Nel 2026, 80 anni dalla strage di Vergarolla, come per la strategia della tensione, senza verità, anche se non si era più in Italia

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  Ancora oggi non c'è una lapide istituzionale che ricordi a dovere le vittime della strage di Vergarolla di cui non si conosce il numero esatto dei morti, 64 furono  le vittime identificate. Quanto accaduto il 18 agosto del 1946 ha lasciato il segno indelebile nella storia delle complesse vicende del confine orientale spesso strumentalizzate per revisionismi storici, nazionalismi nostalgici, che nulla c'entrano con la verità e la giustizia negata alle vittime di quel fatto drammatico. Come accaduto durante lo stragismo neofascista durante la strategia della tensione, praticamente non vi è stata alcuna verità, nessuna inchiesta degna di nota. Solo supposizioni, teorie, ipotesi, spesso istanze degne di ultras più che di seguaci della verità. Quel fatto tragico è stato chiaramente utilizzato dalla retorica revisionista per le proprie battaglie ideologiche anticomuniste e contro la Jugoslavia comunista di Tito. Quando accadde quel fatto, Pola, era una zona enclave all'interno ...

Si farà la fine del 3%?


L'Europa è in fase calante in modo impressionante. Tra meno di 50anni sarà il Vecchio Continente per eccellenza, nel senso che sarà la regione con la popolazione più anziana del globo e rappresenterà solo il 5% della popolazione mondiale. 
In un mondo dove si andrà diritti diritti verso i 10 miliardi di abitanti, con diseguaglianze sociali in crescita, povertà in crescita. Le migrazioni hanno sempre fatto parte della storia dell'umanità. Non esiste era senza migrazioni. Fino a quando esisterà l'uomo esisteranno le migrazioni. Il punto è che si sta effettivamente andando verso la selezione delle migrazioni. Così è avvenuto in Germania, dove si sono scelti a detta loro i migliori richiedenti asilo provenienti da una determinata area geografica.
L'Europa si sta chiudendo, come si sono chiuse già altre zone del mondo. Per entrare in America ad esempio devi fare affidamento alla sorte.  Vi è stata una serie televisiva su Netflix molto interessante, si chiamava 3%.
Il 97% della popolazione mondiale vive in stato di povertà, il 3% può farcela e finire nel mondo "giusto" con regole però spietate. Competizione, individualismo e cinismo. Il tutto attraverso un processo di selezione che ti condurrà verso il lato "migliore" del mondo, l'Offshore. 
E' verso questa direzione che stiamo finendo? Chiudere le frontiere, respingere, barricarsi, per selezionare coloro che saranno funzionali al "nuovo ordine" che si sta costruendo in un mondo sull'orlo di una crisi di nervi altamente pericolosa.

Marco Barone

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