Il FVG, terra le cui radici sono latine, germaniche e slave, supera di
poco un milione di abitanti ed ha una incidenza di stranieri richiedenti
asilo o titolari di protezione internazionale complessivamente dello 0,36%. Cioè neanche a 5000 migranti si arriva.
E tutto ciò è bastato per militarizzare la regione, con i controlli ai
confini, creare campagne di odio e paura. Tra telecamere ai confini, militari, ronde, CPR, e decreti sicurezza che invece andranno a determinare insicurezza, visto che centinaia di migranti rischiano di finire in mezzo alla strada, l'ossessione per una emergenza che non esiste se non nella mente di chi mente, ha prevalso.
Quando invece la vera emergenza con cui fare i conti è quella che da tempo immemore si accanisce contro l'Italia pur essendo tristemente un prodotto rigorosamente made in Italy di cui avremmo fatto certamente a meno. Mafie e malaffare. Questo 2018 il FVG ha chiuso con il "botto" in tal senso. Dall'operazione choc
Grande Tagliamento chiamata così perchè
eleva a
manifesto dell’indagine vicende di vera e propria spartizione dei lavori
da realizzare a destra e a sinistra del Tagliamento, fiume che divide
il Friuli Venezia Giulia dal Veneto. Dove Si parla di associazione a delinquere, turbativa d’asta, inadempimenti e frodi nelle pubbliche forniture, subappalti in violazione di legge e concussione. Su cose che poi incidono sulla vita di tutti noi. Pur non essendo mafia, è qualcosa di non meno importante. All'operazione
contro i casalesi. Che porta alla conquista anche di "Pola" non nel modo in cui speravano forse nostalgici nazionalisti ma con le mafie, con la camorra.Si è passati da sfumature di mafie, a rischio radicamento, a segnali di stazionamento. Il FVG sta diventando ponte per le mafie verso Est e Ovest. E' difficile dire se oramai è tardi, di inchieste, denunce, e allarmi ne sono stati lanciati a bizzeffe nel tempo a partire dal nostro giornale, il Piccolo, in questi ultimi anni. Ma tutto pare essere caduto nel vuoto, salvo accendere il faro quando si realizzano operazioni come quelle che si commentano. Servono rinforzi di personale, servono strutture, servono mezzi e risorse, la vera emergenza è questa a non la pagliacciata populista dei "migranti". Il problema è che se la lotta alle mafie non porta voti, almeno in quantità notevole, quella contro i migranti, forse sì.
Marco Barone
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