Il cartello che sbiadisce e la memoria che resiste grazie allo spomenik jugoslavo che ricorda le vittime del campo di concentramento di Gonars

Immagine
La Jugoslavia ha avuto un modo di ricordare le sue vittime, i suoi caduti, con dei monumenti straordinari, visionari, futuristici, ed uno di questi si trova nel cimitero di Gonars, il memoriale che ricorda gli internati e le vittime slovene e croate per mano fascista in quel campo di concentramento di Gonars di cui oggi non esiste più alcuna traccia, mentre quello di Visco sopravvive, grazie alle iniziative di pochi. All'entrata del cimitero di Gonars vi sono tre cartelli. Uno sloveno ed uno croato che ricordano i loro caduti, avrebbero potuto farne uno condiviso, invece, così non è, non è mica più la Jugoslavia. Su quello sloveno si leggerà "ossario degli sloveni internati e altre vittime della II guerra mondiale" su quello croato "ossario dei croati e degli altri internati e vittime della II guerra mondiale". Non hanno neanche scritto la stessa cosa.    A fianco ad essi, invece, vi è il pannello storico che ricorda cosa fu quel campo di concentramento, oltre 5...

Aumentano i Paesi che dichiarano l'emergenza climatica. Ma in Italia il dibattito è azzerato. Siano le Regioni a dichiarare l'emergenza climatica


Inghilterra, Irlanda, Scozia, Catalogna,  hanno già dichiarato lo stato di emergenza climatica, anche a Zurigo si stanno preparando a dichiararla, così come in tante altre località. Certo, sappiamo bene che nel mondo ci sono poco più di 200 Stati, ma i primi passi sono stati fatti. Il muro dell'omertà è stato abbattuto con delle picconate importanti giunte dalle nuove generazioni. La lotta sarà lunga, ma inevitabile. Tra Paesi sordi, Paesi che definiscono illegale gli scioperi per i cambiamenti climatici, tra Paesi che sostengono il negazionismo il percorso non sarà semplice.In rete le parole chiavi sono  #ClimateEmergency #ClimateAction #ClimateBreakdown  #EcologicalBreakdown. 
E quotidianamente sono migliaia i post che circolano con foto, e non, a sostegno della necessità di dichiarare l'emergenza climatica. Questa è una questione globale, che interessa tutti. Nessuno ne può essere immune.
Greta ne è diventata il simbolo più importante, la portavoce globale, una ragazza attaccata dai più per ignoranza, cattiveria, e soprattutto perchè hanno probabilmente una paura fottuta di veder mutare il proprio stile di vita, quello che ha contribuito all'emergenza climatica. No, non si deve più parlare di cambiamento climatico, ma di emergenza climatica, che interessa tutti. Eventi sempre più estremi, come accaduto in questo mese di maggio con nevicate ripetute e temperature invernali più che primaverili, saranno presto la normalità, guerre, migrazioni, estinzioni. Il punto di non ritorno è di una decina d'anni circa. Non si deve superare quell'1,5 di grado in più oltre il quale sarebbe un disastro garantito.  L'emergenza climatica deve essere una priorità. Ma al momento è assente dal dibattito europeo e soprattutto è stata azzerata in Italia. Non ne parla nessuno. Che siano almeno le Regioni più sensibili a prendere questa iniziativa, con una proposta di legge regionale di carattere nazionale, come previsto dall'articolo 121 della Costituzione, per indurre il nostro Stato a dichiararla. Ed una volta dichiarata ci dovranno essere delle azioni conseguenti. Così come nelle scuole è fondamentale iniziare ad affrontare questa problema, che è il problema dei problemi con cui le prossime generazioni  faranno i conti in modo duro. Ancora qualcosa si può fare, si deve fare, facciamola.

mb




Commenti

Post popolari in questo blog

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?