Migliaia i comuni che hanno visto il proprio nome cambiato dal fascismo

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  Come tutti i regimi di ogni epoca anche il fascismo come è ben noto ha voluto il proprio marchio, il suo segno, che resiste ai tempi, nei nomi dei luoghi. Oltre ad aver sradicato identità secolari famigliari con l'italianizzazione dei cognomi e anche dei nomi delle persone, fenomeno cruento avvenuto soprattutto nelle regioni del confine, si è scatenato con una inventiva con pochi precedenti anche nella trasformazione dei nomi dei luoghi, con la toponomastica ed odonomastica. Migliaia i comuni e le località che videro i propri nomi essere stravolti, tramite il processo di italianizzazione con lo scopo di romanizzare la località, di annientarne le origini identitarie considerate come non italianissime o con lo scopo di celebrarne l'atto politico funzionale allo spirito e causa fascista. Di casi se ne registrano a bizzeffe. Da Monteleone di Calabria, diventata Vibo Valentia, a Ronchi di Monfalcone, diventata Ronchi dei Legionari per celebrare l'atto eversivo della presa di...

A Ronchi i cittadini si mobilitano per dire no all'abbattimento di 60 tigli secolari


Nel programma lavori pubblici 2018/2010 si dice chiaramente che nella via Duca d’Aosta di Ronchi è previsto il completamento rifacimento marciapiede (tra via Mazzini e via Berini) e sostituzione di tutte le alberature stradali. Cioè 63 tigli secolari rischiano di essere abbattuti, con una sostituzione che dovrebbe riguardare solo una quarantina di alberi. Si parla di carpini, simili a quelli situati nella via D'Annunzio. Certamente non belli da vedere.
Ma non è tanto una battaglia per l'estetica ma per la difesa del verde pubblico quello che il comitato nato a Ronchi con il sostegno de circolo Zanutto di Legambiente di Monfalcone ha avviato a settembre, con l'adesione di decine e decine di cittadini. Il primo passo che farà il comitato sarà quello di avviare una petizione popolare con la quale in modo tanto sintetico quanto efficace si invita semplicemente il Comune di Ronchi a rispettare i tigli di via Duca D'Aosta diventati un simbolo della cittadina, tra le altre cose.
Alberi che potrebbero rientrare anche sotto la tutela della legge 10 del 2013, per quanto concerne gli alberi monumentali. E' emersa da parte del comitato la preoccupazione per lo stato della tenuta del verde pubblico a Ronchi, cittadina che paga sicuramente una grave carenza di dipendenti ma anche una incompresa visione e forse una mera assenza di progettualità sul verde. Non si sa se esiste un un censimento del verde, delle valutazioni, delle pianificazioni, come per esempio fatto dal vicino comune di Gradisca. così come più di qualcuno ha evidenziato la necessità di realizzare una commissione ambientale. Potrebbe Ronchi diventare il giardino della Bisiacaria, ma al momento deve fare i conti con il rischio di veder abbattuti  circa 60 tigli secolari. Stante le preoccupazioni come evidenziate dal comitato. Alberi che meriterebbero tutela, delle aiuole adeguate che ne possano garantire un maggior respiro e cura.
Il poeta francese Bobin scrisse che "i passeri volano via dal fogliame del tiglio come le parole dalla bocca di un saggio". Speriamo che questa saggezza sia propria di Ronchi.

Marco Barone

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