Nel monfalconese furono in migliaia a volere la Jugoslavia di Tito e il comunismo e non furono loro gli anti italiani

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Per raccontare la storia di un territorio, di un pezzo di terra così tormentato, bisognerebbe avere in mano gli attrezzi del mestiere. E invece, guardiamoci intorno: cosa vediamo? Vediamo la Storia ridotta a una merce da svendita, usata e calpestata da una politica da quattro danari. Una politica che parla a una società che, diciamocelo chiaramente, è diventata un po' burbera, un po' vuota, terribilmente approssimativa. Si specula sull’ignoranza, si usano i dogmi della propaganda come se fossero verità rivelate. E badate bene, questo è esattamente quello che è successo per decenni sul confine orientale. L’Italia sfracellata e la ricerca della verginità. Dobbiamo immaginarci l’Italia del '45. È un Paese sfracellato, uscito a pezzi dalla seconda guerra mondiale. Si è salvato il salvabile solo grazie alla Resistenza, solo perché a un certo punto si è deciso di rinnegare i nazisti — di tradirli, se vogliamo usare le parole forti della cronaca. E allora cosa fa, questa nuova Ita...

Facciamo nostro lo spirito di Livorno. Cittadinanza onoraria agli "stranieri" nati in Italia



Lo chiamano spirito di Livorno. Uno spirito che nasce da quel motore cittadino che non ha mai rinnegato i suoi tradizionali valori di libertà, uguaglianza e fratellanza che caratterizzano il cuore e l'anima della nostra Costituzione .Spirito di Livorno che porterà a conferire cittadinanze onorarie a i bimbi stranieri nati in Italia. Atto simbolico potente.
Come è noto in Italia la questione della regolamentazione della cittadinanza è abbastanza rigida. Cittadinanza che indicherebbe come concetto il rapporto tra un individuo e lo Stato, ed è in particolare uno status, denominato civitatis, al quale l’ordinamento giuridico ricollega la pienezza dei diritti civili e politici. Pienezza che viene negato a migliaia di migliaia di persone a causa di una legge vetusta, che pur essendo italiani, sentendosi italiani ed europei, formalmente non possono esserlo se non solo dopo le lunghe peripezie burocratiche. Perchè la cittadinanza italiana si acquista iure sanguinis, cioè se si nasce o si è adottati da cittadini italiani. Poi ci sono delle varianti. Come la possibilità residuale di acquisto iure soli, se si nasce sul territorio italiano da genitori apolidi o se i genitori sono ignoti o non possono trasmettere la propria cittadinanza al figlio secondo la legge dello Stato di provenienza, o per elezione se si nasce in Italia da genitori stranieri e ci si risiede legalmente ed ininterrottamente fino ai 18 anni; o se nato in Italia e vi risiede legalmente da almeno 3 anni o se risiede legalmente in Italia da almeno 10 anni. Atto simbolico, quello del conferimento della cittadinanza italiana onoraria, in una Italia che ha ancora migliaia di cittadinanze onorarie conferite a Mussolini ed altri personaggi della storia a cui non meriterebbe essere intitolata neanche mezza via, atto  che serve a far sentire più italiani ed europei cittadini e persone che non possono ancora esserlo non per loro colpa e neanche per loro scelta ma a causa di un sistema anacronistico. In un mondo di 7 miliardi ed oltre di persone ed in un Paese in declino come l'Italia con un calo demografico sconcertante è inaccettabile pretendere di chiudersi a riccio. Il futuro è la condivisione globale dei diritti, il futuro sono società multietniche, plurali, il passato sono nazionalismi tanto ridicoli quanto pericolosi. Raccogliamo nelle nostre città lo spirito di Livorno, facendo la stessa cosa, conferendo la cittadinanza onoraria italiana a chi è nato in Italia, affinchè ciò possa servire per smuovere in modo decisivo le acque su cui tutti navighiamo pur non essendo tutti ancora evidentemente sulla stessa barca.
Marco Barone 
 
 

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