Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

Relazione DIA: sul territorio del FVG registrate presenze di soggetti collegati alla 'ndrangheta

Mentre si parla del più e del meno, il problema dei problemi che affligge l'Italia, che è un prodotto effettivamente made in Italy, non attira più di tanto l'attenzione mediatica, l'opinione pubblica. Non scandalizza. Salvo quando si tratta di creare qualche notizia ad effetto o ci si deve fare belli in TV per apparire come il nuovo paladino o paladina dell'antimafia. In FVG la questione mafie è un fatto notorio e problematico. 
Nella relazione della DIA a conclusione del 2017, la regione ha un breve trafiletto, nel secondo semestre del 2017, non più una sezione singola ,come nel primo semestre ma affiancata al Trentino Alto Adige. Si parla specificatamente del problema 'ndrangheta. Così si legge: "Per quanto in Friuli Venezia Giulia non si sia finora registrato un vero e proprio radicamento da parte di compagini ‘ndranghetiste, non mancano segnali relativi ad interessi malavitosi, finalizzati in primo luogo al riciclaggio dei proventi illeciti. Sul territorio è stata, infatti, nel tempo registrata la presenza di soggetti collegati a cosche calabresi che operano con ditte interessate al settore edile, estrattivo, dell’abbigliamento221 e del trasporto in conto terzi. Il Trentino Alto Adige, pur essendosi dimostrato, negli anni, poco permeabile alle infiltrazioni della criminalità organizzata, resta comunque un’area appetibile per possibili attività di riciclaggio."
Complessivamente risultano essere state controllate 313 persone fisiche ,91 imprese e 297 mezzi con 5 accessi nei cantieri.
Le operazioni che si segnalano in merito al 2017 sono le seguenti. Al riguardo, il 7 luglio 2017, militari della Guardia di finanza di Trieste hanno tratto in arresto, a Scafati (SA), 5 persone indiziate di traffico di tabacchi e sottoposto a sequestro circa tre tonnellate e mezzo di sigarette, per un valore complessivo di circa 600 mila euro.

Si segnala che è rilevante  il danno anche per il made in Italy. I prodotti contraffatti arrivano dalla Cina soprattutto attraverso i porti di Napoli, Gioia Tauro (RC), Taranto, Ancona, Genova, Trieste, Venezia e Livorno, principali punti di approdo della merce illegale. Mentre nella Provincia di Pordenone, inoltre, il 6 dicembre 2017, l’Arma dei carabinieri ha tratto in arresto 3 trafficanti di droga fasanesi e due albanesi, sequestrando kg. 42 di marijuana destinata a rifornire alcune zone del Nord-Ovest.
 
Marco Barone 

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