I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Dalla Portacontainers di Ugo Guarino al manifesto di Marina Abramovic per la Barcolana, quando la differenza è ciò che trasporti




Trieste e mare sono una cosa sola, intima, indivisibile. Trieste deve la sua fortuna, e bellezza al suo storico porto, quando divenne il porto di Vienna, un porto che poi ha conosciuto nel corso del tempo alti e bassi, ma la bellezza del suo centro imperiale è dovuto al suo porto. Ugo Guarino noto e storico artista triestino nella zona del ghetto di Trieste ha rappresentato in modo semplice e lineare la globalità di Trieste attraverso una linea semplice, banale ma viva e colorata e potente. Una linea dalla quale nasce una portacontainers ricca di merce da distribuire in più porti, da Oslo, a Londra, da Sydney a Mombasa. Merce per il mondo, merce nel mondo. Qualche anno dopo, anno 2018, da una nota artista, Marina Abramovic, viene realizzato un manifesto, semplice, banale, immediato, ma potente a livello comunicativo. Come il disegno Da Trieste per i porti del mondo di Guarino. Per i 50 anni della Barcolana. Che anno dopo anno diventa sempre più attrattiva e interessante e si fa conoscere sempre di più oltre i confini nazionali. Siamo tutti nella stessa barca, diceva il messaggio. Ed il contesto era semplicemente di natura ambientalista. Qualcuno è stato disturbato da quel manifesto, perchè ha pensato ad una campagna politica contro il governo sulla questione dei migranti, una sorta di denuncia sul modo vergognoso di come l'Italia si è comportata verso i migranti costretti a rimanere in balia del mare per giorni e giorni, pur essendo il nostro il porto più vicino. Censurato. A Trieste non verrà diffuso pubblicamente, altrove sì, ma non a Trieste per la Barcolana. In un solo colpo si è reso quel manifesto famoso ed è diventato un simbolo per un qualcosa per cui non era proprio stato concepito e pensato. Se invece di parlare di persone, si fosse parlato semplicemente di merce, come nel disegno di Guarino, le reazioni probabilmente sarebbero state diverse. Questo è ciò su cui si dovrà anche riflettere.

Marco Barone

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