Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

Immagine
  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

Si farà la fine del 3%?


L'Europa è in fase calante in modo impressionante. Tra meno di 50anni sarà il Vecchio Continente per eccellenza, nel senso che sarà la regione con la popolazione più anziana del globo e rappresenterà solo il 5% della popolazione mondiale. 
In un mondo dove si andrà diritti diritti verso i 10 miliardi di abitanti, con diseguaglianze sociali in crescita, povertà in crescita. Le migrazioni hanno sempre fatto parte della storia dell'umanità. Non esiste era senza migrazioni. Fino a quando esisterà l'uomo esisteranno le migrazioni. Il punto è che si sta effettivamente andando verso la selezione delle migrazioni. Così è avvenuto in Germania, dove si sono scelti a detta loro i migliori richiedenti asilo provenienti da una determinata area geografica.
L'Europa si sta chiudendo, come si sono chiuse già altre zone del mondo. Per entrare in America ad esempio devi fare affidamento alla sorte.  Vi è stata una serie televisiva su Netflix molto interessante, si chiamava 3%.
Il 97% della popolazione mondiale vive in stato di povertà, il 3% può farcela e finire nel mondo "giusto" con regole però spietate. Competizione, individualismo e cinismo. Il tutto attraverso un processo di selezione che ti condurrà verso il lato "migliore" del mondo, l'Offshore. 
E' verso questa direzione che stiamo finendo? Chiudere le frontiere, respingere, barricarsi, per selezionare coloro che saranno funzionali al "nuovo ordine" che si sta costruendo in un mondo sull'orlo di una crisi di nervi altamente pericolosa.

Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?