Il maestro carnico Bertoli ed i grandi del '900 nel cuore di Tolmezzo dove l'arte si fa strada

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Quando parliamo di un uomo come Bertoli – nato a Illegio nel '33 – dobbiamo prima di tutto immaginarci cosa significava nascere in Carnia in quegli anni. Significa che la manovalanza, il lavoro duro, la fatica vera, tu la conosci fin da ragazzino, la tocchi con mano. Eppure, questo signore poi si occupa di design, fa il marketing pubblicitario... Ma la cosa straordinaria è un'altra: Bertoli è quel classico tipo di artista autodidatta con un talento talmente puro, talmente innato, che tu ti rendi conto che merita assolutamente di essere riscoperto, esplorato, capito fino in fondo. La prima vera svolta, la prima personale, arriva a Tolmezzo verso la fine degli anni Settanta, dopo le esposizioni alla galleria del Girasole di Udine. E oggi, la grande mostra di Palazzo Frisacco, sempre a Tolmezzo, è davvero il coronamento perfetto di una vita intera. Perché li vedete, i suoi quadri: dalle nature morte a questa pittura figurativa che è, in sostanza, una fotografia del quotidiano. È l...

Se dal porto di Monfalcone transitano navi con carichi di armi





E' vero. L'Italia è uno dei maggiori venditori d'armi nel mondo ed il picco pare che in questi ultimi vent'anni è avvenuto nel 2016. E' vero, viviamo in un territorio che producono strumentazioni da guerra, navi da guerra, adattabili, nel caso di specie, ora con finalità di guerra, ora, di pace, anche se spesso si mescolano le due cose. Quante vole si è sentito dire, per ottenere la pace si deve fare la guerra? O le fantomatiche "missioni umanitarie". Ricordate le bombe umanitarie di Belgrado? Ancora oggi i civili ne pagano le conseguenze.

Ma se si riesce a limitare l'accesso, ad ostacolare, la strada al traffico "legale" di armi, non è mica una bestemmia. A Monfalcone, come si è appreso prima dai media nazionali, poi dal locale, una nave che aveva un carico d'armi, con destinazioni luoghi dove queste armi vengono usate non per giocare, ma per ammazzarsi alla guerra, è transitata dal porto. I portuali hanno appreso il tutto a cose praticamente già ultimate, quando era tardi potersi attivare. Il punto non è tanto la questione sicurezza dell'operazione, ma politica. Dal porto di Monfalcone non devono transitare navi con carichi di armi. Punto. Quello che ci si domanda, è se è già successo altre volte. Il tutto in un Paese che, come osservato da Genova in poi, si chiudono i porti ai migranti, che continuano a crepare nel mare, mentre in centinaia continuano ad arrivare attraverso una mini rotta balcanica, ma alle armi, no. Per loro nei nostri porti c'è sempre spazio. Anche no.

mb



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