I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

FVG: dall'operazione grande Tagliamento a quella contro i casalesi. Altro che finta emergenza migranti

Il FVG, terra le cui radici sono latine, germaniche e slave, supera di poco un milione di abitanti ed ha una incidenza di stranieri richiedenti asilo o titolari di protezione internazionale complessivamente dello 0,36%. Cioè neanche a 5000 migranti si arriva. E tutto ciò è bastato per militarizzare la regione, con i controlli ai confini, creare campagne di odio e paura. Tra telecamere ai confini, militari, ronde, CPR, e decreti sicurezza che invece andranno a determinare insicurezza, visto che centinaia di migranti rischiano di finire in mezzo alla strada, l'ossessione per una emergenza che non esiste se non nella mente di chi mente, ha prevalso. 
Quando invece la vera emergenza con cui fare i conti è quella che da tempo immemore si accanisce contro l'Italia pur essendo tristemente un prodotto rigorosamente made in Italy di cui avremmo fatto certamente a meno. Mafie e malaffare.  Questo 2018 il FVG ha chiuso con il "botto" in tal senso. Dall'operazione choc Grande Tagliamento chiamata così perchè eleva a manifesto dell’indagine vicende di vera e propria spartizione dei lavori da realizzare a destra e a sinistra del Tagliamento, fiume che divide il Friuli Venezia Giulia dal Veneto.  Dove Si parla di associazione a delinquere, turbativa d’asta, inadempimenti e frodi nelle pubbliche forniture, subappalti in violazione di legge e concussione. Su cose che poi incidono sulla vita di tutti noi. Pur non essendo mafia, è qualcosa di non meno importante. All'operazione contro i casalesi. Che porta alla conquista anche di "Pola" non nel modo in cui speravano forse nostalgici nazionalisti ma con le mafie, con la camorra.Si è passati da sfumature di mafie, a rischio radicamento, a segnali di stazionamento. Il FVG sta diventando ponte per le mafie verso Est e Ovest. E' difficile dire se oramai è tardi, di inchieste, denunce, e allarmi ne sono stati lanciati a bizzeffe nel tempo a partire dal nostro giornale, il Piccolo, in questi ultimi anni. Ma tutto pare essere caduto nel vuoto, salvo accendere il faro quando si realizzano operazioni come quelle che si commentano. Servono rinforzi di personale, servono strutture, servono mezzi e risorse, la vera emergenza è questa a non la pagliacciata populista dei "migranti". Il problema è che se la lotta alle mafie non porta voti, almeno in quantità notevole, quella contro i migranti, forse sì.
Marco Barone

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