Nel 2026, 80 anni dalla strage di Vergarolla, come per la strategia della tensione, senza verità, anche se non si era più in Italia

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  Ancora oggi non c'è una lapide istituzionale che ricordi a dovere le vittime della strage di Vergarolla di cui non si conosce il numero esatto dei morti, 64 furono  le vittime identificate. Quanto accaduto il 18 agosto del 1946 ha lasciato il segno indelebile nella storia delle complesse vicende del confine orientale spesso strumentalizzate per revisionismi storici, nazionalismi nostalgici, che nulla c'entrano con la verità e la giustizia negata alle vittime di quel fatto drammatico. Come accaduto durante lo stragismo neofascista durante la strategia della tensione, praticamente non vi è stata alcuna verità, nessuna inchiesta degna di nota. Solo supposizioni, teorie, ipotesi, spesso istanze degne di ultras più che di seguaci della verità. Quel fatto tragico è stato chiaramente utilizzato dalla retorica revisionista per le proprie battaglie ideologiche anticomuniste e contro la Jugoslavia comunista di Tito. Quando accadde quel fatto, Pola, era una zona enclave all'interno ...

2019: Harakiri dell'Europa?

Oltre 700 deputati chiamati a rappresentare poco più di 500 milioni di abitanti. Dal 1979 si vota per l'elezione del Parlamento europeo, elezioni note come europee. Si svolgeranno nel 2019, tra il 23 e 26 maggio, non ci sarà questa volta il Regno Unito e soprattutto si rischierà il suicidio dell'Europa proprio attraverso quello che effettivamente è uno strumento, un mezzo, un metodo, che non attrae più, la democrazia elettorale. Eppure le prossime elezioni saranno le più importanti di sempre.  Il Parlamento, insieme ai rappresentanti dei governi dell'UE riuniti nel Consiglio, è responsabile dell'adozione della legislazione dell'UE. Nel quadro della procedura legislativa ordinaria, entrambe le istituzioni agiscono su un piano di parità in veste di colegislatori. In casi particolari possono essere applicate altre procedure. Il Parlamento e il Consiglio devono accordarsi sul bilancio annuale dell'UE. I deputati vigilano sull'attività delle istituzioni dell'UE, in particolare della Commissione europea, l'organo esecutivo dell'UE. Ha funzioni politiche importanti il Parlamento. Ma qui si prospetta una vittoria dei "sovranisti" delle destre nazionaliste. Ed avere una maggioranza nazionalista comporterà la fine dell'Unione Europea. Inutile girarci attorno, il quadro è questo. Certamente molto ha fatto la stessa UE per arrivare a questo punto. A partire da una globalizzazione selvaggia e da politiche liberiste estreme che hanno favorito diseguaglianze e ucciso economie e identità. E chi ha potuto è andato via, a gambe levate, come il Regno Unito. Mentre l'Europa cerca di allargarsi verso l'Est che è dimora di nazionalismi perfetti. Insomma il conto alla rovescia è iniziato. L'esito delle prossime elezioni sarà cruciale, di una importanza fondamentale. Se vinceranno, come pare sembrare, le destre nazionaliste, salterà tutto, ci saranno effetti a catena ingovernabili e devastanti. Il 2019 è l'anno della verità. Per questo sarà importante recarsi a votare e votare per una Unione Europea certamente da riformare profondamente, ma che sappia fermare i nazionalismi. Altrimenti qui di muri di Berlino o di Gorizia ne sorgeranno ovunque. La campagna elettorale è iniziata da tempo, ma qui gli unici a parlare sono solo i nazionalisti, i sostenitori dell'Europa dove sono?

Marco Barone

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