La grande ipocrisia: il caso Regeni e il bluff dell'amicizia egiziana

  Allora, guardate, la questione è d'un’evidenza quasi imbarazzante, e bisogna avere il coraggio di dirlo con grande chiarezza. Perché qui siamo di fronte a uno di quei casi in cui la storia — e la cronaca giudiziaria — ci mette sotto gli occhi una realtà drammatica, senza infingimenti. Il punto centrale è questo: l’Egitto, che a parole è sempre stato descritto come questo grande alleato, questo partner fondamentale dell’Italia nel Mediterraneo, sul piano della verità e della giustizia per Giulio Regeni non ha mosso un solo millimetro. Mai. E si è arrivati a questo paradosso straordinario — ed è una sentenza davvero incredibile — in cui la Corte ha condannato alcuni funzionari per il sequestro di Giulio, per quell'atto di violenza di Stato, ma non per la sua uccisione. L'accusa di omicidio, che la Procura contestava al solo Sharif e per la quale era stato chiesto l'ergastolo, non è stata riconosciuta.  In tutti questi anni, la cooperazione giudiziaria da parte egiziana ...

Il tormentone dell'estate? I migranti. Una manipolazione indecente



Neanche il tempo di insediarsi il nuovo e destro governo gialloverde, ed ecco che dopo mesi di silenzio, tranquillità, dopo che i precedenti altro non facevano che vantarsi di aver abbattuto il numero degli sbarchi, di aver fatto accordi in ogni dimensione, che si ripresenta il problema degli sbarchi. Ciò non è un caso. Qui non si vuole discutere sul fatto se sia giusto o non giusto chiudere i porti, la maggior parte degli italiani probabilmente condivideranno la linea gialloverde, ed i quasi 18 milioni di elettori che hanno votato i gialli ed i verdi, anche.

Qui si vuole riflettere sull'ipocrisia di chi ora erige barricate a difesa dei migranti. Quando proprio costoro hanno tollerato situazioni degradanti come quelle di Gorizia, ad esempio, Gradisca, ad esempio e di altre mille località. L'Italia è un Paese in fase di stallo clamoroso. Il Sud è in una situazione di povertà sconcertante. Un degrado sociale che dovrebbe allarmare, ma che non allarma. I problemi sono le buche di Roma, mentre i crateri che caratterizzano le strade di molte località calabresi non contano un cazzo. E che dire della strumentalizzazione sul povero caso del migrante ucciso in provincia di Vibo? Senza conoscere cosa succede in Calabria, senza capire come funziona il mondo calabrese e la mentalità lì in parte sussistente a partire dal controllo del territorio, si è indirizzato, errando, il tutto verso una questione  esclusiva di razzismo. Quando il problema era ed è molto più profondo e complesso. Controllo del territorio, 'ndrangheta con annessi e connessi. Ma il semplicismo domina, avanza perchè si è accecati dall'odio verso i gialloverde con una stampa, in gran parte, diventata ultras, tifoseria abbandonando ogni etica. L'opposizione ai gialloverde è iniziata il 1 giugno, ed è iniziata in cattivo se non pessimo modo. Continuare su questa linea altro non farà che spingere il Paese ancora più verso istanze reazionarie ed intolleranti e violente. Ma i radical chic sinistrati probabilmente se ne fottono. Meglio elevarsi a rango di giudice moralista, dopo aver mandato in rovina l'Italia. Il tormentone dell'estate saranno i migranti. Manipolati in modo indegno per attaccare un governo che è perfettamente in linea con il nuovo orientamento sussistente in Europa. L'Europa  o meglio i Paesi dell'Europa che ora si indignano contro l'Italia lo fanno per un chiaro motivo, perchè temono che dovranno loro sobbarcarsi ciò che l'Italia, da sola, ha dovuto affrontare per anni e con un giro di soldi enorme. Sono le ultime urla di disperazione prima di un qualcosa di enorme che è alle porte e che nessuno vuol vedere, ma che il '900 ha ben affermato in tutta la sua drammaticità.

Marco Barone

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