Di là


Tutte le volte che si indica oltre il muro, guardando verso Est, nei film, nei documentari, nelle testimonianze, si dice sempre "di là". Ti racconteranno, "di là". Come essere in una sorta di mondo parallelo, ma alieno, come vivere una sorta di stato di impersonificazione, come vivere in una sorta di entità astratta, priva di consistenza, dove annullarsi, dove smarrirsi. Dove essere niente. Eppure, oltre il muro, di là, si sono consumate vite, sogni, speranze, illusioni, non meno che di qua. Quel di qua che alla fine ha annesso il di là per quell'omologazione che ha comportato che un tempo, ove oltre quel muro giungevano venti e sogni rivoluzionari, anche se spesso di rivoluzioni tradite o mai compiute, oggi giungono venti controrivoluzionari che percuoteranno in un cortocircuito epocale e storico quel tempo che viviamo ove non esiste più né di qua né di là e ove si arriva a rimpiangere, senza neanche averlo conosciuto, sbagliando o forse no, quando c'era il di là.

mb

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