I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Il 17 maggio la scuola in sciopero e in piazza contro la scuola del prima gli


Non ci saranno i sindacati più rappresentativi in base all'intesa stipulata con il governo, ma lo sciopero, dai Cobas ed altre realtà, per il 17 maggio, è stato mantenuto. Cade in una data fondamentale, a pochi giorni dalle europee, uno sciopero che ha come scopo quello di denunciare che la marcia per la regionalizzazione della scuola pubblica non si è arrestata, non si è fermata, ma c'è. Il pericolo c'è. Certo, è anche vero che nel contesto sociale nel quale viviamo, di distruzione totale e disunità notevole, nella logica dell'ognuno pensi a se stesso, con una fame di lavoro enorme, che regionalizzazione significherebbe prima io che tu, per tanti non sarebbe un qualcosa di negativo, ma regionalizzazione della scuola, calata dall'alto, significa compromettere l'architettura costituzione dell'unitarietà del sistema d'istruzione italiano, dalla questione lavoristica a quella didattica. 
I Cobas, come hanno reso noto in un comunicato, confermano e rilanciano lo sciopero della scuola "per il 17 maggio contro la regionalizzazione dell'istruzione, ma anche per un contratto con aumenti salariali che recuperino almeno il 20% di salario reale perso negli ultimi anni; per l'assunzione di tutti/e i precari/e con 36 mesi di servizio; per l'aumento degli organici ATA; per dire NO all'Invalsi come strumento di valutazione delle scuole, dei docenti e degli studenti, inseguendo la disastrosa "didattica delle competenze", e No ai sorteggi che ridicolizzano l'Esame di Stato. Invitiamo a scioperare con noi anche gli iscritti/e dei Cinque davvero intenzionati a battersi contro la distruttiva regionalizzazione, oltre che per un contratto con consistenti recuperi salariali e per l'assunzione stabile di tutti i precari.Nella stessa giornata, insieme ad altre organizzazioni che hanno mantenuto lo sciopero per il 17 maggio e ad associazioni che si battono contro la regionalizzazione, effettueremo una manifestazione nazionale a Roma a Montecitorio".

mb

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