I simboli rubati di Monfalcone: la campana del Vate e il feretro conteso di Enrico Toti

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  Diciamolo pure, c’è un dettaglio affascinante e al tempo stesso quasi tragicomico quando si guarda alla storia di Monfalcone, questa città che a un certo punto si ritrova letteralmente spogliata dei suoi simboli. E sono due vicende straordinarie, legate a quel clima incandescentissimo del nazionalismo italiano. Da una parte c'è Gabriele D’Annunzio. Nel 1919, mentre i suoi legionari marciano verso la città per ricongiungersi con gli ufficiali pronti a seguire il Vate alla conquista di Fiume, succede una cosa singolare.  Vedono una campanella, una minuscola campana, quella di San Polo. Per i monfalconesi era un pezzo d'anima, un simbolo identitario fortissimo. Ma D’Annunzio — ed è un fatto noto — era un collezionista ossessivo, accumulava qualsiasi oggetto gli capitasse a tiro. La sua dimora era letteralmente un museo straripante. E così la campanella sparisce, finisce dritta nella stanza del Lebbroso al Vittoriale. Da lì, nonostante le rimostranze e le rivendicazioni sacrosan...

2019: Harakiri dell'Europa?

Oltre 700 deputati chiamati a rappresentare poco più di 500 milioni di abitanti. Dal 1979 si vota per l'elezione del Parlamento europeo, elezioni note come europee. Si svolgeranno nel 2019, tra il 23 e 26 maggio, non ci sarà questa volta il Regno Unito e soprattutto si rischierà il suicidio dell'Europa proprio attraverso quello che effettivamente è uno strumento, un mezzo, un metodo, che non attrae più, la democrazia elettorale. Eppure le prossime elezioni saranno le più importanti di sempre.  Il Parlamento, insieme ai rappresentanti dei governi dell'UE riuniti nel Consiglio, è responsabile dell'adozione della legislazione dell'UE. Nel quadro della procedura legislativa ordinaria, entrambe le istituzioni agiscono su un piano di parità in veste di colegislatori. In casi particolari possono essere applicate altre procedure. Il Parlamento e il Consiglio devono accordarsi sul bilancio annuale dell'UE. I deputati vigilano sull'attività delle istituzioni dell'UE, in particolare della Commissione europea, l'organo esecutivo dell'UE. Ha funzioni politiche importanti il Parlamento. Ma qui si prospetta una vittoria dei "sovranisti" delle destre nazionaliste. Ed avere una maggioranza nazionalista comporterà la fine dell'Unione Europea. Inutile girarci attorno, il quadro è questo. Certamente molto ha fatto la stessa UE per arrivare a questo punto. A partire da una globalizzazione selvaggia e da politiche liberiste estreme che hanno favorito diseguaglianze e ucciso economie e identità. E chi ha potuto è andato via, a gambe levate, come il Regno Unito. Mentre l'Europa cerca di allargarsi verso l'Est che è dimora di nazionalismi perfetti. Insomma il conto alla rovescia è iniziato. L'esito delle prossime elezioni sarà cruciale, di una importanza fondamentale. Se vinceranno, come pare sembrare, le destre nazionaliste, salterà tutto, ci saranno effetti a catena ingovernabili e devastanti. Il 2019 è l'anno della verità. Per questo sarà importante recarsi a votare e votare per una Unione Europea certamente da riformare profondamente, ma che sappia fermare i nazionalismi. Altrimenti qui di muri di Berlino o di Gorizia ne sorgeranno ovunque. La campagna elettorale è iniziata da tempo, ma qui gli unici a parlare sono solo i nazionalisti, i sostenitori dell'Europa dove sono?

Marco Barone

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