Quando a Ronchi nel 1890 si rischiò un incendio devastante

Correva il 6 agosto 1890, può iniziare così questa storia finita letteralmente nel dimenticatoio. Accaduta in una notte d'estate rovente a Ronchi sotto l'Impero asburgico.  Siamo intorno alla mezzanotte. Tutti dormono, o almeno ci provano, quando all'improvviso.  scoppia un temporale di quelli spaventosi tipici estivi.  E dove va a cadere un fulmine? Non su un albero in mezzo alla campagna ! Va a schiantarsi dritto sulla palazzina dell'elegante villa di Pongibeau. Una villa signorile.  Che in quel momento, peraltro, ospitava dei villeggianti di un certo rango: nientemeno che la famiglia del Cavaliere de Juriscovich, signori arrivati apposta da Trieste. Ora, la traiettoria di questo fulmine ha del romanzesco. Buca il soffitto, s'infila direttamente nella sala maggiore – immaginatevi il botto, la puzza di zolfo! – poi decide di scendere per le scale, attraversa la cucina, e va a finire la sua corsa nel cortile posteriore.  E sfortuna volle che in...

Il giusto seme è stato gettato a Ronchi per il 12 settembre. Diventerà data per l'antirazzismo e antifascismo




Da una parte il solito gruppo di nostalgici, tra stendardi della decima mas ed altri che ai più forse dicono poco, mantelli rossi, campane, una piazza che ha la giusta connotazione con simboli anche del ventennio, perchè quella è stata la rappresentazione della marcia di occupazione di Fiume, città oggi appartenente alla Croazia per chi non lo sapesse, una marcia che ha anticipato quella su Roma e che fungerà da facilatore per consegnare Fiume all'Italia fascista nel '24. Piazza insieme ai simboli della decima mas, che non ha nulla di strano, quella è la loro piazza, la loro manifestazione, la loro dimensione. Il problema è legittimarla quella piazza partecipandovi alla presenza di quei simboli.
E qui la democrazia non c'entra niente. Simboli che rappresentano una storia che i partigiani hanno combattuto, contrastato e sconfitto. Nel cuore di Ronchi, vi è il celebre muscolare monumento alla Resistenza realizzato nel '67 ed il palazzotto municipale inaugurato proprio nell'anno in cui in modo scellerato Ronchi di Monfalcone diventerà dei legionari, associando il proprio nome ad una pagliacciata narcisistica come direbbe Pasolini, ma che ha anche cagionato morte visto che l'Italia ha dovuto mandare il suo esercito regolare per liberare Fiume occupata dalle truppe dei legionari.
Come se oggi anche dei paramilitari occupassero una città straniera rivendicata da qualche capriccioso nazionalista e l'Italia mandasse l'esercito per contrastarli e liberare la città, sarebbe a dir poco incredibile, sconcertante legittimare gli occupatori.
Il vento dell'odio fascista e razzista è partito o si è rinvigorito proprio in quel tempo e continua a soffiare ancora oggi.

Cosa c'entra il razzismo di D'Annunzio verso i croati, che definiva in modo squallido in diversi modi, con il '68? Visto che qualcuno sostiene addirittura che avrebbe anticipato il '68? Farebbero bene costoro a leggersi Pasolini per sapere cosa pensava di D'Annunzio.Cosa c'entra l'eversione militarista di Fiume con lo spirito dell'antifascismo? Niente.

Qualche manciata di legionari, su poco più di un migliaio circa, diventeranno antifascisti, certo. Altri, come Giunta, giusto uno a caso, sarà il capo del fascio triestino e segretario del PNF e collocherà di persona la targa che ricorda la permanenza di D'Annunzio a Ronchi, perchè nessuno di Ronchi si rese ovviamente disponibile. Perchè non lo si ricorda come legionario di D'Annunzio?

Come diversi fascisti dopo l'8settembre del '43 cambieranno sponda per ragioni di opportunismo, e quindi? O vogliamo parlare della Carta del Carnaro? Il cui gran parte del contenuto diventerà ispirazione per il corporativismo fascista? Non a caso Mussolini recepirà tale disposizioni nel suo regime, affermando che il corporativismo "è la pietra angolare dello Stato fascista, anzi lo Stato fascista o è corporativo o non è fascista".
Dicono che è mazziniana, certo, anche i casapoundisti, nel loro programma politico dicono di ispirarsi a principi "mazziniani, corridoniani, futuristi, dannunziani, gentiliani, pavoliniani e mussoliniani".Carta per diversi aspetti delirante e fortemente nazionalista. La storia parla chiaramente, aggrapparsi sugli specchi per cercare di dare legittimazione ad una roba che non può conoscere legittimazione nell'Italia che si ritrova nello spirito antifascista ed europeista di Ventotene è veramente surreale.
Il fiumanesimo e D'Annunzio stanno all'antifascismo, alle rivoluzioni culturali e politiche del '68, come i pinguini stanno al deserto.

Il 12 settembre sarà anche e soprattutto il giorno in cui a Ronchi si presiederà la piazza, per portare contenuti antirazzisti, antifascisti ricollegandosi alla prima battaglia partigiana di Gorizia e opporsi a quelle celebrazioni inconciliabili con la storia di Ronchi, del mandamento, del Territorio e soprattutto con la memoria antifascista del nostro Paese. Questo è  quanto emerso nel presidio partecipato che ha visto la presenza anche di una rappresentante del Comune di Turriaco con tanto di fascia tricolore oltre a diversi partiti, sindacati e varie realtà associative.  La strada è tracciata , il  giusto seme, dopo anni di lavoro è stato gettato, anche in vista del centenario della Marcia su Fiume che avverrà ne 2019.

Marco Barone

 


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