Aquileia: il porto dell'Impero e l'ombra del Ventennio

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  Quando si cammina tra le rovine di Aquileia, non si sta passeggiando in una cittadina qualsiasi: si sta attraversando quella che era, a tutti gli effetti, la seconda città dell'Impero!  Una metropoli pazzesca. Però, oggi, per cogliere questa immensità ci vuole un grandissimo sforzo di immaginazione. Le pietre sopravvissute al tempo sono lì che vorrebbero disperatamente raccontarci una storia straordinaria, ma noi, spesso, facciamo fatica ad ascoltarla.  Perché c'è un problema. E il problema è che se vogliamo davvero capire e valorizzare Aquileia, dobbiamo liberarci di un ingombro non da poco: dobbiamo avere il coraggio di andare oltre la visione che ci ha lasciato in eredità il fascismo e svecchiare, modernizzare il sito.  Prendiamo la fantomatica "via sacra". Voi andate lungo il porto fluviale, che all'epoca dei romani doveva essere un luogo vivacissimo, un viavai frenetico, un posto pieno di rumori, di mercanti, di facchini che imprecavano e caricavano merci.....

Con la nuova via della Seta,la Cina comunista alla conquista di Trieste. Comune e Regione,che faranno?

Le ideologie non sono mai state superate e mai lo saranno. D'altronde anche il capitalismo può essere intesa come una chiara ideologia. Ideologia che si è opposta in modo feroce a quella comunista, che in Italia è sempre stata una minoranza, importante, ma sempre una minoranza. Non c'è mai stato un governo comunista nel Paese.
Però il comunismo, invece, ha retto Paesi e realtà, dalla Jugoslavia, alla Russia, da Cuba, alla Cina, quella Cina che in teoria sarebbe comunista. E quella Cina comunista con la nuova Via della Seta, va alla conquista di Trieste. Ha fatto grande effetto la questione recupero nostalgia della storia, il porto franco, gli Asburgo e quant'altro. Una città che ha gettato prima di altri i semi di GLADIO, nata per contrastare il rischio di una fantomatica invasione da parte dei Paesi comunisti, ora, verrà conquistata, senza muovere un solo carro armato, senza sparare un solo missile e senza muovere milioni di soldati, con una firma e con tanti, ma tanti, soldi. 
Ad alcuni mesi, quasi tre, dalla firma del memorandum, a parte qualche intenzione, si è messo poco o nulla. Probabilmente si sceglierà la via del boicottaggio silente, aspettando tempi migliori. L'accordo, però ha una durata di cinque anni e rinnovabile.  
In città non se ne parla più. E da questo punto di vista sorge una curiosità. Visto che il Comune di Trieste e la Regione del FVG sono rette da forze politiche, al momento, ideologicamente anticomuniste, non pare essere emersa a livello istituzionale una chiara e manifesta contrarietà da parte del Comune di Trieste e della Regione del FVG alla nuova Via della Seta. C'è stata qualche delibera politica, non di singole forze politiche, ma da parte della maggioranza, visto che si delibera su tutto e di più, da parte della Regione del FVG e del Comune di Trieste, con la quale si esprime ogni contrarietà a qualsiasi forma di collaborazione con un Paese retto da un sistema comunista? Dicendo dunque a chiare lettere no alla via della Seta? Oppure il comunismo cinese va bene? O forse, intanto, si sta valutando di diventare un pò comunisti?
mb

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