Il Friuli devastato dal maltempo è in Italia? No, perchè pare essere stato ignorato ma il 4 novembre tutti a sciacquarsi la bocca di retorica nazionalista

Nella prima seduta utile del Parlamento italiano subito dopo la fine della prima guerra mondiale si debuttò gridando: "L'Italia è compiuta".
Ad un prezzo enorme, catastrofico, e con la batosta subita da Caporetto si rischiava di "perdere" ciò che era stato annesso ben tempo prima dello scoppio della guerra, a partire da alcune zone del Friuli. Quel Friuli che è stato violentato da una forza della natura incredibile, in una regione dove è stato decretato lo stato d'emergenza. Comuni isolati, senza luce, con danni enormi. A partire da Sappada, da poco entrata in Friuli. Ma ciò è stato, nella migliore delle ipotesi solo sfiorato da qualche media nazionale, da altri, totalmente ignorato. 
E poi, il 4 novembre, tutti a sciacquarsi la bocca con la solita nauseante retorica nazionalista. Intanto, i friulani,che hanno conosciuto sciagure immani, dal Vajont, al terremoto, alle guerre, senza piagnistei, si son rimboccati le maniche e si son messi al lavoro. Come è nel loro stile. Quello stile che non è italiano, e dunque, no, il Friuli non è in Italia. Per come trattato, o meglio per come ignorato, e per la reazione avuta dai suoi cittadini.

Marco Barone
fonte foto social

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