Delitto Chichiarelli: tutti i dubbi e le incongruenze su un'esecuzione di Stato

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Nella trasmissione di Carlo Lucarelli Blu Notte ,  si è ritornati sulla vicenda di uno dei personaggi più enigmatici della storia repubblicana italiana, Antonio "Tony" Chichiarelli. A lui è stato recentemente dedicato anche un film di grande successo che ne ha forse mitizzato eccessivamente la figura: un criminale che ha comunque attraversato la stagione più oscura della Repubblica, quella del sequestro Moro. Chichiarelli accumulò ingenti ricchezze grazie al suo talento per il falso d'arte. Le sue opere sono circolate ovunque, tanto che ancora oggi, di fronte a un dipinto, ci si chiede se si tratti di un originale o di un "Rally", il nome con cui era solito firmarsi. Ma l'aspetto più enigmatico della sua vita parte, paradossalmente, dalla fine: il suo assassinio. Nel corso del programma, Silvio Bozzi — già dirigente della Polizia Scientifica, Questore Aggiunto ed esperto in materie criminalistiche — ha definito la dinamica del delitto con un'espressione ...

Anno 1926 vigili del fuoco costretti dai fascisti a rimuovere a Gorizia insegna del Trgovski dom. Anno 2019,Brembate...

Correva l'anno 1926. Era il 4 novembre. Il 4 novembre del 1926, sei anni dopo l'incendio del Narodni dom, simbolo dell'identità e del riscatto sloveno nella Venezia Giulia. Come riportano le testimonianze del tempo, a Gorizia, un manipolo di fascisti, festeggiando la Celebrazione della vittoria, accompagnati dal manganello, dal motto me ne frego e dalla solita camicia nera entrarono violentemente nelle sale della banca commerciale slovena gettando in cortile libri, mobili, oggetti, tutto quello che si poteva gettare venne gettato via fino a costituire un mucchio da bruciare. E bruciarono libri,documenti, mobili,oggetti,simboli, bruciarono l'identità slovena, il riscatto sloveno, tra una folla di cittadini che osservava anche applaudendo ed inneggiando Viva l'Italia, già. Applauso che prese maggiore forza quando intervennero i vigili del fuoco, su disposizione imposta dai fascisti e rimossero l'insegna del Trgovski Dom. Quel luogo non era solo una banca, vi era anche un teatro, vi era anche una libreria. Doveva diventare italiano. Doveva essere cancellato ogni segno visibile che potesse turbare la coscienza pubblica, che recava fastidio all'ordine imposto dal regime. 
Anno 2019. Brembate. Lombardia. In provincia di Bergamo. Dopo il caso di Salerno, che ha visto uno striscione essere rimosso su intervento delle forze dell'ordine, dopo la protesta degli striscioni di Catanzaro, accade che a cent'anni quasi di distanza i vigili del fuoco sono stati costretti a compiere un gesto "politico". Hanno ricevuto l'ordine di procedere.
Uno di quelli che non aiutano la democrazia a crescere, ma che ne limitano l'affermazione. Non siamo nel regime fascista. Siamo in democrazia. Una democrazia debole, che sta ricadendo nel secolo breve. I vigili del fuoco sono stati costretti ad intervenire per rimuovere uno striscione, con scritto " non sei il benvenuto". Rivolto a colui che ama farsi chiamare come il Capitano.  

mb

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