La mostra "memorie ritrovate" di Monfalcone? Mostra politica di stampo nazionalista

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Dobbiamo dircelo chiaramente, senza girarci intorno: quando prendi l’arte e la schiaffi a forza dentro la politica, cosa pretendi che ne esca fuori?! Ne esce una cosa che con l'arte non c'entra più un accidente! Ne esce propaganda, pura. Ed è esattamente quello che sta succedendo con la mostra "Memorie ritrovate" a Monfalcone. Ma io vi sfido ad entrarci! Voi entrate lì e cosa vi trovate davanti? Una galleria d'arte? Ma neanche per idea! Vi sembra di essere piombati a piedi giunti dentro la sede di una di quelle organizzazioni ultra-nazionaliste che per decenni hanno fatto dell'antijugoslavismo il loro dogma sacro e intoccabile! È un'operazione scopertamente politica, di uno stampo nazionalista che fa rizzare i capelli! E badate bene: il problema non sono gli artisti! Sia chiara una cosa: qui nessuno sta mettendo in discussione la grandezza o la qualità delle opere di Pietro Fragiacomo, di Guido Grimani, di Piero Coelli o di Carà. Per carità divina! L...

Aumentano i Paesi che dichiarano l'emergenza climatica. Ma in Italia il dibattito è azzerato. Siano le Regioni a dichiarare l'emergenza climatica


Inghilterra, Irlanda, Scozia, Catalogna,  hanno già dichiarato lo stato di emergenza climatica, anche a Zurigo si stanno preparando a dichiararla, così come in tante altre località. Certo, sappiamo bene che nel mondo ci sono poco più di 200 Stati, ma i primi passi sono stati fatti. Il muro dell'omertà è stato abbattuto con delle picconate importanti giunte dalle nuove generazioni. La lotta sarà lunga, ma inevitabile. Tra Paesi sordi, Paesi che definiscono illegale gli scioperi per i cambiamenti climatici, tra Paesi che sostengono il negazionismo il percorso non sarà semplice.In rete le parole chiavi sono  #ClimateEmergency #ClimateAction #ClimateBreakdown  #EcologicalBreakdown. 
E quotidianamente sono migliaia i post che circolano con foto, e non, a sostegno della necessità di dichiarare l'emergenza climatica. Questa è una questione globale, che interessa tutti. Nessuno ne può essere immune.
Greta ne è diventata il simbolo più importante, la portavoce globale, una ragazza attaccata dai più per ignoranza, cattiveria, e soprattutto perchè hanno probabilmente una paura fottuta di veder mutare il proprio stile di vita, quello che ha contribuito all'emergenza climatica. No, non si deve più parlare di cambiamento climatico, ma di emergenza climatica, che interessa tutti. Eventi sempre più estremi, come accaduto in questo mese di maggio con nevicate ripetute e temperature invernali più che primaverili, saranno presto la normalità, guerre, migrazioni, estinzioni. Il punto di non ritorno è di una decina d'anni circa. Non si deve superare quell'1,5 di grado in più oltre il quale sarebbe un disastro garantito.  L'emergenza climatica deve essere una priorità. Ma al momento è assente dal dibattito europeo e soprattutto è stata azzerata in Italia. Non ne parla nessuno. Che siano almeno le Regioni più sensibili a prendere questa iniziativa, con una proposta di legge regionale di carattere nazionale, come previsto dall'articolo 121 della Costituzione, per indurre il nostro Stato a dichiararla. Ed una volta dichiarata ci dovranno essere delle azioni conseguenti. Così come nelle scuole è fondamentale iniziare ad affrontare questa problema, che è il problema dei problemi con cui le prossime generazioni  faranno i conti in modo duro. Ancora qualcosa si può fare, si deve fare, facciamola.

mb




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