A Monfalcone è in corso la gentrificazione del "centro storico": allontanare categorie sociali marginali per diventare enclave esclusive

Parlare di centro storico a Monfalcone potrebbe sembrare per diversi aspetti una forzatura, perchè non ha un centro "storico" la cittadina bisiaca che possa essere inquadrato effettivamente come tale. Comunque sia, come è noto, da tempo vi è una disputa importante tra due vie parallele, tra la più borghese Corso del Popolo, dove sorge anche il teatro cittadino, e poche attività gestite da cittadini "stranieri" e la più "popolare", perchè più vissuta, via S. Ambrogio che è diventata la via di riferimento delle comunità straniere, soprattutto bengalesi, presenti in Monfalcone. A Monfalcone si sta svolgendo una battaglia enorme che ha lo scopo di allontanare  determinate categorie sociali dal centro storico, per relegarle alle periferie o comuni limitrofi, per rendere il centro di Monfalcone più borghese, appetibile alla borghesia.
Questo fenomeno, che è proprio di alcune realtà metropolitane europee, che riguarda soprattutto città che non possono essere minimamente paragonate a Monfalcone, che per numero di abitanti che ha potrebbe corrispondere ad un paio di vie messe insieme di qualche città europea, ha un chiaro nome.

Si tratta della gentrificazione. Concetto che a Monfalcone sarebbe il caso di iniziare ad appuntarsi e monitorare. 

Sulla Treccani si legge: "opportunità di profitto per il capitale privato, che ha interesse – attraverso le istituzioni locali – ad avviare processi di riqualificazione nelle aree maggiormente attrattive, con il conseguente aumento dei prezzi degli immobili. La g. conduce dunque alla creazione di vere e proprie «enclave esclusive» che, stabilendo nuove centralità di localizzazione, provocano l’allontanamento delle categorie sociali marginali. In tal senso, il fenomeno contribuisce a una materializzazione spaziale della polarizzazione sociale, esito a livello urbano dei processi di globalizzazione."

Su Wikipedia si riporta, sul punto, quanto ora segue: A tal proposito C. Hamnett scrive:
«Ella identificò la gentrification in un processo complesso, o un insieme di processi, che comporta il miglioramento fisico del patrimonio immobiliare, il cambiamento della gestione abitativa da affitto a proprietà, l'ascesa dei prezzi, e l'allontanamento o sostituzione della popolazione operaia esistente da parte delle classi medie.»
Questi cambiamenti non si verificano solo nelle periferie urbane, ma soprattutto nei centri storici e nei quartieri centrali, nelle zone con un certo degrado da un punto di vista edilizio e con costi abitativi bassi. Nel momento in cui queste zone vengono sottoposte a restauro e miglioramento urbano, tendono a far affluire su di loro nuovi abitanti ad alto reddito e ad espellere i vecchi abitanti a basso reddito, i quali non possono più permettersi di risiedervi.

Fenomeno che non interessa unicamente la questione della residenza nella via o zona di riferimento ma anche le soggettività chiamate a frequentare il luogo di riferimento, passando dall'apertura o gestione di specifici esercizi commerciali, alla semplice utenza.
Tradotto in soldoni come avviene di norma questo processo? 
Ad esempio disincentivando il centro oggetto del processo di gentrificazione alle soggettività che si vogliono escludere, toccando più sfere, che possono passare dalla semplice ordinanza che vieta o inibisce l'esercizio di alcune attività, alla rimozione di punti di aggregazione, al rendere chiusi o ad accesso limitato servizi pubblici e non di diverso tenore soprattutto nella zona di riferimento come le scuole ad una categoria di soggettività ben definite, favorendo anche indirettamente un chiaro processo di esclusione, recuperando una presunta "identità" storica del luogo, passando dall'abbellimento, al restauro o ristrutturazione, attingendo anche specifici finanziamenti in materia, con lo scopo di perseguire non tanto una banale riqualificazione estetica del luogo oggetto della "contesa" ma di renderlo fruibile  ed accessibile, una volta compiuto il processo, esclusivamente ad una cerchia elitaria e ben limitata di soggettività, ovvero la borghesia cittadina di riferimento.
Marco Barone 

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