La celebrazione del fascismo della passeggiata di Ronchi di D'Annunzio e l'occupazione di Fiume

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Mio caro compagno, Il dado è tratto. Parto ora. Domattina prenderò Fiume con le armi. Il Dio d'Italia ci assista. Mi levo dal letto febbricitante. Ma non è possibile differire. Ancora una volta lo spirito domerà la carne miserabile. Riassumete l'articolo !! che pubblicherà la Gazzetta del Popolo e date intera la fine . E sostenete la causa vigorosamente, durante il conflitto. Vi abbraccio Non sarà stato forse un fascista dichiarato, D'Annunzio, certo è che non fu mai antifascista, era lui che aspirava a diventare il duce d'Italia e la prima cosa che fece, all'atto della partenza da Ronchi per andare ad occupare Fiume, fu quella di scrivere a Mussolini, per ottenere il suo sostegno. Perchè D'Annunzio ne aveva bisogno. Il fascismo fu grato a D'Annunzio, per il suo operato,  tanto che si adoperò anche per il restauro e la sistemazione della casa dove nacque D'Annunzio e morì la madre. E alla notizia della morte, avvenuta il 1 marzo del 193

Facciamo nostro lo spirito di Livorno. Cittadinanza onoraria agli "stranieri" nati in Italia



Lo chiamano spirito di Livorno. Uno spirito che nasce da quel motore cittadino che non ha mai rinnegato i suoi tradizionali valori di libertà, uguaglianza e fratellanza che caratterizzano il cuore e l'anima della nostra Costituzione .Spirito di Livorno che porterà a conferire cittadinanze onorarie a i bimbi stranieri nati in Italia. Atto simbolico potente.
Come è noto in Italia la questione della regolamentazione della cittadinanza è abbastanza rigida. Cittadinanza che indicherebbe come concetto il rapporto tra un individuo e lo Stato, ed è in particolare uno status, denominato civitatis, al quale l’ordinamento giuridico ricollega la pienezza dei diritti civili e politici. Pienezza che viene negato a migliaia di migliaia di persone a causa di una legge vetusta, che pur essendo italiani, sentendosi italiani ed europei, formalmente non possono esserlo se non solo dopo le lunghe peripezie burocratiche. Perchè la cittadinanza italiana si acquista iure sanguinis, cioè se si nasce o si è adottati da cittadini italiani. Poi ci sono delle varianti. Come la possibilità residuale di acquisto iure soli, se si nasce sul territorio italiano da genitori apolidi o se i genitori sono ignoti o non possono trasmettere la propria cittadinanza al figlio secondo la legge dello Stato di provenienza, o per elezione se si nasce in Italia da genitori stranieri e ci si risiede legalmente ed ininterrottamente fino ai 18 anni; o se nato in Italia e vi risiede legalmente da almeno 3 anni o se risiede legalmente in Italia da almeno 10 anni. Atto simbolico, quello del conferimento della cittadinanza italiana onoraria, in una Italia che ha ancora migliaia di cittadinanze onorarie conferite a Mussolini ed altri personaggi della storia a cui non meriterebbe essere intitolata neanche mezza via, atto  che serve a far sentire più italiani ed europei cittadini e persone che non possono ancora esserlo non per loro colpa e neanche per loro scelta ma a causa di un sistema anacronistico. In un mondo di 7 miliardi ed oltre di persone ed in un Paese in declino come l'Italia con un calo demografico sconcertante è inaccettabile pretendere di chiudersi a riccio. Il futuro è la condivisione globale dei diritti, il futuro sono società multietniche, plurali, il passato sono nazionalismi tanto ridicoli quanto pericolosi. Raccogliamo nelle nostre città lo spirito di Livorno, facendo la stessa cosa, conferendo la cittadinanza onoraria italiana a chi è nato in Italia, affinchè ciò possa servire per smuovere in modo decisivo le acque su cui tutti navighiamo pur non essendo tutti ancora evidentemente sulla stessa barca.
Marco Barone 
 
 

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