L'Atelier del Silenzio: storia incredibile di Afro, di un castello e della rinascita del Friuli

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      Dimenticatevi il solito castello medievale. Niente pietre fredde, niente polvere. No, qui stiamo parlando di una fortezza viva, spalancata sul mondo! Immaginatevi quest'uomo, Afro, immerso in quel verde friulano così prorompente. E lui che cosa fa? Lo prende e lo reinterpreta a modo suo, lo trasforma in quell'astrattismo pazzesco che lo renderà uno degli artisti italiani più celebri al mondo nel suo tempo. E guardate che c'è un parallelo fantastico! Pensate a Cy Twombly che si rinchiude nella sua fortezza a Bassano in Teverina, immerso nello splendore dell'accoglienza dei Franchetti... Ebbene, Afro vede questa cosa e segue esattamente quelle orme. Questo castello, sia chiaro, non riesce a comprarlo! Anche se era nei suoi desideri. Ma non si perde d'animo: se lo prende in affitto per anni e lo trasforma nel suo laboratorio creativo, nel suo rifugio d'arte. E allora la mostra “Afro al Castello di Prampero: l'Atelier del Silenzio (1961-1976)” ... non pote...

La resa dei "conti" tra Italia, Europa e mercati è iniziata. L'Italia e gli italiani sempre più lontani dall'Europa





E' iniziato uno dei periodi più turbolenti per l'Italia dopo la crisi del 2007. Crisi che ha massacrato intere economie, visto commissariare democrazie, come quella greca, costringere Paesi, oltre alla Grecia, vedi Spagna, Portogallo e la stessa Italia ad attuare manovre economiche pesanti, austerità che ha comportato impoverimento, fuga dai rispettivi Paesi, depressione e declino. L'Italia in questa Europa ci ha rimesso tanto, anche se ha ottenuto forse non tanto, ma qualcosa certamente. Non è colpa dell'Europa se noi abbiamo ereditato un debito pubblico spaventoso, ma non è colpa neanche degli italiani. Continuare a rimanere in questa Europa è un salasso, ma un salasso inevitabile se non vogliamo fallire. Il Paese è fermo, non ne può più di austerità, di rigidità, di conti, vincoli, paletti, pareggi di bilancio ed altri tecnicismi che hanno fermato l'Italia, ammazzato i nostri Comuni, compromesso servizi sociali primari. L'Italia è allo sbando, crollano ponti, i Tribunali perdono pezzi, gli ospedali sono in condizioni spesso pietose, le scuole sono fuori norma, la disoccupazione è alle stelle, un Paese che si sta incattivendo, e questa cattiveria non porterà da nessuna parte.Nessuno ha la bacchetta magica. Ma vedere le reazioni tipiche dei mercati, della borsa, dello spread, dei soliti politicanti  persi per la via del tecnocratico, quando si propongono manovre non i linea con i sogni ed i desideri di chi ha determinato l'austerità, è un qualcosa che fa incazzare e allontana l'Italia e gli italiani sempre di più all'Europa. Non so se si arriverà a fare la fila per prelevare i soldi dalle banche, che tipi di disastri ci saranno o meno, so solo che qui si ripete un gioco che ha stufato tutti, con cui comunque i conti, piaccia o non piaccia, dovremmo farli. La resa dei conti tra Italia, Europa e mercati è iniziata.

Marco Barone

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