Restaurata la tomba della famiglia Fontanot e il Monumento Ossario Partigiano

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Quando parliamo di certe vicende, c’è un dettaglio che spesso ci sfugge. Noi vediamo una pietra tombale, magari consumata dal tempo, e ci sembra soltanto un pezzo di marmo abbandonato nell'erba. E invece no! Dietro quella pietra c’è una storia immane, una di quelle storie che ti stringono la gola. Prendete i Fontanot. A Ronchi, e non solo qui, questo nome vuol dire qualcosa di enorme. Durante la Seconda guerra mondiale questa famiglia viene travolta da una tragedia tremenda, di quelle che la Resistenza ha preteso da chi ha scelto di non stare a guardare. Giovanni, finisce deportato a Dachau. Amido, che fa il commissario nella Brigata Garibaldi Trieste, cade al fronte nel '44. Licio — un ragazzo, gappista — si toglie la vita in carcere pur di non parlare sotto le torture dei fascisti.  Uno solo sopravvive a quell'inferno: Vinicio, comandante nei GAP e poi di un battaglione della Brigata Proletaria. Una storia talmente titanica che a Metlika, con cui sia...

La resa dei "conti" tra Italia, Europa e mercati è iniziata. L'Italia e gli italiani sempre più lontani dall'Europa





E' iniziato uno dei periodi più turbolenti per l'Italia dopo la crisi del 2007. Crisi che ha massacrato intere economie, visto commissariare democrazie, come quella greca, costringere Paesi, oltre alla Grecia, vedi Spagna, Portogallo e la stessa Italia ad attuare manovre economiche pesanti, austerità che ha comportato impoverimento, fuga dai rispettivi Paesi, depressione e declino. L'Italia in questa Europa ci ha rimesso tanto, anche se ha ottenuto forse non tanto, ma qualcosa certamente. Non è colpa dell'Europa se noi abbiamo ereditato un debito pubblico spaventoso, ma non è colpa neanche degli italiani. Continuare a rimanere in questa Europa è un salasso, ma un salasso inevitabile se non vogliamo fallire. Il Paese è fermo, non ne può più di austerità, di rigidità, di conti, vincoli, paletti, pareggi di bilancio ed altri tecnicismi che hanno fermato l'Italia, ammazzato i nostri Comuni, compromesso servizi sociali primari. L'Italia è allo sbando, crollano ponti, i Tribunali perdono pezzi, gli ospedali sono in condizioni spesso pietose, le scuole sono fuori norma, la disoccupazione è alle stelle, un Paese che si sta incattivendo, e questa cattiveria non porterà da nessuna parte.Nessuno ha la bacchetta magica. Ma vedere le reazioni tipiche dei mercati, della borsa, dello spread, dei soliti politicanti  persi per la via del tecnocratico, quando si propongono manovre non i linea con i sogni ed i desideri di chi ha determinato l'austerità, è un qualcosa che fa incazzare e allontana l'Italia e gli italiani sempre di più all'Europa. Non so se si arriverà a fare la fila per prelevare i soldi dalle banche, che tipi di disastri ci saranno o meno, so solo che qui si ripete un gioco che ha stufato tutti, con cui comunque i conti, piaccia o non piaccia, dovremmo farli. La resa dei conti tra Italia, Europa e mercati è iniziata.

Marco Barone

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