Monfalcone, la toponomastica racconta l'identità politica di una città da sempre moderata ma nelle scuole prevale l'intitolazione militare


 




Se si vanno a guardare dal 1948 ad oggi le volontà democratiche del popolo monfalconese alle urne, si sono affermati ben otto sindaci democristiani, cinque sindaci socialisti sino al 1993, tre sindaci seppur con mandati rinnovati di centrosinistra,  dal 1993 al 2016 e dal 2016 amministra la destra radicale. Una città fondamentalmente di spirito centrista, moderato, moderazione che la si intravede anche nella storia della toponomastica e odonomastica cittadina. Perchè a volte i nomi dei luoghi, delle vie, delle strade e delle piazze, parlano meglio di qualsiasi altro atto e gesto politico. Fotografano ciò che è stato ma che non è detto che continuerà ad essere, perchè oggi riuscire a cambiare i nomi delle vie, nel bene o nel male, dipende dai punti di vista, è decisamente più complicato rispetto al passato che rischia pertanto di essere indelebile e rappresentare un mondo, una società che non esiste più con tutte le contraddizioni del caso. Su circa 300 vie esistenti, sono meno di una decina, quindi effettivamente pochissime, quelle dedicate espressamente a personaggi o eventi collegati alla identità politica notoriamente della sinistra e dell'antifascismo, citiamo le classiche Giacomo Matteotti, via della Resistenza, via Primo maggio, via Fratelli Cervi, via Fratelli Fontanot, via XV aprile, via Antonio Gramsci ad esempio. Primeggiano decisamente le vie dedicate ai santi o a questioni religiose, se ne contano poco meno di una trentina, ma complessivamente per la tipologia di intitolazioni, sono quelle prevalenti, citiamo ad esempio via san Francesco d'Assisi, san Gabriele, san Giacomo, san Giorgio, san Giovanni Bosco, san Giusto, via san Gregorio, san Nicolò, san Poletto, san Polo, san Rocco, san Sergio, san Vincenzo de Paoli, san Vito, santa Rita, sant'Ambrogio, sant'Anna, sant'Antonio, sant'Elia, alcune androne dedicate a dei santi, o via del Redentore, del Rosario, della Basilica, della Carità, via don Ferdinando Tonzar e don Pietro Fanin. Una città dove vi sono strade dedicate chiaramente a personaggi collegati alla serenissima, come alla via dedicata al podestà Francesco Nani che fu inviato a Monfalcone come rappresentante della Cancelleria Pretoria della Serenissima, al nazionalismo, come D'Annunzio o Guglielmo Oberdan, alla storia romana, come Aulo Manlio Torquato, o esploratori come  Giovanni da Verrazzano, tanti i pittori come Pintoretto, a musicisti, come Tartini, ma anche vie tutte nostrane, come Grota del Diau Zot. Nome che ricorda la leggenda della famigerata grotta del diavolo zoppo, in quella grotta, dopo un litigio per la custodia del tesoro tra il diavolo e l'angelo, il diavolo nel fuggire con il tesoro divenne zoppo. Tesoro che non venne mai ritrovato e più di una persona, si racconta, che perse la vita per cercarlo.  Discorso diverso invece per le scuole dove a Monfalcone vi è un dominio di intitolazioni tanto nell'Istituzione scolastica che in alcuni plessi della stessa a favore di personalità o personaggi collegati alla grande guerra, all'ambito militare, come Randaccio, Giacich, Duca d'Aosta, Sauro, Toti, Cuzzi, o irredentisti come Battisti, mentre altri plessi non hanno un nome e sono associati a nomi delle vie, ed una minoranza è invece intitolata a personalità politiche di spessore tutt'altro che espressione di nazionalismo o irredentismo, come Sandro Pertini, o Michelangelo Buonarroti e Carlo Collodi e su ciò c'è sicuramente da riflettere e forse anche agire in merito a questo evidente sbilanciamento "nazionalistico" delle intitolazioni delle scuole monfalconesi.
 





















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