupiamo più? Siamo di fronte a quella che, storicamente parlando, è una clamorosa, inequivocabile ostentazione della bandiera nazionale!  E la cosa straordinaria, se ci pensate, è che noi italiani con questa bandiera abbiamo sempre avuto un rapporto, come dire... complicato . Non  è come negli Stati Uniti o in Francia! In Italia non c'è mai stata quella viscerale, profonda simpatia popolare per il vessillo. Perché siamo più regionalisti, perchè l'Italia è composita, complessa, senza dimenticare il passato che sicuramente ha lasciato il segno. E badate bene, è un paradosso incredibile: stiamo parlando della bandiera della Costituzione, la bandiera nata dalle lotte del Risorgimento e poi rifondata dalla Resistenza! ...

Dopo tre anni, ci risiamo


Ottobre 2016 uno dei primi atti del nuovo Sindaco di Trieste fu quello di rimuovere lo striscione verità per Giulio dalla facciata del palazzo del Municipio. Il giorno dopo la governatrice della Regione FVG lo espose dal palazzo della Regione, nella medesima piazza. Piazza Unità d'Italia. Giugno 2019, il Presidente della Regione FVG rimuove lo striscione dal palazzo della Regione. Con la scusante degli europei di calcio Under 21. Ed il Piccolo in entrambe le occasioni interviene, giustamente, con la prima pagina dedicata alla Verità per Giulio.
Piazza dell'Unità sarà più vuota, soprattutto in un momento di assoluta delicatezza, quando ad oltre 40 mesi dalla tremenda uccisione di Giulio, in Egitto, si muovo passi di rilievo. Come l'istituzione di una Commissione Parlamentare d'inchiesta. Nel momento in cui viene richiesto il richiamo dell'ambasciatore italiano dal Cairo, perchè la sua missione è fallita, perchè non era la normalizzazione dei rapporti tra Italia ed Egitto quella che doveva perseguire come mission, ma fare pressione ogni giorno per avere verità e giustizia per Giulio. A quanto pare forse è meglio attivarsi per promuovere il volto bello dell'Egitto. Quell'Egitto che in modo scandaloso continua a ricevere legittimazioni dalle più alte democrazie occidentali, tra cui anche la nostra. Quell'Egitto che ha costituzionalizzato la dittatura, con Al Sisi che ora controllerà il potere giudiziario e potrà starsene alla guida del Paese fino al 2030. Quell'Egitto dove Morsi è stato ucciso da un sistema disumano, il corpo fatto sparire in fretta, con funerali alla velocità della luce, all'alba, dove ogni opposizione viene liquidata come terroristica, dove tanti sono gli italiani ad essere stati minacciati, dove il minimo che ci si dovrebbe aspettare è dichiararlo INSICURO! Ma gli affari,sono affari. Anche per le tante attività della nostra regione. La diplomazia egiziana apprezzerà una piazza dell'Unità d'Italia di Trieste, senza più quello striscione giallo che ricorda alla gente che attraversa Trieste che un ragazzo, del Friuli Venezia Giulia, è stato ammazzato in Egitto, perchè studiava. Ammazzato da un sistema criminale funzionale al potere che sorregge la dittatura egiziana. E che per quel ragazzo, non c'è stata alcuna verità accertata, nessuna giustizia conquistata. Meglio ammirare la bellezza dei luoghi, perdersi nella storia di un tempo che non ritornerà, che per un solo secondo farsi una domanda e chiedersi, perchè?

mb

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