La rosa di Nova Gorica dove il tempo si è fermato oltre la linea del confine

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Qui non siamo semplicemente su una collina; siamo su una faglia della storia, un punto dove le placche tettoniche della memoria europea hanno deciso di scontrarsi e miracolosamente, di restare in equilibrio. Immaginate la scena. Una scena reale, perché esiste e non è generata dall'I.A.  Siete lì, vi guardate intorno. Da una parte c'è il Castello di Gorizia , la fortezza, il Medioevo che è diventato nazione, con quel Tricolore che sventola a dire: "Qui siamo in Italia". Ma poi basta girare la testa, appena un po', ed ecco che la storia vi tira a modo suo per la giacca, sulla montagna di fronte, il Sabotino, quella scritta monumentale, TITO , che urla ancora oggi a tutto il mondo che Nova Gorica non è nata per grazia divina o per eredità dinastica. No, l'ha voluta il socialismo jugoslavo, l'ha creata l'uomo dal nulla, per sfida, sulla linea di confine. E in mezzo a questo scontro di simboli, tra nazionalismi e ideologie del Novecento che si sono fatte la...

Pensieri su una bitta




Lì il mare, silenzioso. Oltre la Bisiacaria, racchiusa tra l'Isonzo, il fiume dai colori più belli del mondo, si dice, ed il più timido Timavo, si intravede la ciminiera bicolore di Monfalcone, simbologia dell'architettura italiana del '900 e scivolando ancora verso l'oltre le Alpi. Apparentemente incontaminate. Una bitta, qualche barca piccola e non borghese ormeggiata, catene arrugginite sulla pavimentazione instabile e pensieri svolazzano tra la storia cementificata tra l'ex nave San Carlo di Trieste ed il presente del molo Audace, alla ricerca di una risposta alla domanda del cosa sarà, di cosa verrà.


Quello che verrà, verrà. Quello che sarà, sarà.

Pensieri su una bitta, nell'attesa di quel tempo d'altri tempi che ritorna pur non avendolo chiesto. Almeno tu.

Marco Barone

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