Il maestro carnico Bertoli ed i grandi del '900 nel cuore di Tolmezzo dove l'arte si fa strada

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Quando parliamo di un uomo come Bertoli – nato a Illegio nel '33 – dobbiamo prima di tutto immaginarci cosa significava nascere in Carnia in quegli anni. Significa che la manovalanza, il lavoro duro, la fatica vera, tu la conosci fin da ragazzino, la tocchi con mano. Eppure, questo signore poi si occupa di design, fa il marketing pubblicitario... Ma la cosa straordinaria è un'altra: Bertoli è quel classico tipo di artista autodidatta con un talento talmente puro, talmente innato, che tu ti rendi conto che merita assolutamente di essere riscoperto, esplorato, capito fino in fondo. La prima vera svolta, la prima personale, arriva a Tolmezzo verso la fine degli anni Settanta, dopo le esposizioni alla galleria del Girasole di Udine. E oggi, la grande mostra di Palazzo Frisacco, sempre a Tolmezzo, è davvero il coronamento perfetto di una vita intera. Perché li vedete, i suoi quadri: dalle nature morte a questa pittura figurativa che è, in sostanza, una fotografia del quotidiano. È l...

Anno 1926 vigili del fuoco costretti dai fascisti a rimuovere a Gorizia insegna del Trgovski dom. Anno 2019,Brembate...

Correva l'anno 1926. Era il 4 novembre. Il 4 novembre del 1926, sei anni dopo l'incendio del Narodni dom, simbolo dell'identità e del riscatto sloveno nella Venezia Giulia. Come riportano le testimonianze del tempo, a Gorizia, un manipolo di fascisti, festeggiando la Celebrazione della vittoria, accompagnati dal manganello, dal motto me ne frego e dalla solita camicia nera entrarono violentemente nelle sale della banca commerciale slovena gettando in cortile libri, mobili, oggetti, tutto quello che si poteva gettare venne gettato via fino a costituire un mucchio da bruciare. E bruciarono libri,documenti, mobili,oggetti,simboli, bruciarono l'identità slovena, il riscatto sloveno, tra una folla di cittadini che osservava anche applaudendo ed inneggiando Viva l'Italia, già. Applauso che prese maggiore forza quando intervennero i vigili del fuoco, su disposizione imposta dai fascisti e rimossero l'insegna del Trgovski Dom. Quel luogo non era solo una banca, vi era anche un teatro, vi era anche una libreria. Doveva diventare italiano. Doveva essere cancellato ogni segno visibile che potesse turbare la coscienza pubblica, che recava fastidio all'ordine imposto dal regime. 
Anno 2019. Brembate. Lombardia. In provincia di Bergamo. Dopo il caso di Salerno, che ha visto uno striscione essere rimosso su intervento delle forze dell'ordine, dopo la protesta degli striscioni di Catanzaro, accade che a cent'anni quasi di distanza i vigili del fuoco sono stati costretti a compiere un gesto "politico". Hanno ricevuto l'ordine di procedere.
Uno di quelli che non aiutano la democrazia a crescere, ma che ne limitano l'affermazione. Non siamo nel regime fascista. Siamo in democrazia. Una democrazia debole, che sta ricadendo nel secolo breve. I vigili del fuoco sono stati costretti ad intervenire per rimuovere uno striscione, con scritto " non sei il benvenuto". Rivolto a colui che ama farsi chiamare come il Capitano.  

mb

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