Nel 2026, 80 anni dalla strage di Vergarolla, come per la strategia della tensione, senza verità, anche se non si era più in Italia

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  Ancora oggi non c'è una lapide istituzionale che ricordi a dovere le vittime della strage di Vergarolla di cui non si conosce il numero esatto dei morti, 64 furono  le vittime identificate. Quanto accaduto il 18 agosto del 1946 ha lasciato il segno indelebile nella storia delle complesse vicende del confine orientale spesso strumentalizzate per revisionismi storici, nazionalismi nostalgici, che nulla c'entrano con la verità e la giustizia negata alle vittime di quel fatto drammatico. Come accaduto durante lo stragismo neofascista durante la strategia della tensione, praticamente non vi è stata alcuna verità, nessuna inchiesta degna di nota. Solo supposizioni, teorie, ipotesi, spesso istanze degne di ultras più che di seguaci della verità. Quel fatto tragico è stato chiaramente utilizzato dalla retorica revisionista per le proprie battaglie ideologiche anticomuniste e contro la Jugoslavia comunista di Tito. Quando accadde quel fatto, Pola, era una zona enclave all'interno ...

Su 153 foto della CIA sull'Italia neanche una sul FVG

Si parte dalla meravigliosa Amalfi a cui sono dedicate una decina di foto e si termina con una foto satellitare che immortala la Sardegna e la Corsica in quella che potrebbe sembrare un lungo e secolare inseguimento.  153 sono le foto sul sito della CIA nella sezione dedicata all'Italia. Il ruolo da padrona, tanto per cambiare, la farà Roma, con un bel malloppo di foto, alcune anche ripetitive nello stile, ci sarà anche Firenze, Venezia,  Pisa con la sua torre, ci saranno località come Livorno o luoghi di montagna come la Val Gardena, si passerà dalla Sicilia alle Dolomiti,dal vino di Siena all'immancabile Pompei, ma mancheranno tante località, a partire da Milano, altre come Torino verranno fotografate solo dall'alto dal satellite, e mancherà anche il FVG, a partire dal suo capoluogo, Trieste, a cui la CIA ha dedicato parecchia attenzione soprattutto negli anni che furono quando qui, proprio per la questione di Trieste, si rischiava di far scoppiare la terza guerra mondiale. 

Marco Barone

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