Il Niente Sovrano e la Trincea della Bellezza

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Non sarà l'arte a salvarci dal naufragio della storia, ma rimarrà l'ultima trincea, l'ultimo rifugio dell'anima. Viviamo nel crepuscolo delle grandi ideologie, in un millennio dove la globalizzazione ha cannibalizzato il pensiero, portando il consumismo alla sua ennesima, feroce potenza. Da un lato assistiamo al boom osceno e indomabile delle diseguaglianze sociali; dall'altro, l'arte contemporanea vaga come un fantasma, interrogandosi sul proprio senso dentro una società sbandata, cieca, che consuma l'esistenza alla giornata. Questa non è anarchia creativa: è il trionfo del vuoto assoluto. Un nichilismo sistematico che annichilisce ogni visione prospettica. L'ossessione dell'originalità a tutti i costi ha prosciugato le sorgenti della creatività differente, e l'arte, drammaticamente, si è adeguata. Si è sottomessa, facendosi merce tra le merci, un feticcio speculativo il cui unico scopo è alimentare i flussi del capitale. Una banana brutalmente ...

Se dal porto di Monfalcone transitano navi con carichi di armi





E' vero. L'Italia è uno dei maggiori venditori d'armi nel mondo ed il picco pare che in questi ultimi vent'anni è avvenuto nel 2016. E' vero, viviamo in un territorio che producono strumentazioni da guerra, navi da guerra, adattabili, nel caso di specie, ora con finalità di guerra, ora, di pace, anche se spesso si mescolano le due cose. Quante vole si è sentito dire, per ottenere la pace si deve fare la guerra? O le fantomatiche "missioni umanitarie". Ricordate le bombe umanitarie di Belgrado? Ancora oggi i civili ne pagano le conseguenze.

Ma se si riesce a limitare l'accesso, ad ostacolare, la strada al traffico "legale" di armi, non è mica una bestemmia. A Monfalcone, come si è appreso prima dai media nazionali, poi dal locale, una nave che aveva un carico d'armi, con destinazioni luoghi dove queste armi vengono usate non per giocare, ma per ammazzarsi alla guerra, è transitata dal porto. I portuali hanno appreso il tutto a cose praticamente già ultimate, quando era tardi potersi attivare. Il punto non è tanto la questione sicurezza dell'operazione, ma politica. Dal porto di Monfalcone non devono transitare navi con carichi di armi. Punto. Quello che ci si domanda, è se è già successo altre volte. Il tutto in un Paese che, come osservato da Genova in poi, si chiudono i porti ai migranti, che continuano a crepare nel mare, mentre in centinaia continuano ad arrivare attraverso una mini rotta balcanica, ma alle armi, no. Per loro nei nostri porti c'è sempre spazio. Anche no.

mb



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