Oggi c'è la necessità di un nuovo manifesto per l'arte

Un tempo c’era la vita, c’era il sangue, c’era l’ardimento! C’erano i Futuristi che sputavano in faccia al passatismo, c’era Filippo Tommaso Marinetti che incendiava le accademie, c’era Mario Schifano che aggrediva la tela con la furia di chi vuole conquistare il mondo! C’erano i manifesti, c’era un’idea comunitaria, violenta, estatica dell’arte! E oggi? Oggi il nulla! Il deserto assoluto dell’anima! Siamo circondati da individualisti, rinchiusi nel loro microscopico  guscio. L'arte contemporanea è diventata come il calcio: una manica di mercenari! I galleristi non sono sempre critici, sono procuratori d’assalto. Ma serve una rivoluzione! C’è un bisogno disperato, assoluto, di un nuovo Manifesto! Qualcosa che torni a far vomitare i perbenisti e a far piangere d’estasi chi sa ancora vedere! Abbiamo bisogno di una pittura che torni a essere carne, di pennellate che squarcino la tela immortalando questo vuoto pneumatico del terzo millennio per distruggerlo! Basta con questa mercificaz...

Dopo tre anni, ci risiamo


Ottobre 2016 uno dei primi atti del nuovo Sindaco di Trieste fu quello di rimuovere lo striscione verità per Giulio dalla facciata del palazzo del Municipio. Il giorno dopo la governatrice della Regione FVG lo espose dal palazzo della Regione, nella medesima piazza. Piazza Unità d'Italia. Giugno 2019, il Presidente della Regione FVG rimuove lo striscione dal palazzo della Regione. Con la scusante degli europei di calcio Under 21. Ed il Piccolo in entrambe le occasioni interviene, giustamente, con la prima pagina dedicata alla Verità per Giulio.
Piazza dell'Unità sarà più vuota, soprattutto in un momento di assoluta delicatezza, quando ad oltre 40 mesi dalla tremenda uccisione di Giulio, in Egitto, si muovo passi di rilievo. Come l'istituzione di una Commissione Parlamentare d'inchiesta. Nel momento in cui viene richiesto il richiamo dell'ambasciatore italiano dal Cairo, perchè la sua missione è fallita, perchè non era la normalizzazione dei rapporti tra Italia ed Egitto quella che doveva perseguire come mission, ma fare pressione ogni giorno per avere verità e giustizia per Giulio. A quanto pare forse è meglio attivarsi per promuovere il volto bello dell'Egitto. Quell'Egitto che in modo scandaloso continua a ricevere legittimazioni dalle più alte democrazie occidentali, tra cui anche la nostra. Quell'Egitto che ha costituzionalizzato la dittatura, con Al Sisi che ora controllerà il potere giudiziario e potrà starsene alla guida del Paese fino al 2030. Quell'Egitto dove Morsi è stato ucciso da un sistema disumano, il corpo fatto sparire in fretta, con funerali alla velocità della luce, all'alba, dove ogni opposizione viene liquidata come terroristica, dove tanti sono gli italiani ad essere stati minacciati, dove il minimo che ci si dovrebbe aspettare è dichiararlo INSICURO! Ma gli affari,sono affari. Anche per le tante attività della nostra regione. La diplomazia egiziana apprezzerà una piazza dell'Unità d'Italia di Trieste, senza più quello striscione giallo che ricorda alla gente che attraversa Trieste che un ragazzo, del Friuli Venezia Giulia, è stato ammazzato in Egitto, perchè studiava. Ammazzato da un sistema criminale funzionale al potere che sorregge la dittatura egiziana. E che per quel ragazzo, non c'è stata alcuna verità accertata, nessuna giustizia conquistata. Meglio ammirare la bellezza dei luoghi, perdersi nella storia di un tempo che non ritornerà, che per un solo secondo farsi una domanda e chiedersi, perchè?

mb

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