Il maestro carnico Bertoli ed i grandi del '900 nel cuore di Tolmezzo dove l'arte si fa strada

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Quando parliamo di un uomo come Bertoli – nato a Illegio nel '33 – dobbiamo prima di tutto immaginarci cosa significava nascere in Carnia in quegli anni. Significa che la manovalanza, il lavoro duro, la fatica vera, tu la conosci fin da ragazzino, la tocchi con mano. Eppure, questo signore poi si occupa di design, fa il marketing pubblicitario... Ma la cosa straordinaria è un'altra: Bertoli è quel classico tipo di artista autodidatta con un talento talmente puro, talmente innato, che tu ti rendi conto che merita assolutamente di essere riscoperto, esplorato, capito fino in fondo. La prima vera svolta, la prima personale, arriva a Tolmezzo verso la fine degli anni Settanta, dopo le esposizioni alla galleria del Girasole di Udine. E oggi, la grande mostra di Palazzo Frisacco, sempre a Tolmezzo, è davvero il coronamento perfetto di una vita intera. Perché li vedete, i suoi quadri: dalle nature morte a questa pittura figurativa che è, in sostanza, una fotografia del quotidiano. È l...

La resa dei "conti" tra Italia, Europa e mercati è iniziata. L'Italia e gli italiani sempre più lontani dall'Europa





E' iniziato uno dei periodi più turbolenti per l'Italia dopo la crisi del 2007. Crisi che ha massacrato intere economie, visto commissariare democrazie, come quella greca, costringere Paesi, oltre alla Grecia, vedi Spagna, Portogallo e la stessa Italia ad attuare manovre economiche pesanti, austerità che ha comportato impoverimento, fuga dai rispettivi Paesi, depressione e declino. L'Italia in questa Europa ci ha rimesso tanto, anche se ha ottenuto forse non tanto, ma qualcosa certamente. Non è colpa dell'Europa se noi abbiamo ereditato un debito pubblico spaventoso, ma non è colpa neanche degli italiani. Continuare a rimanere in questa Europa è un salasso, ma un salasso inevitabile se non vogliamo fallire. Il Paese è fermo, non ne può più di austerità, di rigidità, di conti, vincoli, paletti, pareggi di bilancio ed altri tecnicismi che hanno fermato l'Italia, ammazzato i nostri Comuni, compromesso servizi sociali primari. L'Italia è allo sbando, crollano ponti, i Tribunali perdono pezzi, gli ospedali sono in condizioni spesso pietose, le scuole sono fuori norma, la disoccupazione è alle stelle, un Paese che si sta incattivendo, e questa cattiveria non porterà da nessuna parte.Nessuno ha la bacchetta magica. Ma vedere le reazioni tipiche dei mercati, della borsa, dello spread, dei soliti politicanti  persi per la via del tecnocratico, quando si propongono manovre non i linea con i sogni ed i desideri di chi ha determinato l'austerità, è un qualcosa che fa incazzare e allontana l'Italia e gli italiani sempre di più all'Europa. Non so se si arriverà a fare la fila per prelevare i soldi dalle banche, che tipi di disastri ci saranno o meno, so solo che qui si ripete un gioco che ha stufato tutti, con cui comunque i conti, piaccia o non piaccia, dovremmo farli. La resa dei conti tra Italia, Europa e mercati è iniziata.

Marco Barone

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