In Egitto arrestati diversi studenti di scuola per aver protestato contro il ministro dell'Istruzione




La denuncia nei social arriva da Amr Magdi, ricercatore, attivista per i diritti umani, ha lavorato come direttore della ricerca presso la rete araba per l'informazione sui diritti umani al Cairo e come giornalista freelance per diversi sbocchi egiziani e internazionali. Scrive che centinaia di studenti delle scuole secondarie in Egitto hanno protestato questa settimana spontaneamente contro il fallimento del nuovo sistema di esami "tablet". Gli studenti hanno denunciato che i dispositivi non funzionavano, Internet era down... ecc. La risposta dell'apparato repressivo egiziano non si è fatta attendere. Scagliandosi contro dei ragazzini. Il ricercatore denuncia che ne hanno arrestati brutalmente diversi di studenti. Chi si oppone al ministro dell'educazione, chi denuncia il fallimento della riforma scolastica viene arrestato. In un Paese dove i ministri sono ufficiali militari anche se indossano abiti civili. D'altronde il colpo di stato del luglio del 2013 a questo è servito, a portare la dittatura al potere. In un Paese ossessionato dalle contestazioni, perchè dietro ogni contestazione vede cospirazioni. Ma come osserva Magdi, è un segnale molto positivo il fatto che gli studenti abbiano trovato il coraggio di scendere in piazza e protestare contro il regime, un regime, ricordiamo, che è all'apice della sua potenza. Anche se per questioni specifiche correlate agli esami. Non era per nulla scontato. E la reazione del sistema non si è fatta attendere. Non è la prima volta che gli studenti delle scuole egiziane protestano contro il modo in cui funzionano gli esami in Egitto. Accadde anche nel 2016, ad esempio. Dove venne disposta la la cancellazione di alcuni test degli esami di maturità dopo che su alcuni social media erano stati pubblicati illegalmente i quesiti e le risposte di alcuni esami.
Insomma, in Egitto, qualcosa si muove...

mb

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