Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

La nuova rivoluzione è iniziata: Extinction Rebellion



Non c'è altro modo che chiamarla come deve essere chiamata. Rivoluzione. E questa rivoluzione seppure il sistema ha cercato con i suoi strumenti di incanalarla sui propri binari, cosa che cercherà di fare ancora, la strada intrapresa dal movimento globale Extinction Rebellion è chiara. E' incompatibile con questo sistema.
Può dialogarci, ma è questo sistema la causa del malanno in cui si trova la Terra e di cui può sancirne la fine.
E questo sistema, il movimento, lo sfida, lo vuole cambiare.
Forza apartitica, ma profondamente politica e ideologica.
Anche se alcuni media ovviamente mentono, sapendo di mentire, negano tutto ciò.
Come chiari sono i loro punti sintetici richiamati in modo semplice ed efficace sul sito internet di riferimento . Si parla di mobilitare il 3,5% della popolazione per ottenere il cambio di sistema usando idee come "Organizzazione guidata dal momento" per raggiungere questo obiettivo.Abbattere le gerarchie del potere per una partecipazione più equa. Rivendicano l'essere una rete non violenta, con lo scopo di creare "collettivamente le strutture di cui abbiamo bisogno per sfidare il potere". Più chiari di così non potevano essere.

Greta ne è una espressione, la più importante, di questo movimento, ma non l'unica. Sono soprattutto i giovani a mobilitarsi, ma quello che si cerca non è uno scontro generazionale, ma una rete di solidarietà. Sicuramente chi fino ad oggi ha governato è responsabile della situazione sociale e climatica nella quale ci troviamo. Si sfida il capitalismo. Questo è evidente. A Londra si sono registrati centinaia di arresti, la BBC parla addirittura di oltre 1000 attivisti arrestati in pochi giorni, per azioni variegate di disobbedienza civile. Libere scelte consapevoli di azioni di disobbedienza. Perchè non avevano altra strada per rompere la sordità del muro governativo. E Londra è solo una tappa di un qualcosa di enorme che crescerà giorno dopo giorno.   

#ExtinctionRebellion e #SchoolStrike4Climate sono gli hashtag più diffusi. Ed un giorno cruciale sarà sicuramente l'Earth Day, la Giornata Mondiale della Terra in programma il 22 aprile e istituita dalle Nazioni Unite per sollevare l'attenzione sulla tutela del pianeta. Come si riporta nel sito della ribellione alla fine del 2018, il Segretario generale delle Nazioni Unite ci ha avvertito :
  • L'umanità e la vita sulla Terra ora affrontano una "minaccia esistenziale diretta"
  • Il mondo deve agire rapidamente e in modo robusto per mantenere il riscaldamento globale sotto 1,5 ° C e cercare di evitare impatti assolutamente catastrofici sulla vita sulla Terra.
Dobbiamo agire mentre siamo ancora in grado di farlo. Quello che stiamo vedendo ora non è nulla in confronto a quello che potrebbe venire. Gli effetti sulla società umana globale, se il clima e l'emergenza ecologica non vengono affrontati, possono andare fuori controllo.
  • Innalzamento del livello del mare
  • desertificazione
  • Incendi boschivi
  • Mancanza d'acqua
  • Fallimento del raccolto
  • Tempo estremo
  • Milioni di sfollati
  • Malattia
  • Aumento del rischio di guerre e conflitti
Insomma, una nuova rivoluzione è sicuramente iniziata e difficilmente si tratterà di fumo,o di iniziative passeggere all'Occupy. Qui la partita in gioco è enorme e riguarda più fronti. 
mb


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