I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Trieste o Gorizia? si ritorna all'Italia degli anni venti? Con Monfalcone sotto Trieste e Grado ed il resto della Bisiacaria?

 
 
Era il 1923 quando si definiranno i confini della immensa provincia di Trieste che, rispetto ai 6 attuali, includeva cinque mandamenti e 46 comuni la gran parte dei quali in territorio occupato nell'attuale Slovenia. Poi, con il Trattato di Pace del 1947, contestato da più fronti, per ragioni di contesa con la Jugoslavia, i Comuni che facevano parte del mandamento di Monfalcone, della provincia di Trieste,(Doberdò del Lago, Fogliano di Monfalcone( oggi Fogliano Redipuglia), Grado, Monfalcone, Ronchi di Monfalcone ( Ronchi dei Legionari), San Canzian d'Isonzo, San Pier d'Isonzo,Staranzano, Turriaco) finiranno sotto la provincia di Gorizia. Poi sappiamo come è andata. Si abrogheranno le province, unicum in Italia, si proporranno 18 UTI, mai decollate, che hanno frammentato ancor di più un territorio organico e complesso come quello del FVG, e ora si ritorna al vecchio. Agli anni venti. Intanto, il dibattito, pare essere focalizzato sulle sorti di Monfalcone. Perchè Monfalcone, non potrà mai diventare capoluogo di provincia, è un paesone alla fine dei conti, e dipende in toto dai cantieri navali che ne hanno determinato vita, purtroppo anche morte, e fisionomia. Monfalcone aveva già in passato cercato di risucchiare i comuni confinanti, Ronchi e Staranzano, con un referendum sulla fusione, respinto in modo sonoro dalla popolazione. Ora, prova a trascinare il territorio in una nuova disputa. Con Trieste o Gorizia? Mentre il resto del Territorio, tace, come se non ne fosse in modo miope interessato. Ronchi ospita lo scalo del FVG, che si chiama, non a caso Trieste airport, uno scivolo verso Trieste. E' legata a Trieste anche per altri fattori,storici, come la Resistenza, ad esempio. La "Trieste" che poi sarà la Brigata Proletaria. Ma anche per fatti disdicevoli. Sarà il capo del fascio triestino, Giunta, poi segretario anche del PNF, ad apporre la targa che ricordava la permanenza di D'Annunzio a Ronchi, per la marcia di occupazione di Fiume che anticiperà quella di Roma. E l'ex via Trieste verrà soppressa per diventare, via D'Annunzio. E Grado? E gli altri comuni della Bisiacaria che vorranno fare? Che bivio sceglieranno? Tra Gorizia e Trieste? Poi, c'è anche il Friuli...
mb

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